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A 25 anni dalla caduta del Muro, Lino Martone, storico comunista di Terra di Lavoro si racconta

di Andrea Veneruso

Classe 1950, figlio di Giovanni Martone (storico comunista vairanese) che fu volontario durante la guerra D’Etiopia, in parte affascinato dalle spinte anticapitaliste che il regime fascista professava all’epoca; ma l’anticapitalismo mussoliniano era contradditorio e nel 1943 il padre di Lino si iscrisse al Partito Comunista. Lino si definisce quindi già nato comunista. Si tessera formalmente nel 1964, all’età di 14 anni, poco dopo la morte di Palmiro Togliatti. Vive da protagonista il ’68 come rappresentante di Istituto al “Francesco Giordani” di Caserta, affermandosi con 3.600 voti su 4.000 studenti. Durante gli anni di piombo Caserta fu abbracciata marginalmente dal clima di violenza, anche se non mancarono aggressioni e accoltellamenti tra i giovani militanti degli opposti estremismi; in quel periodo Lino Martone era legato a un gruppo radicale chiamato Centro Lenin. Il radicalismo di Martone rimase sempre sul piano culturale, un’adesione autentica al marxismo come modello organizzativo della società e delle masse. Non fu un becero ribellismo ideologizzato. Il mondo nel frattempo cambiava: l’Unione Sovietica avviava la politica riformista di Gorbaciov e nel 1989 cadeva il Muro di Berlino. La Storia del mondo cambiò radicalmente.

Lino Martone, chiediamo a te che sei un comunista storico di Terra di Lavoro, che aria politica si respirava venticinque anni fa?

Vi era una discussione politica e culturale sulla posizione di Gorbaciov. Io ero uno di quelli che stava dalla parte di Gorbaciov. Ero profondamente convinto della sua critica. Già negli anni precedenti Krusciov fece la stessa cosa denunciando gli errori di Stalin. Gorbaciov raccolse l’adesione della Sinistra del PCI. Gorbaciov voleva mettere al bando la casta di potere costituita con l’Unione Sovietica, una borghesia che faceva quello che voleva. Stava diventando troppo costosa, pesante, la necessità dell’URSS di mantenere il blocco del Patto di Varsavia. Fu una scelta molto condivisa, però Gorbaciov fece qualche errore come quello di non costituire un potere alternativo.

Vi aspettavate la caduta del Muro?

Era evidente. Ma questa equazione, una equazione errata, caduta del Muro uguale caduta del Comunismo è sbagliata. Non fu imposta la caduta, fu voluta dai comunisti di Berlino. Vi fu l’errore di pensare che gli USA valutassero quella cosa come un fatto positivo, invece fu strumentalizzata.http://web.archive.org/web/20150108145122if_/http://www.vairanonews.it/oim/wp-content/plugins/wp_pro_ad_system/includes/api/load_adzone.php?zoneID=1

Quindi nacque il mito della caduta del Comunismo…

Io vorrei dire ai giovani di ristudiare l’800 e il ‘900. Ristudiatevi per bene il 1848. Quei moti nacquero con la spinta proletaria nei Paesi che ancora non avevano una borghesia forte. In quegli anni nacque il “Manifesto del Partito Comunista”, scritto da Karl Marx e Friedrich Engels , dove è scritto: “uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del Comunismo.”

Quale è stato il primo comunista della storia? Potrebbe essere Cristo?

Certo. Io non sono un praticante religioso, ma se devo giudicare chi ha scritto i 10 comandamenti, sono alla base della convivenza dell’essere umano, come non rubare, non prendere la roba d’altri. C’è il concetto profondo che la Terra è di tutti, non è di uno in particolare. Ovviamente quei 10 comandamenti erano talmente avanzati che non ebbero successo, infatti non lo hanno neanche adesso.

Cosa è cambiato nell’approccio alla politica? Oggi molti giovani si avvicinano politicamente alle idee dei centri sociali, cosa c’è di socialista o comunista in questi movimenti?

Nei centri sociali vi è di tutto. Molti sono giovani che provengono dall’estremismo di Sinistra, però non svolgono la funzione per la quale sono nati. Sono presenti certamente nelle grandi manifestazioni, ma molto spesso, come nel caso di Caserta, anche per darsi un sostegno economico fanno le pratiche per gli immigrati o funzioni di patronato, non è che svolgono una funzione molto importante cambiando i rapporti sociali. Bisogna vedere altre forme. La funzione di un comunista, lo ho detto a mio figlio oggi, non è quella di propagandare il comunismo. Un comunista convinto non deve propagandare, un comunista convinto deve organizzare la società. Un comunista convinto non deve dire abbiamo ragione punto e si ferma lì. Un comunista, se crede che il mondo debba cambiare, deve dare al mondo nuove forme organizzative sociali. I centri sociali hanno una loro storia ma non basta.

Quali sono le tre parole d’ordine per un comunista?

Diritti, libertà, giustizia.

Quale è stato il più grande segretario italiano del Partito Comunista?

Il più grande è stato Antonio Gramsci per la teoria politica data a tutti quanti. Poi ci sono Berlinguer e Togliatti ma non sono paragonabili a Gramsci.

Quali i peggiori?

D’Alema ed Occhetto dovrebbero fare un’altra cosa…

Che messaggio vuoi lasciare a chi leggerà questa intervista?

Se la caduta del muro vi ha costruito l’idea che non è possibile cambiare il mondo, non è cosi. Lasciate stare le parole d’ordine come comunista eccetera, il monda va cambiato! Ma se non ci credete voi popolo, non si cambia mai.

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