• Dom. Ott 17th, 2021

Alla scoperta dei tesori di Teano e dintorni…

DiThomas Scalera

Feb 17, 2014

di Donatella Palermo

La città di Teano è adagiata su un assolato colle posto alle pendici meridionali del vulcano di Roccamonfina. Il territorio, molto fertile, è posto in comunicazione con la pianura costiera e con la piana campana dell’area del Latium adiectum sino al Matese;

abitato fin dalla preistoria, questo importante areale, racchiude splendidi capolavori artistico-arcitettonici, di varie epoche. Andiamo alla scoperta di questi tesori con una figura di importante rilievo nel quadro storico-architettonico-paesaggistico il ricercatore storico e consulente scientifico di Soprintendenze,

l’architetto Alfredo Balasco.

Architetto Balasco da quanti anni svolge la sua professione? E quali sono i suoi interessi?

Svolgo la professione di architetto da trent’anni. Ho interessi molteplici, ma principalmente nel campo della cultura, con una maggiore propensione verso lo studio dell’architettura antica e i fenomeni di trasformazione storici del territorio. Amo, inoltre, la fotografia.

Da quanto tempo vive a Teano? E’ teanese di nascita? E da quante generazioni?

Vivo a Teano pressoché dalla nascita, nel senso che mia madre, non di Teano, mi diede alla luce in una piccola frazione di Mignano Monte Lungo, mentre, mio padre era di Teano e la sua famiglia è presente da molteplici generazioni nella vita della città.

Sul social network FB nel gruppo “Sei di Teano se… (GRUPPO OVER 40) ha postato delle bellissime foto storiche di Teano del centro storico, dell’area archeologica della Teanum Sidicinum, di vari edifici distrutti nel corso dell’ultima guerra, ma anche di alcuni sui studi che dice di avere in corso su di un importante affresco, queste foto sono state scattate da lei personalmente?

Le foto sono state scattate da me e fanno parte del mio archivio fotografico in cui cerco di documentare, anche attraverso le immagini, il notevole patrimonio storico-culturale sia della città e sia quello delle frazioni, in sostanza dell’intero territorio comunale.

Le sue foto sono già state poste in visione in una mostra in itinere o sono inedite, perché facenti parte di un suo archivio personale che amministra con certosina ricerca storico-scientifica?

Una piccola parte delle foto sono state pubblicate in vari miei studi, ma anche in alcuni articoli pubblicati dal periodico mensile “il Sidicino”.

Ha già fatto studi e relative pubblicazioni sul patrimonio storico-artistico di Teano e dintorni?

Si ho pubblicato vari studi sul territorio, sulla città e su alcuni dei suoi più importanti monumenti, particolarmente sul circuito delle mura, sul Teatro Romano e sull’architettura cosiddetta catalana presente nella città e nelle frazioni.

Attualmente sta lavorando alla stesura di un libro su Teano, per poi pubblicarlo?

Qualcosa bolle in pentola, ma non posso anticiparle nulla!

Ci sono siti o opere di importanza storico-artistico ancora da scoprire?

Le posso solo dire che la storia del nostro territorio è complessa e sedimentata su arco temporale di oltre duemila anni, quindi, come tra l’altro per l’intera Italia, c’è ancora tantissimo da scoprire e studiare, ma di queste ricerche e scoperte ne potranno trarre beneficio le prossime generazioni di studiosi. Questo notevole patrimonio, come le accennavo, copre notevole arco temporale, che spazia dal mondo antico a quello alto e basso medievale. Di grande interesse sono inoltre le testimonianze dell’età barocca e tardo barocca, ma anche dell’Ottocento e del Novecento. L’aspetto, per la verità molto trascurato e poco evidenziato, che tale patrimonio non solo interessa Teano centro, ma anche le numerose frazioni del Comune, ove vi sono tessuti edilizi che riservano episodi urbanistici e architettonici di un certo interesse, sotto il profilo paesaggistico e storico. Anche sotto l’aspetto delle arti figurative bisogna segnalare la presenza di affreschi sia in contesti ecclesiastici, che privati, di grande qualità e che in numerosi casi versano in deplorevole stato di abbandono. Ma al di là delle grandi emergenze monumentali mi preme precisare, che andrebbero particolarmente valorizzati e protetti anche i cosiddetti episodi minori e tutto ciò che qualifica in modo sostanziale gli aspetti del nostro paesaggio agrario e collinare , come ad esempio: la viabilità storica, il reticolo della viabilità di età romana e dei sentieri, i muri a secco, l’edilizia rurale, i tessuti edilizi storici delle frazioni, le aree d’interesse archeologico distribuite nell’areale e le vegetazione autoctona.

