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26 ottobre nel monumento? Martone contesta le dichiarazioni di Cantelmo su Taverna Catena

DiThomas Scalera

Ago 18, 2014

Il Capogruppo di Minoranza Lino Martone attacca il Sindaco sulla faccenda Taverna Catena, di seguito il comunicato ufficiale integrale:

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“Avvilente e deprimente, questo è l’unico giudizio che si può dare sulle dichiarazioni del sindaco Cantelmo, apparse sulla stampa, a proposito della prossima celebrazione dell’Unità d’Italia, che avverrebbe finalmente dentro l’atrio dello stabile Taverna Catena. Oramai lo possiamo fare, dichiara il sindaco, poiché siamo coinquilini dello stabile,avendo acquisito il secondo piano abusivo e si è in attesa della consulenza legale per attuare il dovuto procedimento di entrata in possesso.
A parte il fatto che abbiamo dovuto obbligare la convocazione del Consiglio Comunale per circa 5 volte, dal momento che solo la lista Torre, di Taverna Catena, ne aveva fatto proposta centrale durante la scadenza elettorale del 2012; solo grazie alla nostra attenzione si è corretto il madornale errore per il quale avevano deliberato, a maggioranza, l’acquisizione di un secondo piano di un’altra particella di proprietà Tizzano che nulla aveva a che vedere con Taverna Catena; mancano appena due mesi al 26 ottobre e stanno ancora aspettando le consulenze legali, nonostante da molti mesi hanno provveduto a deliberare l’acquisizione del secondo piano, sia pure tra forti polemiche e conflitti in Consiglio, che certo non sono finiti, anzi saranno riproposti nelle dovute sedi Giudiziarie. A parte le diversità radicali sulla sostanza, al sindaco sfugge l’altra sostanza, o si rifiuta di esercitarla, per la quale lui rappresenta la Legge; basta una Fascia e un ordine a Vigili e Carabinieri, per affrontare situazioni di rispetto della Legge, di rispetto ambientale e sanitario, di prevenzione di illeciti e non occorre alcuna consulenza preventiva, se si agisce secondo i poteri Democratici e di Legge.
Adesso la cosa più grave, anzi gravissima, è un’altra: Stando alle dichiarazioni del sindaco il Comune sarebbe coinquilino di uno stabile abusivo? Qui si rasenta la follia e ci piacerebbe sapere perché. Perché mettere a rischio penale gli stessi amici della maggioranza che lo sostengono. Forse in difesa della cultura ideologica dei propri illeciti edilizi e dell’acquisizione indebita di tanti beni pubblici, dei cittadini, continuata negli anni da tanti furbi prepotenti e cialtroni?
Facciamo chiarezza e torniamo a monte: “la Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici per le province di Caserta e Benevento con la nota prot. n. 21103 del 7 dicembre 1987 espresse parere favorevole alla richiesta di sanatoria presentata per lavori abusivi riguardanti l’immobile denominato «TavernaCatena»”.Il comune e la Commissione edilizia, con l’allora sindaco Picozzi espressero parere contrario, ritenendo insanabili tutti gli abusi commessi sull’immobile, sia interni che nell’aumento della volumetria; si avvia quindi un conflitto giuridico- amministrativo davanti al TAR Campania che con Sentenza del 12 ottobre 2005 n. 19204/05, IV sezione, dichiara illegittimo tale parere della Soprintendenza e dichiara, di conseguenza,TUTTO ABUSIVO.
Qualche anno dopo la pubblicazione della Sentenza, durante l’amministrazione Robbio, il dirigente dell’Assessorato all’Urbanistica della Regione Campania, con comunicazione formale DIFFIDA il Comune a provvedere applicando le conclusioni del TAR, altrimenti avrebbe provveduto la Regione direttamente. Qui inizia il primo errore, speriamo non volutamente, ma comunque legittimamente denso di dovuti sospetti e dubbi, poiché a compierlo è l’incaricato dirigente dell’ufficio tecnico nominato dalla giunta Robbio, ing. Macchione, dopo qualche mese oggetto di arresto cautelare e di recente nominato dal famoso camorrista Iovine come referente di fiducia nel comune di Piedimonte Matese. In luogo di una Ordinanza di pieno rispetto della Sentenza TAR, ossia di ripristino di tutti gli abusi, viene emessa solo Ordinanza di abbattimento, poi non possibile, del secondo piano abusivo.
DUNQUE SI CONTINUA A NAVIGARE NELL’ERRORE, MA RIMANE INTEGRALE LA SOSTANZA; LA SENTENZA TAR E’ PASSATA IN GIUDICATO E TUTTO QUANTO FATTO NELLO STABILE TAVERNA CATENA E’ TOTALMENTE ABUSIVO. PERTANTO AI SENSI DELLA 380/2001 VA INTEGRALMENTE ACQUISITO A BENE PUBBLICO.
Perché continuano a fare orecchie da mercante o fare finta di non capire? Adesso la cosa incomincia ad essere assai sospettosa, oltre che volgare. Pensano di attivare un circuito clientelare e complice, attraverso una prezzolata consulenza legale, per non infrangere la loro cultura deviata e di comodo e di potere “della proprietà”, per fare entrare qualche milione nelle tasche dei Tizzano, quali amici politici ? Sono totalmente cosi ignoranti da pensare che lo Stato possa addirittura indennizzare, non punire, un gravissimo illecito edilizio su bene vincolato o addirittura coabitarci?
Per quanto ci riguarda non si tratta assolutamente di questione di principio e di risentimento ideologico e punitivo nei confronti della famiglia Tizzano, come ho già detto alla signora erede che occasionalmente incontrai a Teano, tra l’altro raggirati dal furbo duca di Caianello. Si tratta di far rispettare la Legge e impedire clientele illegali ai danni dei vairanesi.
Agli amministratori di maggioranza mi è di dovere dirgli che se vogliono continuare su questa strada e meglio che si dimettano e se ne vadano il più presto possibile. Tra l’altro, quanto viene dichiarato e fatto, non regge nemmeno sotto il profilo della propaganda elettorale o di parte, dal momento che non si sono sentiti in dovere nemmeno di mettere Taverna Catena nella programmazione delle opere triennale, deliberate nell’ultimo Consiglio Comunale. Non cambia nulla la promessa di Caldoro, comunque andava programmata come opera pregiudiziale del triennio Non gli consentiremo nemmeno un millimetro di cedimento. Riconvocheremo di nuovo il Consiglio Comunale e attiveremo come di dovere l’Autorità Giudiziaria.
Onestamente ci spiace utilizzare aggettivi aggressivi e valutazioni radicali in negativo; ci spiace perché in ogni caso da concittadini siamo legati da sentimenti di amicizia e vorremmo che quanto accade giorno per giorno non succedesse. Tuttavia dobbiamo risottolineare la sostanza di questa maggioranza, che è quella dichiarata nel documento elettorale del 2012: “ne contro l’uno ne contro l’altro, ci candidiamo per garantire un periodo di pace”. Praticamente per non cambiare nulla, anzi complicare e aggravare rispetto alle precedenti esperienze amministrative, a parte qualche cosuccia personale e di qualche amico.”

Vairano 18 agosto 2014

Il capogruppo Torre-Per il mio Paese

Lino Martone

Documento senza titolo

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Thomas Scalera

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