• Dom. Ott 17th, 2021

AMBITO C03: IL SILENZIO DEI "NON" INNOCENTI

DiThomas Scalera

Mag 22, 2017

E’ dovere del giornalista, accendere le luci su temi politici “oscuri”, cercando di analizzare, in modo obbiettivo, tutte le vicende del caso, per poi trarre delle conclusioni.
Dopo l’inchiesta “shock” che abbiamo pubblicato (riguardo il “pericoloso” intreccio tra politica, sanità e business), la vicenda dell’ambito C 03 si arricchisce di importanti sviluppi.
Circa dieci giorni fa, presso l’aula consiliare del comune di Teano (Ente capofila dell’ambito), si è riunito il COORDINAMENTO ISTITUZIONALE , insieme ad alcuni esponenti della vita politica regionale (Stefano Graziano, Zinzi, Massimo Grimaldi, Giovanni Zannini). La riunione aveva un solo unico  comune denominatore : SUPERARE LA CRISI DELL’AMBITO SOCIALE.

  • Sono risultati assenti, come ormai si verifica puntualmente da nove mesi, i rappresentanti dei Comuni di Sessa Aurunca e Cellole che si sono sottratti inspiegabilmente a qualsiasi confronto e non hanno sottoscritto la Convenzione, unica causa della situazione di paralisi in cui versa l’Ambito”.

Questa è l’accusa mossa dai quattordici comuni attraverso un comunicato stampa uscito dopo l’incontro avvenuto a Teano.
Inoltre si aggiunge  – Fatta eccezione per Sessa Aurunca e Cellole, tutti i Comuni e le parti in causa si stanno adoperando per evitare l’interruzione dei servizi essenziali agli anziani e ai disabili, inevitabile conseguenza della sciatteria istituzionale dei due suddetti Comuni”.
La domanda a questo punto sorge spontanea: Perché Silvio Sasso ( Sindaco di Sessa) e Angelo Barretta ( Sindaco di Cellole ) non presiedono i tavoli istituzionali dell’ambito?
Nessuna risposta è arrivata ufficialmente. Solo parole, poche, e dette a “bassa voce”.
La “ battaglia” intrapresa da Gennaro Oliviero, che a suo dire vuole riportare a Sessa Aurunca la “centralità” delle operazioni dell’ambito, appare priva di  fondamenti  logici.
Di fatti, ciò che più risalta agli occhi, è l’interessamento “improvviso” alla questione. Perché l’Onorevole, dopo che il Sindaco Sasso rassegnò le dimissioni per  “dissidi interni alla maggioranza”,  presentò in Regione  un emendamento con l’intento di cambiare il metodo di voto all’interno dell’ambito?
Non può essere una “RIVENDICAZIONE TERRITORIALE” come qualcuno cerca di asserire, perché non sono logici i tempi  e i modi.
Ma soprattutto, perché dopo quel famoso emendamento, la crisi politica del comune di Sessa è magicamente rientrata? (con tanto di rimpasto della giunta).
Ad infittire ancora di più le nuvole intorno a questo argomento, c’è un comunicato stampa del coordinamento istituzionale dell’ambito in cui si evince la volontà dei quattordici comuni di opporsi al commissariamento dell’ambito, e soprattutto, si punta il dito contro chi, presumibilmente ne è la causa.
Partiamo dicendo che i comuni che partecipano all’ambito in realtà sono sedici (TEANO, CAIANELLO, CONCA DELLA CAMPANIA, GALLUCCIO, FRANCOLISE, MARZANO APPIO, MIGNANO MONTELUNGO, PIETRAVAIRANO, PRESENZANO, ROCCAMONFINA, ROCCA D’EVANDRO, SAN PIETRO INFINE, TORA E PICCILLI, VAIRANO PATENORA, SESSA AURUNCA E CELLOLE). E tutti hanno firmato la Convenzione che permetterebbe di salvare l’ambito dal commissariamento. Tutti, tranne i due comuni di Cellole e di Sessa Aurunca, ovviamente.
…  “ E’ stata approvata un’apposita deliberazione che sarà inviata anche al Prefetto di Caserta. La delibera descrive tutte le difficoltà intercorse nei rapporti con le nuove amministrazioni di Sessa e Cellole, da parte dei rappresentanti degli altri 14 comuni dell’Ambito. Le nuove amministrazioni di Sessa e Cellole  reclamando la necessità di approfondire tutta la normativa disciplinante la materia delle Politiche Sociali, hanno chiesto e ottenuto il differimento di diverse sedute del Coordinamento Istituzionale, salvo poi non fornire all’Ambito gli atti previsti dalla legge. I rappresentanti dei Comuni di Sessa Aurunca e Cellole non hanno partecipato (e tuttora non partecipano) agli incontri istituzionali, manifestando una totale indifferenza rispetto ad ogni sollecitazione proveniente dall’Ambito”.
Inoltre nel comunicato stampa vengono inseriti alcuni punti importanti della vicenda, sulla quale fare “leva”  per scongiurare il commissariamento e quindi l’interruzione dei servizi essenziale per disabili e anziani. Tali punti sono stati messi anche sotto la lente d’ingrandimento della Regione Campania, e del prefetto di Caserta, per accertare le responsabilità del caso.
 