Dei monumenti e delle opere antiche del territorio ci sono ancora cose già scoperte ma ancora inedite?

Certamente ed è un compito morale da parte degli studiosi pubblicare e fare conoscere tutto ciò che si scopre, divulgando ciò che è nuovo, non solo alla cerchia ristretta degli specialisti, ma anche nei confronti di coloro che non sono degli addetti ai lavori. Tuttavia occorre precisare che la ricerca deve comunque rispettare opportuni tempi, diciamo tecnici, per rendere al meglio noti i risultati delle scoperte, appunto per garantirne la rigorosità scientifica.

Le opere artistiche, architettoniche e i siti archeologici nonché lo stesso MuseoArcheologico di Teano sono visitati dagli stessi cittadini teanesi o sono solo rari i visitatori che si accingono a scoprire le nostre origini?

Il Museo Archeologico Statale di Teano ha un discreto numero di visitatori annui, che dovrebbero aggirarsi a circa 10.000, ma data la sua importanza sia sotto il profilo architettonico, essendo collocato in un edificio tardo-gotico tra i più belli della Campania, sia per i materiali che espone di grande interesse scientifico e bellezza, potrebbero essere molti ma molti di più. Occorre precisare che la scarsa conoscenza di questa importante realtà museale deriva da molteplici fattori, tra i quali: una insufficiente messa in rete del Museo nei circuiti provinciali, regionali e nazionali; la mancanza di un catalogo, a parte qualche opuscolo divulgativo, messo a disposizione dal personale della Soprintendenza; una scarsa attività divulgativa nei confronti delle scuole a livello locale e regionale; una scarsa attenzione da parte della politica nei confronti del nostro patrimonio culturale, sia a livello locale che provinciale e regionale;

Altro monumento di grande interesse è il complesso del Teatro-Tempio di età tardo ellenistica, per il suo genere uno dei più importanti dell’intera Italia antica, che costituisce una pietra miliare nello studio dell’architettura teatrale, per una serie di problematiche strutturali e architettoniche che sono alla base della genesi del teatro romano. Tale complesso se fosse adeguatamente valorizzato costituirebbe, certamente, una fonte di richiamo di livello internazionale anche per la notevole bellezza e qualità delle sue decorazioni scultoree e architettoniche dell’edifico scenico.

Ma lo stesso centro storico di Teano costituisce un contenitore, per qualità, varietà e importanza dei suoi monumenti e dell’intero tessuto edilizio, seppure molto danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale e attualmente in uno stato deplorevole di abbandono.

Sinceramente penso che la conoscenza e la valorizzazione delle peculiarità insite nel territorio possano costituire la base per innescare un sistema di sviluppo sostenibile dell’area, che tenga conto non solo della sfaccettata realtà sopra accennata, ma anche di un insieme d’interventi indirizzati alla conservazione e alla valorizzazione, attraverso una fruizione intelligente degli stessi, coinvolgendo la gente del posto e i visitatori esterni. Ma per concretizzare ciò è fondamentale uscire dai localismi e creare interdipendenza tra i vari ambiti territoriali limitrofi, promuovendo per essi itinerari tematici per aree omogenee sotto il profilo storico, culturale e ambientale e su cui attrarre l’interesse dell’imprenditoria intelligente e dei visitatori.

Come mai? Non c’è una coscienza dell’identità storica di Teano tra gli abitanti?

Questa è una domanda complessa, in parte non vera e che merita adeguati approfondimenti.

