• Lun. Nov 29th, 2021

Alife/Pratella. Don Geppino Ferrazzano, sabato 2 aprile santa messa per ricordarlo

DiThomas Scalera

Mar 18, 2016
don geppino
ALIFE/PRATELLA. L’Associazione don Geppino Ferrazzano, in occasione del 10° anniversario della sua scomparsa, organizza, per sabato 2 aprile presso la Cattedrale Santa Maria Assunta di Alife, un momento per ricordare il caro don Geppino a partire dalle ore 17:00. Manifestazione fortemente voluta dai suoi familiari, stimolati dall’affetto dei tanti amici e figli spirituali del sacerdote. Alle 17:00 ci sarà una tavola rotonda dove, con vari interventi, si cercherà di far emergere la figura di don Geppino quale “sacerdote di carità”. Infatti si andrà ad esaminare la sua formazione nel seminario di Benevento per poi passare per la sua lunga attività di parroco nel comune di Pratella fino ad arrivare alla malattia che lo ha portato alla morte il 30 marzo del 2006. A moderare il convegno il dott. Giuseppe Bisceglia, mentre interverranno: S.E. Mons Francesco Zerrillo; On. Prof. Riccardo Ventre; Prof. Dott. Vincenzio Argenzio; Prof. Vincenzo Bisceglia. Alle ore 19:00 si terrà, dopo la recita del santo rosario meditato diretto da Padre Antonio Ridolfi, la concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons Valentina Di Cerbo, vescovo della diocesi di Alife-Caiazzo e sarà animata dalla Scuola Cantorum di Alife e la corale “San Nicola di Bari” di Pratella. Don Geppino nasce ad Alife (CE) il 14 Marzo 1938, da Antonio e Filomena Fiorillo, secondo di tre fratelli. Fin da bambino sente dentro di sé la vocazione al sacerdozio ed un immenso amore verso la Mamma Celeste, partecipando ai pellegrinaggi a piedi al santuario di Castelpetroso (IS). Anche se molto impegnato nel collaborare alle attività della sua famiglia di contadini, non tralascia mai la preghiera, l’ascolto e la meditazione delle Sacre Scritture e la Santa Eucarestia. Ogni giorno raccoglieva dei fiori che deponeva ai piedi della Madonna e pregava con una corona del rosario costruita con dei bossoli, residui del secondo dopoguerra. All’età di tredici anni entra in Seminario, prima in quello vescovile di Piedimonte Matese e poi nel Pontificio Seminario Regionale di Benevento ed il 16 luglio 1966 viene ordinato sacerdote, proprio nel giorno in cui la Chiesa venera la Madonna del Carmelo della quale era grande devoto. Per due anni è la guida spirituale di giovani seminaristi, guadagnandosi la stima e l’affetto di tutti. Nel 1968 viene nominato parroco di un piccolo paese, Pratella (CE). Da qui inizia prende l’avvio la sua “missione” fatta di carità e di aiuto alle persone bisognose, anche solo di una parola di conforto, la porta di casa sua era aperta sempre, con particolare predilezione per i poveri e gli ultimi del mondo. Ha infuso in tutti l’amore per la Mamma Celeste (diventando presidente dell’Apostolato di Fatima, con sede in Pratella), portando in processione ogni tredici del mese la sacra effige della Madonna di Fatima, senza staccare mai il legame che unisce la Madre con il Figlio, così come fa la Chiesa con tutti i suoi figli. Don Geppino nella sua esistenza ha annullato il suo “io” per essere uno strumento nelle mani di Dio, accettando con gioia tutte le prove e le sofferenze che la vita gli riservava quotidianamente. Resta parroco di Pratella per trentotto anni, fin quando un ictus non lo costringe a ritirarsi dalla sua funzione di pastore del suo gregge, ma non dalla sua missione più importante: quella di guida spirituale. Infatti anche se limitato nella parola, parlava con il cuore e, a volte, bastava incrociare il proprio sguardo con il suo per ritornare a Dio. Dopo tre anni di abbandono alla volontà di Dio e di sofferenze, accettate e sopportate con amore per la conversione dei peccatori, il 30 Marzo del 2006 Don Geppino lascia questa terra, in uno stato di Grazia, per raggiungere il luogo da lui tanto amato e desiderato, continuando a guidare, anche da lassù tutti i suoi figli spirituali.
Documento senza titolo

Sostieni V-news.it

Caro lettore, la redazione di V-news.it lavora per fornire notizie precise e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.

Thomas Scalera

Il Guru