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Bocciatura per 3 bulli dell’Itc di Lucca

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Mentre ancora ci si interroga sulle “giuste pene”, sulle varie responsabilità dirette ed indirette che hanno portato all’escalation di violenza verbale e fisica da parte degli studenti di Lucca, degenerata poi in un atto di insubordinazione radicale e per nulla equivoco, ecco che le prime, timide ma nette risposte a questi presunti “bulli col moccio al naso” si stanno dando. È di poche ore fa infatti la notizia che all’Itc di Lucca, il consiglio di Istituto abbia deciso per la bocciatura di 3 ragazzi e per una sospensione fino al 19 maggio per altri 2. Dunque, almeno per quanto in potere dell’Istituto scolastico, le prime “pene” sono state inflitte. Parallelamente la Polizia di stato ha effettuato perquisizioni nei confronti di tutti e 6 gli indagati. Da sottolineare inoltre anche le decisioni degli inquirenti che, al netto della visione dei video e delle dichiarazioni dei testimoni, hanno deciso di contestare, oltre al reato di concorso in violenza privata e minacce, anche il tentato furto del tablet con il registro elettronico, che uno degli studenti ha provato a strappare dalle mani del professore, aumentando la possibilità di “danneggiare” penalmente i ragazzi e le loro rispettive famiglie, forse. Intanto, mentre il professore è stato già ascoltato come persona informata sui fatti (nonché “vittima” di quanto accaduto ndr), gli studenti saranno interrogati nelle prossime ore. È stato inoltre aperto un fascicolo anche su una vicenda accaduta nel 2016 a Velletri, ma con il video che è stato pubblicato in rete e reso di pubblico dominio solo ora. La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. In questo caso sono 3 gli indagati, di cui uno è arrivato a dire, come si evince dal video, alla propria professoressa “ti faccio sciogliere in mezzo all’acido”. La migliore tradizione di chi vuol fare carriera nella malavita insomma. Ragazzi che avrebbero realmente bisogno di “essere aiutati a casa loro”, cioè in un carcere duro. Per espiare e correggersi e forse sperare di capire il senso civico e il rispetto per la vita, propria ed altrui.

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