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Alife. Biodigestore: parlano i massimi esperti del settore, domenica 19 aprile

DiThomas Scalera

Apr 18, 2015

Alife. Domenica 19 aprile alle 10 nella sala consiliare del Comune di Alife alcuni tra i massimi esperti MONDIALI del settore si incontreranno in un convegno dal titolo “Perché diciamo NO al BIOGAS”.

Sarà una grande occasione per mettere in chiaro alcune cose, per rendere partecipe la cittadinanza delle reali conseguenza che deriverebbero dalla costruzione di un ECOMOSTRO di quel genere nel Comune ma che avrebbe ricadute tremende in tutto l’Alto Casertano.

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Dopo i saluti istituzionali del primo cittadino di Alife Giuseppe Avecone, relazioneranno tre luminari che metteranno a disposizione del fronte del “No” al biodigestore di Alife tutta una serie di documentazione che sarà inviata agli Enti che si dovranno pronunciare in questa delicata fase concernente uno dei tanti pareri che l’impianto deve ottenere: l’Autorizzazione Integrata Ambientale, obbligatoria per certi impianti che emettono in atmosfera.
A prendere la parola per prima sarà la dottoressa Antonietta GATTI del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISTEC Faenza (progetto EcoFoodFertility). A seguire il dottor Stefano MONTANARI, Nanodiagnostic Faenza e le conclusioni toccheranno al dottor Luigi MONTANO, UroAndrologo, Coordinatore Progetto EcoFoodFertility, che affronterà un tema specifico: “Valutazione dell’lmpatto ambientale e alimentare sulla fertilità maschile”. A moderare, Gino PONSILLO, Consigliere del Direttivo del “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III ML, il cui movimento è promotore dell’iniziativa grazie all’instancabile impegno dell’alifana Agnese Ginocchio. La manifestazione culminerà con la cerimonia di conferimento del Premio Internazionale della “Colomba della Pace” che sarà consegnata al duo “Gatti – Montanari” in segno di gratitudine per le importanti scoperte scientifiche sulle nanoparticelle avvenute nel corso degli anni.
Il Dott. Luigi Montano, UroAndrologo, Presidente ISDE (Medici per l’ambiente) di Napoli, è l’ideatore e coordinatore del progetto “EcoFoodFertility” (lmpatto ambientale e alimentare sulla fertilità maschile – info http://www.ecofoodfertility.it), in cui è coinvolta la Dr.ssa Gatti per la valutazione delle Nanoparticelle nel seme maschile. Il progetto rappresenta il primo studio scientifico multicentrico e multidisciplinare al mondo che affronta in maniera sistematica l’impatto delle condizioni ambientali sulla salute umana, considerando sia gli aspetti alimentari che quelli legati in generale allo stile di vita e coinvolge l’Italia e altri 6 paesi europei. Grazie ad alcuni finanziamenti, è da poco partito operativamente in Campania per ora su due campioni di popolazione provenienti dall’area della terra dei fuochi (alto impatto) e da quella dell’area dell’Alto-medio Sele e Costa cilentana (basso impatto), ma toccherà anche altre aree campane in virtù dei finanziamenti in corso di ottenimento e con l’operazione di fund raising che l’associazione di scopo appositamente creata per sostenere il progetto sta già facendo e che è appunto denominata “EcoFoodFertility” secondo un modello di ricerca partecipata con le comunità coinvolte. L’intervento di Gatti, Montanari e Montano riguarderà l’impatto delle nanoparticelle e polveri sottili sulla catena alimentare, sulla sulla salute e la fertilità maschile. La dott.ssa Antonietta Gatti, fisico e bioingegnere, è un International Fellow della Unione delle Società dei Biomateriali e di Ingegneria ha coordinato Progetti Europei e Nazionali di Nanotossicologia, di Nanopatologia e di Nanoecotossicologia e si occupa dell’impatto di polveri submicroniche sulla salute umana, animale e quella del mondo vegetale. Insieme al dott. Stefano Montanari ha ricevuto di recente un importante premio internazionale in Cina dagli scienziati dell’International Union of Societies for Biomaterials Science and Engineering.

In somma una squadra di luminari per affermare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, un secco NO al BIODIGESTORE.

Ovviamente il nostro giornale ne parla perché, come potete notare, siamo gli unici che non hanno in vista la pubblicità della ditta che ha in progetto di costruire questo ecomostro. Coerenza e amore per il territorio prima di qualsiasi interesse economico.

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Thomas Scalera

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