… a prendere atto che i Comuni di Cellole e Sessa Aurunca debbano essere giuridicamente considerati Enti locali inadempienti, visto che non hanno svolto le attività di competenza previste dalla legge; 6) limitare l’esercizio del potere sostitutivo ai soli Enti locali inadempienti di Cellole e Sessa Aurunca; 7) prevedere che i costi del commissariamento siano addebitati esclusivamente  ai due comuni inadempienti che si stanno rendendo responsabili dell’interruzione dell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini bisognosi dell’Ambito.
Le parole del coordinamento istituzionale bastano da sole  per capire il “gioco delle parti” : Boicottare l’ambito non versando le quote, non fornendo  gli atti secondo le norme di legge e soprattutto boicottando fisicamente le riunioni dell’ambito.
Basta spulciare Il consuntivo ASL 2016 e controllare il piano di Zona, per rendersi conto che qualcosa non torna: A Sessa vi è un enorme divario tra i servizi assistenziali domiciliari e quelli legati alle cliniche private.
A questo si aggiunge il fatto che, contemporaneamente alla riunione organizzata dall’ambito a Teano ( Ente capofila) Gennaro Oliviero ha organizzato un’altra riunione, sempre sull’ambito, a Presenzano. Come volevasi dimostrare, la riunione organizzata dal consigliere Regionale insieme a Vincenzo D’Errico (consigliere di minoranza del comune di Presenzano), è apparsa a tutti come un flop pazzesco. Di fatti, erano presenti soltanto i due personaggi in questione. Neanche i comuni di Roccamonfina e Tora E Piccilli ( vicini politicamente ad Oliviero) erano presenti a Presenzano, perché ovviamente la riunione “ufficiale” si teneva a Teano, ed era quella la sede in cui  si stava giocando una partita importantissima per il futuro dell’ambito.
Perché boicottare gli incontri ufficiali, per organizzarne degli altri in modalità “ufficiosa”?
Ovviamente anche per questa domanda, nessuna risposta.
Mentre ad oggi risuonano altisonanti ancora le parole dell’Assessore Migliozzi del comune di Teano, che in un’intervista ad un giornale web locale lanciò un attacco diretto affermando : “Oliviero sta lavorando a vantaggio di chi gestisce le strutture”.
A tutto questo, si aggiunge l’inutile tentativo di  “smarcamento” effettuato dal Sindaco di Cellole, Angelo Barretta, che durante l’ultimo consiglio comunale rispondeva così ad una domanda sulla questione Ambito c03 : “A me di ciò che riguarda la politica, non INTERESSA NULLA. Se lì ci sia una valutazione tra un consigliere Regionale e una parte di aziende di case di cura, a me non mi frega di nulla” ( LE DICHIARAZIONI SONO VISIBILI SU YOUTUBE, DIGITANDO “LIVE STREAM DI COMUNE DI CELLOLE CONSIGLIO COMUNALE”. IL VIDEO DURA CIRCA DUE ORE E MEZZO E IL SINDACO SI “SMARCA” INTORNO AL MINUTO ’44.)
Dichiarazione contraddittoria,e  molto di facciata, per cercare di uscirne fuori in modo “pulito”.
Anche perché è di oggi la notizia che la Consulta del terzo settore ha denunciato i presunti illeciti legati all’ambito in un documento che è stato inviato all’Assessore Regionale LUCIA FORTINI, ALLA DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE SOCIALI, AL RESPONSABILE DELL’AMBITO C03 ED INFINE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA.
Queste, le dichiarazioni più importanti che trascritte nella denuncia:
Emergono da notizie, atti e documenti che lasciano intendere accordi e giochi di potere tra Amministrazioni e tecnici conniventi…Siamo stanchi di veder giocare politici e imprenditori con la sofferenze delle persone, studiare a tavolino manovre politiche che impediscono la programmazione dei servizi di qualità, ma solo strategie di asservimento al politico e al dirigente di turno. L’ambito C03 è praticamente “immobilizzato” da dinamiche tutt’altro che tecniche…ma l’immobilizzazione appare essere invece una lotta tra poteri ed interessi forti.
Emerge che un intero ambito sociale di 16 comuni sia tenuto sotto scacco da due comuni che, sottovalutando e dimenticando i bisogni delle persone deboli, continuano a boicottare tavoli istituzionali, continuano a non inviare fondi, continuano a non firmare cio che sarebbe doveroso firmare”.
Una situazione che non appare ingarbugliata e complicata come qualcuno vuol far credere. Alla luce di questa denuncia, i fatti appaiono chiari e senza appello.
“Ai posteri l’ardua sentenza”.
Comunicati stampa: comunicato stampa marzo 2017
13_05_2017_Comunicato_Stampa_AMBITO
 
 Leggi anche: Inchiesta Shock: l’inquietante patto tra Oliviero e Schiavone su Ambito C O3, affari e politica.
 

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Thomas Scalera

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