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Alife. Dissesto finanziario, Uniti per Alife: “La Corte… fa i Conti!”

DiThomas Scalera

Gen 3, 2018

ALIFE. Con la Delibera n. 267, depositata il 21 dicembre 2017, la Corte dei Conti della Campania ha stabilito, tra l’altro, che:

– il dissesto finanziario del Comune di Alife era necessario;
– il riequilibrio non attuabile in quanto ancora oggi non è possibile chiudere il rendiconto 2016;
– deve essere imposto il “blocco della spesa”;
– il buco di bilancio è pari a oltre 13 milioni di Euro e che tende a crescere a circa 15 milioni di euro.

Nella deliberazione ogni singolo passaggio è ampiamente motivato e sono individuate anche la maggior parte delle ragioni che ci hanno portato a tutto questo.

La Delibera della Corte dei Conti sarà presto disponibile e ogni cittadino la potrà leggere con calma e attenzione ma, a questo punto, alcune riflessioni sono doverose.

Il dissesto finanziario non può certo essere attribuito a chi ne ha preso atto ma, come chiaramente si deduce dalla sentenza, da anni di totale assenza di “controllo amministrativo” (per essere buoni).
Oggi però, davanti ai bar, i vecchi volti della politica alifana ed i sapientoni vari sono tutti bravi a prendersela con il dissesto ma la Corte dei Conti, letti i documenti, ha certificato che amministratori del passato o dormivano o facevano finta di non vedere: sono diventati tutti “maghi della finanza” ma perché quando dovevano non sono intervenuti e hanno posto fine allo scempio che si stava compiendo?

Il dissesto non piace a nessuno ma, lette le carte (come le hanno lette tutti gli altri consiglieri), il nostro gruppo, totalmente slegato dal passato, si è assunto questa dura responsabilità mentre chi oggi parla a vanvera davanti ai bar è scomparso dai consigli comunali decisivi.

Erano in 8 contro 5: perché non sono venuti in Consiglio Comunale a bocciare il dissesto?
Bastava votare NO invece di abbandonare l’aula.
Oppure perché non hanno impugnato la Delibera?
Forse perché avevano paura di votare o bloccare qualcosa che ormai, per legge, era inevitabile?
Certo, noi saremmo andati a casa qualche mese prima ma il dissesto non passava: perché non lo hanno fatto subito?

La risposta è semplice: avevano paura di assumersi una responsabilità contro legge ed erano terrorizzati delle conseguenze personali e patrimoniali.
Hanno fatto un calcolo sbagliato però…. La Corte dei conti sta andando avanti, ha elogiato il lavoro dei funzionari e degli amministratori che hanno avuto il coraggio di far emergere il marciume e ha trasmesso tutto alla procura regionale della Corte dei Conti che, anche se impiegherà tempo, punirà i responsabili di questo disastro!

I “maghi della finanza”, invece, sparlano e straparlano, fanno riunioni per riorganizzarsi, mischiando “cenere e panni lurci” ma saranno miseramente spazzati via sia dai cittadini che dalle istituzioni.

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Thomas Scalera

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