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Ad avellino Maurizio Vitiello presenta “Cavalcando la coda della Crisi”

DiThomas Scalera

Apr 8, 2014

Sabato 12 Aprile 2014,  alle ore 17,30, al Centro Culturale “L’Approdo” Via Matteotti, 31 – 83100 Avellino ( tel/fax 0825.37838; e-mail: [email protected]) sarà inaugurata la mostra, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, intitolata “Cavalcando la coda della crisi con opere recenti, cm. 40×40, di Luisa Bergamini, Lucia Buono, Alfredo Celli, Alfredo Cordova, Giuseppe Cotroneo, Maria Pia Daidone, Matteo Fiorentino, Mario Lanzione, Franco Lista, Vincenzo Montella, Achille Quadrini, Myriam Risola, Antonio Salzano, Nino Perrone, Esilde Rendina, Rino Vellecco qualificatissimi operatori e bravissime artiste provenienti dall’Emilia-Romagna, Molise, Campania, Puglia, Abruzzo, Lazio. X5 - Foto Maurizio Vitiello - Maria Pia Daidone, 2013, Uccello di rame in volo, tecnica mista su cartone, cm. 40x40x5,5, part. - DSCF4357

X7 - Salzano - Lanzione - Cotroneo


Alle ore 18 presentazione e intervento critico di Maurizio Vitiello; interventi e contributi di Pino Cotarelli, Antonino Scialdone, Carlo Spina; ospite Antonio Sposito, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Campania, che presenterà

il suo saggio La ‘Divina Tragedia’. La crisi economica mondiale e la società che è sparita, in “Benessere e felicità: uscire dalla crisi globale” (a cura di Caterina Arcidiacono), Diogene Edizioni, Pomigliano d’Arco (Na), 2013.

La mostra, che vede il patrocino dell’ANS-Campania, sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, fino a lunedì 12 maggio 2014.
Maurizio Vitiello segnala: “Quest’esposizione è un produttivo meeting di paralleli segni incisi e di espressioni raccolte sui sentieri del futuro e sul “fil rouge” del ricordo, quasi a voler rinnovare una sorta di andirivieni tra consumati trascorsi e realizzabili futuri. “Cavalcando la coda della crisi rilancia una traccia, seppur minima, di verifica dello stato dell’arte in Italia; è un incontro significativo tra artisti di diverse aree geografiche italiane.”
 
Scheda della mostra “Cavalcando la coda della crisi” di Maurizio Vitiello:
 
La mostra “Cavalcando la coda della crisi“, allestita nell’accogliente spazio espositivo de “L’Approdo” di Avellino, guidato con passione e bravura da Elide Rusolo, desidera rispondere all’esigenza di promuovere, efficacemente, la creatività degli artisti in rapporto alle tendenze culturali del territorio nazionale, nonché delle proiezioni concettuali parallele a considerazioni di sapore euro-mediterraneo per uscire dalla fortissima crisi, che, soprattutto, l’Italia ha dovuto sopportare. “Cavalcando la coda della crisi“ rilancia una traccia, seppur minima, di verifica dello stato dell’arte in Italia; è un incontro significativo tra artisti di diverse aree geografiche italiane. Sono presenti: Luisa Bergamini, Lucia Buono, Alfredo Celli, Alfredo Cordova, Giuseppe Cotroneo, Maria Pia Daidone, Matteo Fiorentino, Mario Lanzione, Franco Lista, Vincenzo Montella, Achille Quadrini, Myriam Risola, Antonio Salzano, Nino Perrone, Esilde Rendina, Rino Vellecco. Da specificare che Giuseppe Cotroneo, Mario Lanzione e Antonio Salzano formano, oggi, il Gruppo “Astrattismo Totale”. Questa rassegna d’arte, che vede insieme sedici indicative presenze con relative recentissime opere d’arte realizzate con diversi codici linguistici, vuole essere un segnale, quasi un concorso ideale per dimensionare un ulteriore contributo di riscontro delle condizioni dell’arte italiana. L’esposizione incapsula, senz’altro, “sensi mediterranei” di artisti di varie località italiane e con all’attivo varie personali, numerose collettive e diverse rassegne, di grande importanza, da “La Quadriennale” di Roma sino a “La Biennale” di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi. Sollecitazioni, aperture, istanze, pressioni, tensioni, lieviti, stimoli, esiti, palpiti, espansioni e risultati di ricerche vivono nelle loro opere ben legandosi all’urgenza e alla necessità di confrontarsi. Questi artisti, certamente di tono e di qualità, da molti anni sulla scena artistica nazionale, e non solo, differenti per caratteri, ma di spessore e di grande impegno, offrono un serio ventaglio di misurate declinazioni del linguaggio pittorico. Correnti direttive di molteplici modalità espressive convergono per manifestare attendibili interventi e per specificare una possibile misurata ricognizione. Questi artisti con lavori di ricerca, seriamente conosciuti e ampiamente riconosciuti, sostengono un contemporaneo visivo di temperamento euro-mediterraneo e attivano, così, oggi, una prova espositiva per alimentare, in fondo, una resistente apertura futura. Bisogna sottolineare che la creatività nel Mezzogiorno risulta sempre in crescita e i risultati delle varie indagini in campo hanno bisogno di luoghi di confronto per eventuali incontri e discussioni. La serena filosofia di quest’incontro, improntato al confronto di stili, permette al territorio campano di poter recepire un momento squisitamente visivo-culturale, mentre all’orizzonte si tratteggiano ulteriori spunti per scambi aggreganti di nuovi progetti. In quest’esposizione s’incontrano vite vissute; nelle opere si riflettono attraversamenti memoriali; difatti, nelle cognizioni artistiche che si pronunciano, la memoria è recepita come cortina iniziale, fondo d’avvio, mentre passaggi diaristici rafforzano e consolidano un campo di profili evocativi, aggettanti, risonanti. Alza il livello qualitativo la metabolizzazione di estremi, quelli epocali e quelli intimistici, quelli sociali e quelli domestici; ogni artista sa delimitare un proprio ambito di ricerca, finitimo agli altri; le rispondenze estetiche vibrano, squillano e si specchiano, nonché movimenti e intrecci rafforzano congetture e rilanciano rimandi. L’incontro vivifica la comunicazione, risana il sentire comune. Arrestare la memoria per assicurarla come testimonianza del vissuto e giungere e sommare anche la pronuncia diaristica permette di rivedere il passato e regolare il presente per “graffiare” il futuro; e sembrano scattare altri possibili incontri di pensieri. Questa mostra è un fecondo meeting di paralleli segni incisi e di espressioni raccolte sul “fil rouge” del ricordo, associato e spinto dalla voglia di andare oltre per, poi, avvicinarsi a replicare cadenze del motivo del ricordo, quasi a voler rinnovare una sorta di andirivieni tra consumati trascorsi e realizzabili futuri. Le interpretazioni di questi artisti fanno proprio le più liberali ricerche e si articolano a captare movimenti e gesti, la vita con ciò che ci circonda e con ciò che ci abbraccia.

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Thomas Scalera

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