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Alife. Il comitato del no al Biodigestore si riunisce: “Prima di parlare bisogna leggere i documenti”

DiThomas Scalera

Set 26, 2015

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ALIFE. Ieri sera ad Alife, nell’aula consiliare del comune si è tenuta una riunione organizzata dal gruppo NOBiodigestore che ha ripreso a organizzare incontri dopo la pausa estiva. Bisogna prendere nota: i sostenitori, nonostante le voci di corridoio, non hanno mai smesso di lavorare, neanche durante l’estate. Ieri infatti i punti all’ordine del giorno sono stati il risultato di un lungo lavoro avviato dal gennaio 2015 e protratto senza pause.
La vicenda che vede coinvolti la General Construction e chi vi si oppone è ora vincolata a una fase di stasi dovuta alla farraginosa macchina amministrativa e burocratica che coinvolge le istituzioni a tutti i livelli.

L’incontro è stato suddiviso in due parti: uno in cui il Presidente del comitato ha dato avvio alla riunione e riassunto il tutto. Poi la seconda fase ha visto coinvolti l’ingegnere Di Caprio, il Sindaco, l’avvocato Fidanza che ha seguito tutta la vicenda e offre la sua assistenza legale, e gli interventi dei cittadini.
All’avvio, con aula piena, verso le 21:00, si è da subito cercato di smentire delle voci di corridoio che vedevano gli stessi membri del comitato ormai favorevoli alla costruzione del famigerato biodigestore. Voci dichiarate false dallo stesso Presidente, il quale ha poi provveduto a chiarire che in alcun modo la General può avviare (come si era detto in giro) i lavori perché il corso legale delle cose è ancora lungo e mancano parecchie documenti alla mano.

L’intervento più lungo e tecnico è stato quello dell’ingegnere Gianfranco Di Caprio. Dopo aver reintrodotto l’argomento, andando a riassumere la storia del progetto  della General, ha sottolineato nuovamente che progetti simili o uguali a quello presentato al comune di Alife sono più dannosi che utili per numerosi risvolti scientifici (difficili da riassumere in poche righe), ha provveduto a fornire un chiarimento riguardo la situazione.
Riassumendo: non ci si è allontanati dai punti sviscerati già dal Presidente. La Campania, come ha ribadito l’Unione europea intervenendo con la Procedura d’infrazione, ha bisogno di rivedere la disciplina di smaltimento dei rifiuti, ma in alcun documento scritto e stampato, ad oggi, è ribadita la necessità di impianti grandi e dello stesso genere come quello che si intende costruire. Da qui il virgolettato di cui nel titolo.

Fonte: Italianews24

Documento senza titolo

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Thomas Scalera

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