Penso che nella maggior parte dei cittadini di Teano, sia radicata la consapevolezza delle proprie identità storiche, talvolta in maniera campanilistica, ma come tutte le piccole realtà a volte prevalgono i provincialismi e i particolarismi che non aiutano a trovare unità d’intenti indirizzati alla risoluzione dei problemi in termini corretti. Credo, tuttavia, che negli ultimi cinquant’anni di storia del nostro paese, le maggiori responsabilità nei confronti della profonda decadenza del nostro patrimonio storico, culturale e ambientale, ricadano principalmente sulle classi dirigenti, che non hanno voluto, sulla spinta d’interessi particolaristici, una crescita incentrata sulle reali risorse del territorio, favorendone, anzi, il saccheggio e la distruzione. Tale modo di agire ha determinato, per molti anni, a mio avviso, una situazione generalizzata di scarsa attenzione verso la proprie radici storiche, come se le coscienze fossero state addormentate e private della consapevolezza di una trascorsa grandezza.

La conoscenza è fondamentale, anche nel caso di normali cittadini parlerei di una maggiore attività divulgativa, partendo dalle scuole di ogni ordine e grado.

Ha perfettamente ragione, la divulgazione è fondamentale, non solo ai fini della conoscenza, ma anche ad educare i più giovani al rispetto del proprio passato. In assenza della memoria di ciò che siamo stati, non sarà mai possibile costruire un futuro migliore. La divulgazione, inoltre, dovrà essere supportata da adeguate strutture didattiche utilizzando anche le nuove tecnologie informatiche, con l’ausilio di ricostruzioni virtuali e apparati visivi.

Quanto potrebbe sensibilizzare un giornale non specificatamente professionale ma di più diffusa tiratura che parli di cronaca attuale ma che riservi uno spazio alla cultura del nostro territorio?

La stampa è uno strumento fondamentale per divulgare e fare conoscere non solo il patrimonio culturale, ma anche tutte le iniziative e le attività connesse alla promozione delle risorse del territorio.

Ci sono giornali o riviste di questo tipo?

L’editoria scientifica e divulgativa nel settore dei Beni Culturali è notevole nel nostro Paese, a livello locale per la verità, fatta eccezione del periodico mensile “il Sidicino”, manca del tutto una tradizione di giornali o riviste in questo importante settore. A scala territoriale più ampia, mi preme segnalare l’importante attività editoriale di Caramanica di Marina di Minturno, che da anni pubblica una importante rivista trimestrale di cultura nota con il titolo di “civiltà Aurunca” in essa vengono raccolti contributi di studiosi su molteplici aspetti della storia dell’area dell’alto casertano.

Ci sono organizzazioni o enti territoriali che promuovono il territorio?

Vi sono alcune associazioni, come “Lega Ambiente”, che opera particolarmente nell’area del Parco Naturale di Roccamonfina, “Italia Nostra” e il FAI, con sede a Caserta, “Slow Food” – Condotta Massico – Roccamonfina, l’associazione “Amici dei Musei” di Teano e Teano Jazz. A queste associazioni, di valenza nazionale e provinciale, ovviamente si aggiungono quelle locali come “Il Campanile” e le due Pro Loco, che allo stesso modo svolgono un ruolo fondamentale per la conoscenza e la valorizzazione delle risorse del territorio.

Le associazioni cittadine promuovono passeggiate storico-naturaliste?

Le associazioni locali promuovono, in modo particolare nel periodo primaverile, interessanti escursioni attraverso importanti e suggestivi percorsi lungo sentieri di grande e suggestiva bellezza paesaggistica.

La ringrazio Arc. Balasco ci ha mostrato un quadro completo del patrimonio storio-culturale di Teano e dintorni molto completo e articolato delle dinamiche che influenzano il suo sviluppo. Rendendoci consci che per valorizzare in modo adeguato tale patrimonio è opportuno attuare una strategia che privilegi innanzitutto processi di conoscenza e catalogazione e uno sviluppo del territorio coerente e in armonia con le risorse ambientali, culturali e produttive presenti in esso.

Non ci resta che andare a caccia dei tesori, della cultura sidicina e dell’Alto-casertano, fornendo ai nostri lettori altri articoli, mostrando tutte le ricchezze che ci circondano, chissà che non venga la voglia di andare a vederle dal vivo nel loro autentico splendore.

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Thomas Scalera

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