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Caserta. Solo propaganda e licenziosità, la decisione del consiglio comunale sulla peschiera grande e il villaggio dei liparoti

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Il consiglio comunale di Caserta perde una grande occasione per il rilancio turistico della Reggia 

CASERTA. Nuove polemiche da parte dei consiglieri comunali di Caserta contro la Reggia di Caserta. Per l’ennesima volta l’ente comunale di Palazzo Castropignano  perde una grande occasione per appoggiare ampiamente  il lavoro di valorizzazione del Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori. Prova né la decisione dei consiglieri comunali di esprimersi in maniera compatta  contro la decisione della Reggia di Caserta di utilizzare la peschiera grande ed il villaggio dei liparoti per attività, prima di tutto formative, sportive e di integrazione sociale. Una mossa torbida, che trascina la politica casertana dentro un  dannoso baratro senza via di uscita-  oggi la valorizzazione culturale richiede una politica per il riconoscimento che all’interno di chi governa la città non esiste.  L’identità culturale della Reggia oggi è stata conosciuta all’interno del continente europeo  grazie a Mauro Felicori  ed i cari amministratori comunali  non sono mai riusciti a  possedere diritti specifici che permettano loro di conservare ed esprimere in maniera positiva  le loro  decisioni politiche sulla cultura della Reggia. Il multiculturalismo casertano non esiste più, la politica casertana ha sancito con la decisione del consiglio comunale la totale  separazione netta dalla cultura storica casertana. Nel multiculturalismo, vogliamo ricordare a chi amministra una città,  la politica  dovrebbe interferire in maniera  diretta nella cultura. Nella visione liberale, però, cultura e politica sono considerati campi distinti e separati. Il principio liberale della “negligenza benigna” che noi ricordiamo agli amministratori di Palazzo Castropignano implica che chi governa  dovrebbe avere sempre  una posizione neutrale riguardo ai problemi culturali, in quanto la cultura appartiene esclusivamente alla vita pubblica.  Charles Taylor ha sempre  giustamente considerato  questo principio insostenibile, dal momento che sia lo Stato che la politica sono inseriti in un contesto culturale ben preciso. La politica stessa è un’attività di tipo culturale, in cui norme e valori hanno un ruolo centrale. Perciò la cultura non può essere mai  abbandonata: essa è parte integrante della politica, quindi  non c’è mai  distinzione netta tra politica e cultura. Ora dopo questo discorso  non  ci resta che capire le motivazioni politiche  dei  consiglieri comunali che votando contro l’utilizzo della peschiera grande hanno compiuto una scelta licenziosa e narcisistica. Per noi è ingiustificato il trionfalismo patriottico  di alcuni consiglieri e politici locali  eletti al Parlamento che parlano di tutela  senza conoscere  nemmeno l’importanza  della Reggia di Caserta – non si può oggi  condannare definitivamente  i meriti di Felicori che con un lavoro istruttorio ha rilanciato l’immagine della Reggia di Caserta-  non ci sembra che tutta questa  sua scelta sulla peschiera grande  sembri uno  sgradevole uso scorretto  (là si svolgevano le battaglie navali per dilettare sua Maestà Ferdinando), si tratta semmai come ha espresso in un post su facebook il Direttore della Reggia  di un “restauro;”- in generale, notiamo dopo le dichiarazioni del manager bolognese  purtroppo che la politica casertana insieme a quella nazionale oggi  dimentica cosa significa rilanciare culturalmente “un bene culturale” come il monumento casertano: fermo restando il dovere assoluto della tutela, ricordiamoci ancora  cari politici che il caro Palazzo Reale era una grande, enorme casa, dove la nobiltà viveva pienamente; oggi possiamo e dobbiamo passare dal diletto di pochi a quello di tutti, dalle gioie monarchiche a quelle repubblicane;
– quindi  per ribadire il concetto,  si paventa ancora  cari amministratori come si evidenzia pure  nel post sul profilo facebook  del Direttore  che un bene comune diventerebbe privato; all’opposto: oggi la peschiera è un bene solo contemplabile, domani sarà anche fruibile, da tutti, sarà davvero un bene comune; la città quindi  avrà un servizio in più per i suoi ragazzi;


Incomprensibili  quindi le scelte del Consiglio comunale  ma soprattutto  notiamo all’interno della maggioranza comunale del sindaco   – una mediocre politica del Terzo Settore –  alcune scelte misere sono purtroppo  interamente addebitabili a questa odierna amministrazione comunale, rea ahinoi  da sempre di avere sbandierato con decisione  il rilancio territoriale della città con  piani culturali, turistici  e commerciali  che  nemmeno oggi  esistono attivamente sul Burc. Purtroppo concludendo  la Caserta che noi cittadini  vogliamo non esiste più,  destano nella collettività cittadina  molti sospetti ma soprattutto molti  problemi  e chiarimenti, la città oggi non ha ancora  avuto nessun vantaggio politico e territoriale dalla maggioranza governativa  del sindaco Carlo Marino. Vorremmo capire ora il perché di questa votazione contro questa decisione della Reggia di Caserta  «Come mai il sindaco e qualche altro consigliere di maggioranza  al momento della votazione non hanno abbandonato l’aula? Quale era l’interesse personale e politico che creava questa decisione di schierarsi  attivamente contro l’operato di  Felicori? E la famigerata crescita territoriale  tanto sbandierata (ammesso che sia un valore aggiunto), come si concilia con le valide  reali previsioni cittadine?». E aggiungiamo ancora: «I fatti, oggettivi  oggi mostrano sotto gli occhi di tutti  un’amministrazione comunale  affetta da un morboso narcisismo, ossessionata dalla ribalta mediatica della Reggia di Caserta, amministratori e consiglieri di minoranza e maggioranza   che si autoalimentano  di un entusiasmo del tutto evanescente, figlio del propagandismo, che sembra quasi non accorgersi che la situazione economica,  sociale e pubblica della nostra collettività casertana  in questi  anni è sostanzialmente peggiorata». Poi in conclusione affermiamo: «Abbandonate i vostri programmi basati sul nulla o meglio sull’individualismo e cominciate cari amministratori a lavorare seriamente per la gente perché finora avete solo perso tempo prezioso, ma soprattutto non dimenticatevi che oggi se Caserta è conosciuta positivamente  in tutta Europa ed in tutto l’intero continente mondiale  tutto questo lo si deve solamente a Mauro Felicori»

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