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Aversa. Si dimette il consigliere Tarantino. La lettera di Mariano Scuotri.

Cade un altro tassello della maggioranza ad Aversa. Ha rassegnato ieri le dimissioni il consigliere Ciro Tarantino, assessore con delega a Politiche sociali, Politiche di Coesione e Periferie, Progettazione Civica, Associazionismo e Volontariato, Pubblica istruzione, Finanziamenti Europei. Tra i motivi dell’abbandono, “l’implosione della maggioranza e la creazione di una nuova”, in riferimento all’ultima approvazione del bilancio, votata favorevolmente anche da consiglieri di opposizine. Ad esprimere il proprio dispiacere per l’abbandono dell’assessore c’è stato anche Mariano Scuotri, fondatore di “Millennials” e consigliere di maggioranza eletto con “La politica che serve”, a sostegno di Alfonso Golia, che gli ha dedicato una lettera aperta poi pubblicata sui suoi canali social.

Ecco il testo integrale della lettera riportata dal consigliere Scuotri sulla sua pagina Instagram:


“Caro Assessore Tarantino, anzi, caro prof, che so che preferisci così.
Io e te non ci conoscevamo prima, o meglio io sapevo di te ma tu penso non di me. Questa non vuole essere una “lettera di addio” o peggio un elogio “al miele”, perché sono sicuro che non sopporteresti nessuna delle due cose. È semplicemente una razionale constatazione di ciò che abbiamo condiviso, ovvero un percorso, insieme.
A molti, troppi, queste parole sembreranno insensate, non adatte quasi ad un freddo e politichese rapporto consigliere – assessore: fuori dalle dinamiche politicanti tipiche di questa nostra umanamente martoriata provincia.
Eppure la forza, il succo del discorso sta proprio qui: il coraggio di essere altro, di non adattare se stessi alla tipicità grigia della politica locale. Di credere nei progetti ambiziosi, non nei piani diabolici.
Posso dire (non ti offendere eh) che l’essenza delle motivazioni che mi hanno spinto e che hanno spinto, suppongo, chi ci crede ancora a candidarsi e vincere quel 9 giugno 2019 si sono “palesate” nei valori di cui ti sei fatto portatore proprio tu: mentre qualcuno ti accusava di fare filosofia, costruivamo sulle macerie lasciate proprio da quei tuoi accusatori; mentre qualcuno si mangiava le mani perché non poteva più aiutare l’amico dell’amico, noi davamo la mano indistintamente (e realmente) alla povera gente di questa città.
AversaLab 2030 come laboratorio delle associazioni, Nucleo di Emergenza Sociale come reparto di Protezione Civile dedicato interamente alle Politiche Sociali, Beni Confiscati tolti all’abuso visto dei privati e restituiti finalmente alla città, Banco Alimentare per 300 famiglie, assistenza per oltre 2500 famiglie, buoni spesa per il valore di quasi un milione di euro, la progettualità sui beni comuni e sulle disabilità, e tanto altro.
Tutto questo non è semplicemente l’eredità concreta lasciata ad una città: è il frutto di un modus operandi che non ha voltato pagina, ha cambiato il libro dalla copertina.

Ricordo quando aprimmo il bene confiscato a via Gramsci, per la prima volta: fu un gesto simbolico, ancora all’inizio di un percorso che poi ci avrebbe portato oggi a sistemare tutto. Fu un gesto di libertà: è la libertà il concetto che dalle tue azioni ho visto tradursi in realtà, la libertà di agire secondo un principio, no seguendo un criterio preconfezionato.
Adesso una certezza la ho, anzi due; la prima, a malincuore, conoscendoti, che hai preso ormai la tua scelta, e che quindi non mi resta che rispettarla; la seconda: sarebbe banale dirti “questo lavoro da te iniziato avrà un seguito”, perciò ti dirò che non cambieremo rotta.
E ti prometto che non mi dimentico della Maddalena.
Grazie per quello che hai fatto per Aversa. Grazie per tutto ciò che farai, perché il tuo ruolo professionale e umano influirà ancor di più di qualunque incarico.”

Firmato: un giovane consigliere che è cresciuto anche, anzi soprattutto, grazie a te.

Documento senza titolo

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Pasquale Malatesta
Mi chiamo Pasquale, scrivo da Caserta, ho 19 anni e frequento il secondo anno della facoltà di Economia dell' Università "Luigi Vanvitelli" a Capua.

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