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Dopo 20 anni pace fatta tra Etiopia ed Eritrea

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Dopo oltre 20 mila morti, accordo tra Addis Abeba e Asmara Una nuova era di pace e amicizia tra Etiopia ed Eritrea

A far da protagonista un “abbraccio fraterno” dopo ben vent’anni di guerra. Ecco come il ministro dell’informazione

dell’Eritrea ieri ha descritto l’accoglienza riservata ad Abiy Ahmedal, nuovo primo ministro riformista etiope. Quest’ultimo ha iniziato ad Asmara, una visita di stato pochi giorni dopo lo storico accordo che ha aperto concrete prospettive di pace dopo oltre venti anni da uno dei più lunghi conflitti nel continente africano, lo scoppio della guerra di confine tra Etiopia ed Eritrea. L’arrivo di Ahmed nella capitale dell’Eritrea è stato trasmesso in diretta dalla televisione locale mostrando così la calorosa accoglienza riservata dal popolo e da Isaias Afewerki, il presidente eritreo . Una accoglienza marcata nelle strade da canti, balli e bandiere dei due Paesi ovunque. Abiy Ahmed e Isaias Afwerki, I leader di Ethiopia ed Eritrea, hanno firmato una dichiarazione che pone fine allo «stato di guerra» tra i due Paesi dunque. Ha reso noto il ministro dell’Informazione eritreo in un tweet che il documento così recita: lo «stato di guerra esistito tra i due Paesi é giunto al termine». Circa un mese fa, il 6 giugno, Addis Abeba aveva annunciato a sorpresa di volere la pace, in cambio dell’accettazione da parte di Asmara dell’accordo firmato ad Algeri nel 2000 e mai entrato in vigore senza condizioni. Una presa di posizione arrivata appena pochi giorni dopo la decisione del premier Ahmed di abolire lo stato di emergenza proclamato nel Paese a febbraio dopo tensioni popolari molto forti. La volontà di tornare alla normalità nei rapporti tra i due stati confinanti del Corno d’Africa era stata espressa da Abiy Ahmed già il 2 aprile, giorno del suo insediamento, per mettere fine ad un conflitto che analisti africani consideravano probabilmente l’ultima vera eredità dell’epoca coloniale.
Trattati sui confini dei due territori erano stati firmati dall’Italia (che ne aveva fatto una sua colonia dal 1889 al 1941), dalla Gran Bretagna (occupante dal 1941 al 1952) e dall’Etiopia, in tre date diverse: luglio 1890, maggio 1902 e maggio 1906. Ricordiamo che la guerra scoppiò nel giugno del 1998 e durò circa due anni. Nel dicembre 2000, dopo la morte di una cifra compresa tra 70 e 100mila uomini di entrambi i Paesi, il presidente eritreo Isaias Afewerki e Meles Zenawi, il primo ministro etiope allora in carica, firmarono ad Algeri un accordo di pace. L’ Etiopia però mantenne un presidio militare, ancor oggi presente, nel territorio di Badme, area assegnata nel 2002 all’Eritrea da una commissione internazionale nominata dall’Onu. Le schermaglie non si sono mai fermate. Ora, invece con l’annuncio di Ahmed, già il 26 giugno una delegazione eritrea di alto livello è arrivata in Etiopia per il primo round di negoziati di pace e per sottolineare ulteriormente la nuova atmosfera, celebrando la visita del premier etiope, tra i due Paesi sono state ripristinate le linee telefoniche dirette, dopo oltre vent’anni.

 

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