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Altro colpo alla Mafia; ma cresce la sudditanza alle nuove “organizzazioni”, entrate in seno alla politica locale e nazionale, nel ricordo dei boss storici

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Quando i "modelli" sono da condannare e non da osannare!

Come è possibile evincere dal comunicato Ansa che riportiamo di seguito, un altro duro colpo alla Mafia palermitana è stato dato nella notte di oggi. Purtroppo si registra una sempre più alta percentuale di “picciotti”, che si rendono disponibili alla corte dei nuovi mandamenti. Per non parlare di un incremento spaventoso di personaggi del mondo civile e anche politico che prendonoi ad esempio boss della Camorra, della Mafia, della n’Drangheta e di tutto ciò che rappresenta il malaffare e la corruzione in Italia e nel Mondo. Gente disposta ad emulare anche nei propri quartieri le irripetibili gesta di boss del calibro di Riina piuttosto che di Cutolo. Gente che, anche sotto il paravento della “cultura”, non lesina di “onorare” con rappresentazioni e stesura di libri dedicati, le gesta di questa “gentaglia”. Senza prenderne minimamente le distanze. Ricordo che, come disse un Grande del nostro secolo, “la Mafia è una montagna di merda”… e puzza, sempre!

“La Dda di Palermo ha emesso un decreto di fermo nei confronti di 7 persone accusate di far parte della ricostituita Commissione di Cosa nostra. Il progetto di ridare vita alla Cupola era stato scoperto a dicembre e aveva portato al fermo di 47 tra boss e gregari. Tra i fermati di oggi ci sono due personaggi con cognomi noti: Leandro Greco, nipote del ‘papa’ di Cosa Nostra Michele Greco, e Calogero Lo Piccolo, figlio del boss ergastolano Salvatore Lo Piccolo: entrambi avrebbero partecipato alle riunioni della Commissione provinciale.

   Leandro Greco, 29 anni, si faceva chiamare come il nonno. Il padre Giuseppe, invece, morto negli anni scorsi, aveva interrotto la ‘tradizione’ familiare e faceva il regista. Del ‘Papa’ si ricorda l’augurio, che suonò come una minaccia, fatto da dietro le sbarre dell’Ucciardone alla corte d’Assise che doveva decidere il maxiprocesso.

    I fermi sono scattati anche grazie a due nuovi pentitiFilippo Colletti, capomafia di Villabate fermato il 4 dicembre dai carabinieri con l’accusa di far parte della nuova commissione di Cosa nostra, eFilippo Bisconti, al vertice del mandamento di Belmonte Mezzagno finito anche lui in manette nella stessa indagine.

   Colletti e Bisconti hanno rivelato ai magistrati il loro ruolo di vertice dei ‘mandamenti’ di Villabate e Belmonte Mezzagno. Entrambi hanno inoltre confermato la riorganizzazione della Commissione provinciale di Cosa nostra svelando le dinamiche interne alla stessa e hanno fornito elementi importanti a carico di Leandro Greco, Calogero Lo Piccolo e Giovanni Sirchia.

   Tra i fermati anche Giovanni Sirchia, affiliato alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano: secondo le indagini è colui che si occupava di consegnare ai boss le convocazioni per i summit. In cella ancheGiuseppe Serio, Erasmo Lo Bello, Pietro Lo Sicco e Carmelo Cacocciola ai quali è stato contestato il reato di associazione mafiosa e alcuni episodi di estorsioni commesse nel territorio del mandamento mafioso di San Lorenzo”.

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