NewsUna di meno

Barbara Gargano e la sua voglia di vivere. Il delitto

Un delitto atroce che deve far riflettere e scuotere le coscienze

Sempre più ampia la sensibilizzazione sul tema femminicidio

Barbara Gargano e la sua atroce storia. Un’altra vittima, un’altra storia come tante che si sentono ogni giorno al telegiornale. Niente di strano perché oggi i femminicidi sono diventati “la normalità”. Dati allarmanti che mettono i brividi e incutono paura. Sono quasi mille le donne uccise fino ad oggi.

Barbara Gargano è diventata una di loro. Una vittima innocente solo perché aveva espresso la volontà di separarsi dal marito.

Aveva 38 anni e un sorriso disarmante. Non ha avuto scampo all’alba del 9 novembre 2020, quando il marito l’ha barbaramente uccisa insieme ai loro gemellini di due anni. Una vera e propria tragedia che ha scosso gli animi di tutto il paesino dove vivevano in provincia di Torino.

Barbara Gargano e i figli

Questa storia è stata più volte raccontata e forse, come tante, anche dimenticata.

Barbara e il suo assassino Alberto Accastello di anni 40, vivevano in una villetta nel paesino di Cerreto. Qui il marito lavora in un’azienda agricola e forse, spesso, arriva a casa già nervoso.

Barbara non aveva problemi con nessuno, era solare ed espansiva con tutti. Ma non riusciva più a vivere tra litigi del marito che era diventato pesante, a tratti ossessivo, ma Barbara Gargano non si era mai persa d’animo e per dare un po’ di serenità alla sua piccola famiglia. Ma qualcosa va storto e inizia una lite furibonda. Barbara viene uccisa con svariati colpi di pistola. In realtà insieme a lei sono stati sterminati i suoi bambini.

È l’alba del 9 novembre del 2020, quando Alberto impugnata la sua pistola fa fuoco prima sulla moglie e poi sui gemellini. Tutti e tre stavano ancora dormendo. Barbara è morta subito a causa delle ferite inferte poi a seguirla il piccolo Alessandro e alla fine Aurora che si è battuta per ben due giorni, fino a quando il suo piccolo cuore non  si è arreso. Poco prima di togliersi la vita e sparare al cane chiama il fratello per confessare l’omicidio.

I Carabinieri sul luogo del delitto

Barbara viene ricordata insieme a tutte le donne morte negli ultimi anni. La verità è che tra le panchine rosse nei nostri parchi, c’è sempre un senso di responsabilità, di fallimento o di offesa.

Nonostante i progressi, ancora oggi si deve provare a giustificare l’assassino. Eppure non ci sono giustificazioni per un gesto così efferato. Una lite, la gelosia, i problemi a lavoro. Queste non possono essere delle scusanti.

Barbara non ce l’ha fatta e neanche i suoi gemellini. Di loro resta solo un sorriso e un triste ricordo.

La casa dove è stata uccisa Barbara Gargano
Documento senza titolo

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Valentina Pinelli
Classe 86 vive a Vairano Patenora ha collaborato per 10 anni con un quotidiano campano. Ama scrivere romanzi, leggere e stare a contatto con la natura.

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