• Ven. Ott 22nd, 2021

Cassino. Un incontro sul rapporto tra pubblico e museo

DiThomas Scalera

Apr 28, 2016

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Il rapporto che vi è tra il pubblico e il museo è un rapporto che acquisisce importanza nel corso dei decenni. E’ stato questo il tema centrale che ha interessato l’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, al dipartimento di Lettere e filosofia, incontro che ha visto la presenza della Dottoressa Celeste Stefania e la docente Ivana Bruno. Il museo è quell’istituzione permanente al servizio della società e del suo sviluppo, aperto al pubblico. Il museo oggi è un museo inclusivo, aperto a tutti e il Pubblico è un soggetto/oggetto intrinseco del mondo dell’arte in tutti i tempi e paesi. Comunicare è una delle funzioni prioritarie prevista dallo status di questa istituzione, e la comunicazione non deve passare da funzione secondaria poiché se le opere d’arte non vengono accuratamente comunicate, queste ultime perdono validità. Poiché una delle finalità del Museo è la comunicazione, secondo le direttive dell’ I.C.O.M, questo ha l’obbligo di comunicare questi valori alla società e favorirne la comunicazione stessa. Si è trattato, inoltre, lo studio della fruizione museale che nel corso del tempo si è fatta più sistematica.

Basti pensare che il pubblico acquisisce importanza verso la fine del ‘700 quando le collezioni d’arte dei Principi hanno cominciato ad essere aperte alla cittadinanza, favorendo quindi la nascita di nuovi musei e nuove gallerie. Nell’800 quest’istituzione ha continuato il suo percorso verso una strada di progresso e di sviluppo. Ritornando al discorso del pubblico, nel ‘900 quest’ultimo acquisisce nuovamente importanza con il proliferare di altre istituzioni poi considerate latamente culturali. Si è parlato inoltre del MUSEUM VISITOR STUDIES, ovvero un proteiforme settore di indagine interessato a studiare le varie componenti del pubblico museale. Nasce nel ‘900 per approfondire le dinamiche in cui si articolano le reazioni fra Musei e i suoi visitatori. Ad indagare il pubblico sono diversi gli enti come gli istituti di statistica come l’istat, o l’ufficio sudi MIBACT, diversi osservatori dei musei, organi si rilevazioni sul pubblico, o ancora enti privati o semplicemente i singoli musei che possono svolgere indagini sul proprio pubblico.

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Sono state citate diverse indagini sul pubblico ed una delle principali che emerge fra le tante è quella svolta da GILMAN (MUSEUM FATIGUE) nel 1916 nei musei americani. L’antropologo GILMAN, che lavorava presso il Museo di ‘fine art’, attraverso l’utilizzo della macchina fotografica aveva studiato le posizioni assunte dai visitatori del museo. Attraverso le trenta foto da lui sviluppate nota che c’è un rapporto diretto tra la durata della visita del museo e la fatica delle posizioni. E ancora una seconda indagine che risale al 1930 che riguarda gli studi di MELTON E ROBINSON, svolta allo stesso modo nei musei americani con lo scopo di studiare il comportamento dei visitatori tramite l’indagine osservante. Ne susseguirono numerose altre volte a misurare il livello conoscitivo del museo da parte dei suoi visitatori, fin quando si arrivò agli anni 90, dove vi fu il BOOM delle indagini sui visitatori in ITALIA e nel resto del mondo. Tra le più importanti quella di BEVERLY SERRELL che prendeva in utilizzo per la prima volta dati numerici , o quella di NATALIE HENICH, svolta per analizzare lo sviluppo dell’arte contemporanea e attraverso il guest book analizzare i commenti dei visitatori.

E’ emerso che è assolutamente importante applicare la teoria della comunicazione alle opere d’arte ( Antinucci F.). La comunicazione, in quanto compito primario del museo, avviene nell’esposizione, attraverso il suo primo incontro con il pubblico. E’ necessario quindi che il messaggio dell’artista giunga e venga veicolato nel modo giusto.

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Thomas Scalera

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