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Alife. Piattaforma per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, il 27 gennaio la conferenza di servizi

DiThomas Scalera

Dic 23, 2015

Alife

ALIFE. Piattaforma per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, il 27 gennaio la conferenza di servizi. L’impianto è progettato nella stessa area dove si vorrebbe realizzare il digestore per i rifiuti speciali il cui iter, da mesi, il Comune, maggioranza e opposizione, e il Comitato cittadino per la tutela della salute e dell’ambiente, continuano ad osteggiare. La lettera è della Direzione generale per l’Ambiente della Regione che ha convocato le parti, cioè Comune, Provincia, Sovrintendenza, Arpac, Asl, Consorzio Asi e Autorità di bacino, nonché il direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie ambientali, biologiche e farmaceutiche dell’Università di Napoli, alla riunione per esaminare la richiesta di Aia (autorizzazione integrata ambientale). È stata protocollata in municipio lo scorso 3 dicembre. La titolare del progetto che ha avanzato richiesta all’ufficio competente della Regione è la Geri Italia srl e l’area dove si dovrebbe realizzare il trattamento è sulla Provinciale 187, località Poste, zona Asi. Nella convocazione della Regione, che in realtà è una riconvocazione, si dice che l’istanza in questione è stata acquisita al protocollo della Regione nel settembre 2014, e che la ditta intende avviare un’attività di trattamento rifiuti pericolosi (Ippc 5.5). In base alla categorizzazione si tratta anche di depositi sopra soglia conto terzi. In particolare si parla di “accumulo temporaneo di rifiuti pericolosi”. Nella riunione di mercoledì 27 gennaio – lo si evince dal documento – sarà esaminata la documentazione prodotta dalla ditta e si avvierà la fase istruttoria per l’esame degli interessi dei soggetti coinvolti. Tutto questo avviene mentre è in corso la procedura per l’atterraggio di un altro impianto di trattamento di rifiuti speciali. Il biodigestore, che invece è stato progettato dalla General Construction, dovrebbe sorgere sempre nella stessa area industriale. Si tratterebbe, in questo caso però, di un opificio per un’attività codificata come Ippc 5.3, cioè eliminazione di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 50 tonnellate al giorno con impianto di trattamento acque di processo e recupero energetico da biogas. Anche per quest’ultimo è stata riconvocata la conferenza di servizi, ai fini dell’Aia, per il 9 febbraio.

Documento senza titolo

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Thomas Scalera

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