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“Se io avessi previsto tutto questo…”, l’ennesima sorpresa di Guccini

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“Se io avessi previsto tutto questo…”, e infatti non lo aveva previsto affatto l’ennesimo successo delle sue canzoni. Una vera sorpresa natalizia l’ultima raccolta di Francesco Guccini chiamata appunto “Se io avessi previsto tutto questo – Gli amici, la strada, le canzoni” che si attesta alla decima posizione nella classifica mensile degli album più venduti. Una raccolta composta da due box da 4 e 10 cd (versione Deluxe e Super Delux), con inediti, registrazioni in studio, rarità e live introvabili, uscita lo scorso 27 novembre. guccini3La pubblicazione ripercorre la carriera intensa e ricca del cantautore (il “Cantautore” per eccellenza) bolognese. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il “Professore” collaborava come cronista con la “Gazzetta di Modena” (suo primo vero lavoro) e dalla pubblicazione del primo Lp “Folk beat n. 1” (in precedenza aveva fondato/collaborato con diversi gruppi tra questi il celebre “I Gatti”) per poi divenire il “faro” dei cantautori, baluardo di un mondo, e dei suoi valori, che oggi sembra essere scomparso. guccini4Generazioni e generazioni hanno cantato e suonato i suoi “gioielli”: da “Auschwitz”, a “Dio è morto”, da “L’Avvelenata” a “Canzone per un’amica”, da “La Locomotiva” a “Incontro”, da “Piccola città” (dedicata alla sua natia Modena) a “Il Vecchio e il bambino”, da “Eskimo” a “Quello che non…”, passando per “Via Paolo Fabbri 43” (indirizzo della residenza bolognese di Guccini) fino alle recenti “Autunno”, “Don Chisciotte”, e tantissime altre. Una carriera “immensa” ricchissima anche di collaborazioni illustri: da Lucio Dalla, a Samuele Bersani, da Caterina Caselli a Claudio Baglioni, da Ligabue a Giorgio Gaber, da Francesco Guccini a Claudio Lolli, da Maurizio Vandelli dell’Equipe ’84 a Augusto Daolio. Proprio i Nomadi sono stati tra i principali artefici della diffusione del repertorio e del successo di Guccini. guccini2Storico infatti l’album “Album Concerto” registrato dal vivo e cantato a due voci proprio con Daolio. Un’opera “monumentale” quella di Guccini che vanta anche esperienze in altri campi quali cinema e teatro. Ma è soprattutto la “scrittura” che non abbandona mai Francesco. Se da tempo ha messo la chitarra nella custodia, il modenese dalla inconfondibile “r” moscia, idolo da sempre della sinistra (lui che si professava anarchico pur moderandosi negli ultimi tempi) continua la sua produzione letteraria. guccini5Esistenzialismo, metafisica, linguaggio colto e popolare sono le caratteristiche principali della sua poetica e che parla al cuore e alla mente delle persone. Lo scorso 3 novembre è uscita infatti la raccolta di racconti montanari, “Un matrimonio, un funerale, per non dire del gatto” , con in cantiere già il prossimo giallo, l’ottavo con Loriano Macchiavelli, il protagonista, tra gli elfi, “gli hippy venuti a vivere tra noi sulle montagne negli anni ’70”. guccini6Protagoniste sempre le montagne, i suoi adorati Appennini. Dunque “Se io avessi previsto tutto questo…” non solo può essere un gradito regalo da fare in queste festività ma rappresenta il meglio dagli studio album, con inediti riscoperti, tante collaborazioni e rarità, live memorabili introvabili. E inoltre contiene un book con foto e introduzioni ai brani scritti dallo stesso artista. guccini7Forse non lo può (possiamo) prevedere, ma certamente Guccini sarà cantato e suonato ancora a lungo anche dalle generazioni future.

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