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Ailano. Il malcontento dell'Amministrazione Comunale per l'organizzazione della festa patronale

Chiesa di Ailano
AILANO – Nel piccolo comune matesino cresce l’astio e gli attriti tra l’amministrazione comunale e la parrocchia in vista dell’organizzazione dei festeggiamenti dell’amato Santo Patrono, San Giovanni Apostolo ed Evangelista che si celebrano nel mese di maggio di ogni anno.
Quest’anno, sembra,  a differenza di ciò che accade nei paesi limitrofi, che non si voglia consentire al Comitato festa patronale composto dagli amministratori locali presieduti dal Sindaco Dott. Vincenzo Lanzone e da cittadini volontari di organizzare i festeggiamenti civili, celebrati nel prossimo mese di maggio, ma si vuole lasciare l’organizzazione degli stessi alle cure del Parroco e del Consiglio Pastorale, composto da persone arbitrariamente scelte dal sacerdote stesso.
Da anni ormai, come vuole la tradizione ailanese, la festa del santo patrono è affidata all’amministrazione comunale,  presieduta dal Sindaco in concerto con concittadini volontari,  separando  le due realtà, politica e religiosa, anche nel rispetto della libertà personale e delle ideologie di ognuno.
La diocesi, interpellata al riguardo, si è giustificata menzionando a propria difesa  una “legge” della Conferenza Episcopale Campana del 2013 –  che finora non ha mai trovato applicazione. Il Vescovo si è pronunciato asserendo: “è una legge fatta per scongiurare infiltrazioni camorristiche nella festa patronale”.
Utilizzare questa giustificazione per negare l’organizzazione della festa patronale all’amministrazione comunale, applicando  una normativa ecclesiastica che si riferisce ad infiltrazioni camorristiche e per lo più nella piccola comunità ailanese sembrerebbe un tantino  pesante…
La non applicazione ad Ailano di questa legge sin dalla sua emanazione,  sembrerebbe far presupporre  l’esistenza di rapporti compiacenti con la precedente Amministrazione  comunale e il richiamo alla stessa per impedire che gli attuali amministratori locali e i cittadini volontari possano organizzarla, denota l’assenza della medesima compiacenza.
A questo punto ci poniamo delle  semplici domande: Qual è lo scopo e il compito della realtà religiosa e della Chiesa?  Di che cosa si deve preoccupare veramente il Vescovo di una diocesi?
Il Vescovo, a nostro avviso, dovrebbe aver premura che il Parroco e il Consiglio Pastorale si occupino dell’organizzazione del rito religioso e della diffusione della Parola di Dio, seguendo  le direttive e gli insegnamenti del Santo Padre e non di gestire somme di denaro, distraendosi nell’organizzazione di festeggiamenti civili,  lasciando pertanto com’è sempre stato l’organizzazione dei festeggiamenti alle Autorità che rappresentano la realtà locale.

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