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Brexit – Bye Bye UE: il Regno Unito lascia l'Unione Europea. Borse a picco e Cameron si dimette. Altri paesi pronti ad uscire. La fine del Sogno?

Il Regno Unito lascia l’Unione Europea. L’esito del referendum sulla permanenza nell’UE ha visto la vittoria del fronte del “Brexit” capeggiato da Nigel Farage capo dell’UKIP ma anche da esponenti del partito conservatore del premier Cameron come l’ex sindaco di Londra Boris Johnson . A favore dell’uscita dall’UE ha votato il 51,9% dei votanti mentre coloro che volevano la permanenza nell’Unione si sono fermati al 48,1%. La prima conseguenza dell’esito referendario è l’annuncio delle dimissioni del Premier Cameron: è lui il vero sconfitto. La seconda, prevedibile, è il crollo delle borse europee e mondiali. Tutti i listini delle principali borse del continente presentano perdite ingenti a seguito dell’esito del voto. Cosa accadrà adesso? Questa è la principale domanda che si stanno ponendo i politici di tutta europa. Il cosiddetto effetto “contagio” sembra inevitabile: adesso altri referendum potranno svolgersi in altri paesi europei.union-flag Il sogno di Shuman o di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, sembra andare in frantumi. Di chi la colpa? Del “sogno” o dei “burocrati” che nel tempo si sono impadroniti di quel sogno trasformando l’Europa dei popoli, dei diritti e dei doveri, della civiltà, in un aggroviglio di potentati economici, di lobby pronte a fare di quei popoli carne da macello per i propri interessi? Evidentemente i cittadini del Regno Unito hanno constatato questo. Va pur detto che il Regno Unito ha sempre mantenuto comunque dei “privilegi” non da poco pur essendo membro dell’Unione, come ad esempio conservare la propria moneta, la sterlina, rinunciando all’euro con evidenti vantaggi anche da un punto di vista finanziario. Per non parlare dei finanziamenti sin qui ricevuti dall’Ue (in proporzione ai versamenti in favore dell’Ue così come per gli altri paesi membri). La “City” di Londra è il crocevia di una serie di interessi a livello globale ma soprattutto per gli altri paesi europei. Lì si decidono le sorti della finanza europea ed il segnale che arriva con il voto non è incoraggiante. Lì, molto probabilmente, si è “decisa” (in senso strategico) anche l’uscita dall’Unione. Bye Bye Europa.

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