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Alife. Cadde a terra e chiese il risarcimento, il giudice dà ragione al Comune

DiThomas Scalera

Nov 12, 2015

Alife

ALIFE. Vertenza del Comune di Alife contro la signora G.P. di Casal di Principe: rigettata la richiesta di risarcimento danni, condannata la parte anche al risarcimento delle spese di giudizio, compreso il legale ed il CTU intanto investito per relazionare in proposito. Questi i fatti. La signora aveva partecipato, la sera del 13 agosto 2003, alla tradizionale festa di San Sisto: nell’andare a riprendere l’autovettura con un gruppo di amici, così come ha riferito, all’altezza della Via Volturno, cadde rovinosamente a terra a causa della presenza di una buca nell’asfalto e dell’assenza di illuminazione pubblica. Qualche giorno dopo la stessa si era recata all’Ospedale di Capua dove le fu diagnosticata la “frattura collo chirurgico e trachite omerale a destra” che le aveva procurato, secondo una relazione medico legale, un peggioramento delle condizioni di salute permanenti nell’ordine dell’8/9% oltre all’invalidità temporanea parziale e totale per complessivi 100 giorni. Aveva chiesto, per questo, il risarcimento dei danni al Comune di Alife (poco meno di 20mila euro, ndr). Il Comune di Alife, naturalmente, si è nel frattempo costituito in giudizio e, difeso dall’avv. Giovanni Di Caprio con studio legale in Alife, aveva invocato la responsabilità della signora nell’accaduto che non aveva posto sufficiente attenzione nel procedere ed avanzare nella predetta strada. La signora, al momento dell’accaduto, non aveva investito la Polizia Municipale, né denunciato il fatto nei giorni successivi. Inoltre, nelle diverse udienze la donna si è spesso contraddetta anche sul luogo preciso dove sarebbe accaduto il sinistro: prima è stata citata Via Teodoro Momsen, traversa di Via Volturno, poi Via I traversa Criptoportico, fatti che hanno destato sospetto in ordine alla veridicità dei fatti narrati. Chiamati in giudizio diversi test, tra cui i Vigili del Comando Polizia Municipale, che hanno chiarito che entrambe le strade citate erano all’epoca dei fatti dotate di pubblica illuminazione e che fosse altamente improbabile il malfunzionamento anche di soli alcuni elementi, vista la concomitanza con la festa patronale in occasione della quale erano soliti effettuare una manutenzione generale dell’impianto. Secondo le norme, in casi come questi una volta accertato che il fatto dannoso si è verificato a causa di un’anomalia della strada stessa, l’onere della prova incombe sul danneggiato: nel caso in questione della signora di Casal di Principe, secondo il giudice Maria Carolina De Falco, non è stato assolto l’onere della prova in ordine al sinistro denunciato.

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Thomas Scalera

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