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Abu Mazen e le presunte frasi “negazioniste”

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“Prendi 2 frasi dette dalla stessa persona, in un discorso di un’ora e mezza, estrapolale dal contesto e mettile in sequenza: ecco come far dire a una persona ciò che non pensava”. Queste le parole di Abu Hamail, attivista pro Palestina residente a Napoli e cittadino italiano di 45 anni, in merito alle parole del presidente palestinese Abu Mazen che, durante un discorso di 90 minuti tenuto dallo stesso in occasione del Consiglio palestinese, tenutosi ieri, primo maggio 2018, a Ramallah. Stando a quanto riportato dai media, ma si aspettano di visualizzare i vari interventi del leader palestinese, Abu Mazen avrebbe detto che l’olocausto nei confronti degli ebrei è scoppiato in seguito a “comportamenti sociali” tenuti dagli ebrei, come “l’usura, il controllo delle banche e cose del genere”. Non si è fatta attendere la risposta di Benyamin Netanyahu, leader d’Israele, che ha bollato Abu Mazen come “antisemita e patetico”. A fare eco a Netanyahu ci ha pensato il ministro degli Affari Esteri israeliano, che ha definito l’espressione di Abu Mazen “come antisemita e negazionista della Shoah”. Parole forti, che hanno la pretesa di andare oltre ciò che realmente è stato detto. Il ministro ha anche aggiunto che si “usano stereotipi ed accuse proprie del lessico del classico antisemitismo”. Parole forti, anzi fortissime, in un clima che non è certo dei migliori, basti pensare alle varie vittime, tutte palestinesi, di questi ultimi giorni in seguito alla “marcia per il ritorno” che si tiene da 3 venerdì e andrà avanti fino al 15 di questo mese, al confine con la Striscia di Gaza, presieduta dai militari armati di tutto punto dell’esercito israeliano. Abu Mazen ha ribadito anche che le cause dell’odio sistematico verso gli ebrei non è di natura religiosa o razziale, ma solo dovuto ai comportamenti “sociali” di questi ultimi, mettendo anche in discussione, per l’ennesima volta, la loro “pretesa” di poter stare e avere la cosiddetta “terra promessa”, definendo “l’invasione israeliana in Palestina” come “colonialismo britannico”. Ad ogni modo le presunte frasi di Abu mazen sono rimbalzate in tutto il mondo, molto meno di come è successo per le vittime dello scorso venerdì e, probabilmente, dei prossimi a venire. Seguiranno approfondimenti.

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