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Bellona. Caso Ilside, Abbate: “Basta attese”

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BELLONA. Non ce la fa più il primo cittadino di Bellona a sopportare i ritardi che gli vengono imposti rispetto all’urgenza di intervento per la soluzione della faccenda Ilside.

Con una nota di ieri, 13 ottobre, Filippo Abbate dice basta alle lungaggini e al disinteresse.

Si rivolge alla Procura della Repubblica e rammenta l’incontro del 27 settembre quando fu imposto al liquidatore di Ilside di approntare una relazione che dimostrasse il possesso dei requisiti tecnici e finanziari per l’esecuzione dei lavori intimatigli con ordinanze n. 3 e 4/2017 e con successiva diffida.

Si rivolge alla Regione Campania, per essa, all’assessore Bonavitacola, perché si tenga fede all’impegno di far fronte alle spese occorrenti attesa la acclarata impossibilità di Ilside ad eseguire i lavori.

Rammenta che, come successe quattro anni fa, è impossibilitato a mettere mano al sito per mezzo del sequestro giudiziario della Procura.

Rappresenta il disagio, le reazioni sostenute della cittadinanza e denuncia quelle che sono le giustificate azioni minacciose che si stanno attuando e quelle che, più marcatamente, si annuncia che si attueranno.

Poi esterna la delusione e l’amarezza per le tante dichiarazioni di intenti, le tante promesse e i numerosi impegni presi da ogni dove senza che consegua mai un intervento diretto e concreto per la soluzione del problema che, sostiene lo stesso sindaco, non è più procrastinabile.

Non è possibile, dice il sindaco, che si lasci passare tanto tempo senza fare nulla. Non è possibile che ogni fiamma si spenga al termine di incontri o riunioni nelle sedi istituzionali. La gente reclama, continua Abbate, esige risposte alle preoccupazioni. La gente vede quotidianamente il fumo che esce dai cumuli combusti e respira i micidiali odori che ne fuoriescono. La gente  è allarmata, è indignata, pretende che il sito Ilside venga svuotato e bonificato una volta per tutte. Io, conclude il sindaco, sto con la gente, sto con la mia gente e giustifico e condivido ogni preoccupazione e ogni pretesa. Non è civile e non è umano essere abbandonati in una situazione come questa dove c’è di mezzo la salute e l’incolumità delle persone.

Queste sono le ragioni per cui il primo cittadino bellonese ha dichiarato di vestirsi d’autorità e di esigere che la Procura della Repubblica provveda subito a dissequestrare il sito per consentire al comune di accedervi e di operare secondo necessità e che la Regione Campania dia seguito ai propri impegni di mettere a disposizione le somme occorrenti per  la procedura d’urgenza in danno di Ilside.

Entro dieci giorni, dice il sindaco, rimanendo inalterata la condizione di stallo istituzionale, emetterò ordinanza di esecuzione in danno e, dichiara, ogni conseguenza sarà da considerarsi a carico di chi ci tiene bloccati perché non sono disposto ad abbandonare il mio precipuo e inalienabile compito di difensore della mia terra e della mia gente. In questi giorni scriverò al Prefetto e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per illustrare l’intera vicenda e per mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità. Costi quel che costi!

C. S.

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