• Lun. Mag 16th, 2022

Maria Belfiore, candidata della lista “Alleanza per Capodrise”, punta sul voto dei giovani e delle donne

CAPODRISE. Punta sul voto dei giovani e delle donne. Vuole trasformare Capodrise in una città diversa, migliore, degna del suo passato e proiettata al futuro. Maria Belfiore, candidata della lista “Alleanza per Capodrise”, ha rappresentato la vera novità della campagna elettorale. E non solo perché il 4 ottobre potrebbe diventare la prima sindaca nella storia della città.

 Cosa pensa di poter fare per Capodrise?

«Tanto per i giovani, per le donne, per le persone fragili. Per l’ambiente! Sono bravi a lamentarsi che mancano le risorse; però, i soldi per gli incarichi e le consulenze, quelli si trovano! La giunta Crescente-Negro non si è mai interessata alla formazione professionale, non ha sostenuto l’iniziativa imprenditoriale; con tassi di disoccupazione così alti, si è permessa il lusso di non avere un’area produttiva, un piano urbanistico che restituisca un’identità chiara alla città, un progetto di rilancio dei quartieri e del commercio. A Capodrise mancano un’isola ecologica, un centro di aggregazione, strutture polivalenti. Mancano persino le panchine, i cestini per la carta e le fioriere; quelle poche fioriere che c’erano le hanno tolte. Ci volevano spenti e soli. Beh, io non ci sto! Non prometto cose irrealizzabili, ma le cose che servono davvero. E qualche progetto ambizioso su cui lavorare sodo».

 Essere un candidato donna è un valore aggiunto?

«È una condizione non sufficiente; eppure, secondo me, necessaria per Capodrise. Noi donne abbiamo una maggiore capacità di cura: se guardiamo a come è stato ridotto il campo sportivo, i quartieri, le strade, le piazze, c’è disinteresse e degrado ovunque! Le donne si prendono a cuore i problemi e li risolvono con sensibilità, empatia, intelligenza emotiva, una straordinaria forza di volontà. In tanti contesti, stiamo dimostrando di essere un’opportunità, un vantaggio competitivo, un valore, perché programmiamo in modo concreto e realistico il futuro. E poi Capodrise ha sempre avuto sindaci uomini. È tempo di cambiare!».

Qualora sarà eletta, che sindaca sarà?

«Una sindaca fra la gente, che ama la sua città e che la faccia ripartire, sul piano economico, sociale e culturale. Il sindaco non è un commissario prefettizio: deve avere sempre la porta aperta, rispondere al cellulare, fermarsi in piazza e in strada per percepire gli umori della città. Un sindaco deve lottare, deve crederci, deve sorridere! Creerò un filo diretto con i cittadini, le associazioni, i movimenti. Con me, il municipio non sarà più un palazzo blindato, ma la casa di tutti».

Un appello agli elettori. Perché dovrebbero votarla?

«Rispetto le aspirazioni di tutti, ma nessun candidato a sindaco è nato ieri: ognuno di noi ha alle spalle una storia. Vincenzo Negro è in consiglio comunale da 24 anni, ha governato per dieci e ha prodotto solo macerie. Giuseppe Fattopace nel 2011 si è ricandidato a sindaco ed è stato bocciato dagli elettori. Filippo Topo nel 2016 è stato sconfitto. Queste non sono opinioni, sono fatti. Io, invece, è la prima volta che mi candido a sindaca e non sono un’amministratrice uscente. Rappresento la vera alternativa per il cambiamento. Poi, conosco i meccanismi della pubblica amministrazione, so valorizzare i dipendenti pubblici, attrarre fondi e finanziamenti, superare le pastoie burocratiche».

Cosa farà nei primi 100 giorni di governo?

«L’ho già dichiarato: riaprirò il campo sportivo. È un impegno solenne! Poi, rimetterò mano al PUC, perché la giunta Crescente-Negro ha approvato un piano “in modalità elettorale”. Sbloccherò il concorso per la polizia municipale, redigerò un nuovo regolamento per le antenne 5G e farò ritornare le fiorerie e le panchine in una città che Vincenzo Negro ha definito triste. Triste sarà lui!». 

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