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E’ il tuo giorno no? Vieni alla Rage Room

Molte volte non si ha voglia di stare con le persone perché la rabbia e la tristezza prendono il sopravvento

Ecco che nasce la Rage Rooms per tirare fuori queste emozioni, vediamo cos’è

‘solo persone negative’ – il Negative Cafe and Bar Mori Ouchi Tokyo

Questa settimana per la Rubrica ‘Angolo diverso’ parleremo di emozioni, niente di palloso giuro.

Il 2020 è stato l’anno della disgrazia,che nemmeno se passavi sotto una scala, facevi cadere del sale ed entravi in un luogo chiuso con l’ombrello aperto potevi beccarti.

Un anno in cui c’è chi si è riposato ma chi ha dovuto combattere contro sentimenti contrastanti quali la malinconia, la solitudine e rabbia e la tristezza.

Non ne siamo ancora usciti da questa situazione ma ciò non implica che non possiamo gestire al meglio le nostre emozioni.

Tanti gli specialisti che hanno prestato le loro competenze in via web a chi ne avesse bisogno, gruppi di sostegno emotivi, i cori fuori al balcone, chi come me ha organizzato il gioco ‘del panaro’ cercando di colpire il capo palazzo dal balcone. Diciamo che ognuno di noi si è dato da fare.

A Tokyo se ne sono inventata una davvero bella: il Negative Cafe and Bar Mori Ouchi , un bar che accoglie solo persone negative ma di un bar allestito per offrire un luogo sicuro a chi non ha voglia di stare tra la gente.

I tavoli sono racchiusi in cabine di legno in cui una persona nervosa, triste o arrabbiata può starsene per cavoli suoi. 

Per le persone stressate sono stati allestiti anche salottini in cui vedere film romantici strappalacrime in modo da scaricare lo stress in totale stile di Bridget Jones.

Poi, ci sono le ‘Rage rooms’, stanze in cui puoi distruggere tutto il mobilio con una mazza da baseball,martelli o altro.  Un’altra bella iniziativa è la scream room, al Cairo,in Egitto. Una stanza in cui puoi rinchiuderti e urlare fino ad esaurimento delle corde vocali,poi ti ricomponi e ritorni alla normalità.

Comunque, tornando alla Rage Rooms, credo che mi interessi particolarmente e non solo a me. Vi conosco.

Rage room

Immaginate una camera in cui entrare e distruggere tutto perché avete tanta rabbia repressa.

Ha visualizzato e non risponde”, bam! Sfasciamo un mobile!

Ciruzzo mi doveva venire a prendere invece sta fuori al bar con i suoi amicastri a perdere tempo” ,sfascio tutto il condominio.

Ma vi immaginate se avessimo anche noi questa figata di opportunità?

Napoli. Rind’ a Sanità. Uno dei quartieri più storici e belli della città.  Tonino decide di aprire la Rage Rooms perché Tatore o’ pistoler ha detto che mo va di moda, l’ha letto sul giornale che mo queste stanze si portano. Tu ti apri un locale, ci metti dentro roba vecchia e le persone pagano per sfasciare tutto.

Tonino che sta un po’ a problemi di soldi pensa che è la volta buona. Si informa e trova un locale disponibile vicino da Michele e decide di aprire la sua Rage Rooms.

‘Ti vuoi sfogare? Alla arraggia rum devi arrivare’

Bene. Arrivano tutti i suoi cumpagnielli buffuncielli con la cresta in testa perché l’hanno vista a Genny Savastano in Gomorra che vogliono fare una prova ma appena prendono la mazza da baseball nun c’ha fan nemmeno a sfondare na vetrinetta.

Capelli a cuozzo di Genny Savastano – angolo diverso rabbia e tristezza

Buffuncielli. Non sanno che ci vogliono anni di allenamento. Una mamma del sud quando ti deve tirare uno zoccolo ha una mira infallibile, prende la traiettoria, ti cresema (ti becca) ed il zoccolo ritorna alla legittima proprietaria come un boomerang.

Tonino non si perde di curaggio, dice ai suoi amici di fare il passaparola e di fare le ‘storie’ perché devono portare gente.

Arrivano ragazzi,signori,signore, wajuncielli che si sfastereano di giocare alla play station.

Arriva pure la mamma di Tonino. Nel quartiere la chiamano ‘Cuncetta a pazz’. Una signora di 1,40 m per 140cm di circonferenza. Pinza floreale nei capelli e leggins aderente, sabot con dita dei piedi in vista e unghie smaltate quando a’ bon anem e Tutankhamon andava all’asilo. Guarda il figlio male. Si avvicina e gli fa :”O Scèè ma ta vuò truva’ a fatic invec e perder tiemp!!!!”.

Tonino mortificato perché davanti agli amicastri suoi non vuole sfigurare si abbuffuneggia e risponde alla mamma:”VA a cas che ca mo vec ji.”.

Il cielo si oscurò, le balle di fieno rotolavano per strada. I pochi esseri viventi presenti nella Arraggia rum si dileguano, canoscano a Cuncetta a pazz. Tonin sura fridd, sa che la mamma è capace di tutto. Si guardano in cagnesco, ma ad un certo punto la mamma si toglie la pantofola e gliele suona di santa ragione rincorrendolo per tutt’o’ vicol e urlando “Scurnacchiat vien mo mo ca ojjj! I comm tagg fatt accussì te sfasc!”

Questa è una versione stereotipata di un clichè già conosciuto. Napoli è bella ed i napoletani sono veramente calorosi. Adoro passeggiare per questa splendida città e carpirne le vere sfumature di un mondo del tutto diverso da quello immaginato.

Sicuramente si può incontrare una ‘Cuncetta’, ma di certo non ve ne pentirete.

Ritornando alla Rage Rooms, secondo gli esperti potrebbe essere il metodo grossolano per svuotare il bagaglio emotivo che ci portiamo dietro e che per molto tempo abbiamo accumulato. 

Inoltre, se alla base ci sono problemi ben più profondi sarebbe bene consultarsi con un Terapista ed iniziare un percorso che porterà alla guarigione e all’accettazione del proprio sé.

Fortunatamente, ci sono molte opportunità per chi invece non ha i mezzi necessari per sostenere i costi di una terapia. In alcune città è possibile trovare il caffè sospeso,un modo gentile per pagare il caffè a chi non può, e durante il loockdown ad Angri, provincia di Salerno, è stata promulgata l’iniziativa di pagare delle sedute terapeutiche o specialistiche a chi non poteva.

Hanno aderito poi, anche i parrucchieri perché dopotutto, il vero cambiamento inizia dalla testa.

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Marianna D’Antonio
Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell

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