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Biodigestore di Alife, i meetup #M5S dell’Alto Casertano rispondono ad alcuni articoli “faziosi”

DiThomas Scalera

Set 27, 2015

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I meetup dell’alto casertano esprimono in maniera forte e decisa il loro dissenso verso una serie di articoli usciti su varie testate locali, con due pezzi che sostenevano la “bontà” del progetto Biodigestore di Alife, salvo poi accorgersi che il “main sponsor” della testata è proprio l’azienda che dovrebbe costruirlo, ma, si sa, l’Italia è il paese del “conflitto di interesse”.

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Volendo anche tralasciare l’evidente tendenziosità dell’articolo, riteniamo doveroso evidenziare le infinite “incongruenze” in esso contenute. Riteniamo addirittura delirante l’elenco delle motivazioni che giustificherebbero, secondo l’autore dell’articolo, la rapidità con cui avviare quella che viene, del tutto impropriamente definita, una gestione “virtuosa ed integrata” del ciclo dei rifiuti :

1) la frequenza dei roghi in quel di Castelvolturno.

2) la scoperta della discarica ivi interrata.

3) il malfunzionamento del depuratore di Marcianise, la mala-gestione dei Regi Lagni , la decennale permanenza delle ecoballe a Villa Literno.

E’ stupefacente immaginare che tutto ciò possa essere miracolosamente risolto in un sol colpo, cioè con la realizzazione del Biodigestore ad Alife. Non si sa più cosa inventare pur di agevolare, di giustificare la necessità di un’impianto che vede nella sua realizzazione un enorme affare economico che fa gola a molti, troppi personaggi. Si arriva quindi letteralmente ad offendere l’intelligenza dei lettori, cercando addirittura di far passare il messaggio che quasi quasi, la realizzazione del sopracitato impianto, possa essere la panacea di tutti i mali cronici derivanti dalla storica e voluta mala gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Ennesimo tentativo di speculazione di un binomio politico-affaristico che, dopo aver artatamente creato il problema, viene oggi a “proporre” la ricetta miracolosa per uscirne, scaricando sulla Città di Alife, sull’intero circondario Matesino e sul Parco Regionale del Matese, problematiche storicamente appartenenti ai comuni e ai territori del basso Casertano (come si evince facilmente dall’elenco dei comuni citati nell’articolo). Cari Concittadini campani, come potete ben vedere si profila all’orizzonte l’ennesimo “regalo” di una Provincia e di una Regione che, dopo aver ripetutamente depredato la Nostra zona di importantissime e vitali risorse, stanno ormai avviandosi a promuoverla al ruolo di Pattumiera provinciale e di “terra dei tumori”, con l’illusione (per i più fessi) di “virtuose prospettive” e “creazione di indotti commerciali non indifferenti”, (certamente riferiti all’incremento lavorativo per le imprese di onoranze funebri). Vi invitiamo Tutti ad una responsabile presa di coscienza della situazione, al fine di evitare questo immane scempio.

Gli attivisti dell’Alto Casertano

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Thomas Scalera

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