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Aggredito nel suo bar, Martone risponde sulla pagina Rinascita di Vairano

DiThomas Scalera

Dic 28, 2014

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Sabato sera è stata giornata di fuoco a Vairano, Lino Martone sarebbe stato aggredito nel suo bar da una persona. Stiamo approfondendo l’esatta dinamica delle cose ma, intanto, il capo dell’opposizione ha pubblicato una dichiarazione sulla pagina da lui stesso gestita, la riportiamo integralmente:

Ci sono ipotetici esercenti pubblicitari che utilizzano impropriamente l’autorizzazione per pagina giornale via web, ma in buona sostanza hanno solo l’interesse di contare i numeri di accesso sulla loro pagina su cui farsi pagare la pubblicità. Non si rendono conto, molto spesso, che espongono al rispetto della Legge gli stessi informatori impropri che hanno in qualche caserma, obbligati a dare informazioni solo se autorizzati dal comando superiore; che è facile risalire a questi illeciti chiedendo alla Magistratura di attingere l’informazione circa gli scambi telefonici avvenuti, nella data in attenzione, tra agenti e pseudo giornalista. Non si rendono conto che poi qualcuno si scoccia e incomincia a chiedere, in modo pubblico non anonimo, la fatturazione. Non si rendono poi ancora conto che, nel caso della vicenda riportata circa la lite tra Martone e l’ex comandante Caputo dei Vigili di Vairano, ci sono testimoni e molti; le stupidate circa il tentativo di nascondere un bastone da arma impropria a oggetto per essere cambiato in negozio; la buffonata di andare al pronto soccorso per un graffio, mentre si poteva andare dal proprio medico per la certificazione, aggrava il comportamento mendace; al bar è venuto non certo per prendere un caffè; un’idiota che inveisce dicendo “se non la finisci di rompere i co………… mi fai passare un guaio”, il minimo che gli può accadere è di essere allontanato con una spinta dalla persona offesa.
La cosa più grave è però un’altra, che si dovrebbe chiedere chi pensa di rappresentare l’informazione, ossia ma quale era la materia del contendere, l’oggetto, alla base di quanto accaduto? Era ed è il risentimento prepotente di chi pretende che il proprio figlio passi in automatico dal rapporto di lavoro a tempo determinato a quello indeterminato con il comune di Vairano Patenora, senza un bando di Concorso pubblico esterno. Tra l’altro chi ha consumato questa prepotenza è talmente tanto idiota da non aversi letto la Delibera di giunta 1/2014 e la determina 2/14 del responsabile ufficio personale che vincolava la proroga di un possibile altro anno a TD per il Caputo, comunque non oltre la conclusione delle prove concorsuali per i tre vigili a TD che sono finite il 16 dicembre. Alla data del 17 dicembre il Caputo doveva essere licenziato stante a questa delibera e determina, non certo firmata dal sottoscritto. Ci sono Norme inconfutabili nel rapporto di lavoro nella Pubblica Amministrazione e ogni abuso clientelare non provoca alcun acquisizione di Diritto da parte di qualsiasi dipendente, ma conseguenze economiche dirette su chi l’abuso ha commesso come amministratore o dirigente. Il sottoscritto, come altri Consiglieri Comunali, di certo non vogliono avere alcun conflitto con la Corte dei Conti. La vicenda quindi apre una incresciosa situazione di carattere penale, che oltre a chi pretende con prepotenza, chiama in causa l’intera Amministrazione circa l’indagine su promesse clientelari, abusi d’ufficio e contro chi in modo improprio e scorretto, consumando un’altro abuso, ha cercato di scrollarsi di dosso la promessa non consumabile di assunzione, informando in modo errato il Caputo di una missiva agli atti con la quale il sottoscritto richiamava uffici,sindaco e giunta a rispettare delibero e Legge. E evidente che sarà chiamato il Consiglio Comunale a chiarire quanto accaduto chiedendo la presenza delle Forze dell’Ordine, della Prefettura e direttamente della Magistratura.

Nelle prossime ore potremo essere più precisi e darvi ancora altri dettagli sull’accaduto.

Documento senza titolo

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Thomas Scalera

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