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Buddha, Bulli e Botte

Negli ultimi mesi  i casi di aggressione nei confronti di docenti sono aumentati notevolmente da parte dei genitori che non contenti di un rimprovero da parte dell’educatore o di un voto non adeguato al figliol prediletto non si fermano alla comunicazione verbale ma preferiscono interagire usando l’aggressività. Molte volte l’aggressione avviene da parte degli studenti stessi i quali, vantandosi dell’accaduto non rinunciano alla celebrità pubblicando video e foto del misfatto sui social, vantandosi del loro comportamento a dir poco spregevole.

Non si tratta di un caso isolato che rischia di andare nel dimenticatoio. Ricordiamo in provincia di Caserta il caso che vede coinvolta una docente sfregiata in volto da uno studente, un’altra insegnante nel piacentino finisce in ospedale dopo essere stata colpita al braccio da un allievo , parliamo poi del professore, in Emilia Romagna che ha avuto un pugno in faccia da un adolescente o della docente legata e picchiata mentre veniva ripresa con il cellulare. Qual è stata la punizione per questi studenti? Pulire i cestini durante l’intervallo e la sospensione con obbligo di frequenza, a dir poco ridicola stando a ciò che hanno affermato i colleghi della vittima. Questa è una vera emergenza che deve essere trattata dal tessuto familiare e in collaborazione con gli educatori, i quali, non possono farsi carico di questa responsabilità se le famiglie non sono pronte a collaborare.

Uno degli ultimi casi di aggressione è avvenuto a Roma ai danni del docente Umberto Gelvi, 24 anni, aggredito perché ha comunicato la non promozione alla famiglia dello studente, questo ha fatto sì che molti colleghi siano scesi in piazza per scioperare e chiedere più tutela per l’arduo compito che vanno a ricoprire,sia come docenti che come educatori chiedendo leggi che li tuteli in quanto dopo numerose denunce niente è stato risolto.

Per far fronte all’emergenza,un noto psichiatra Paolo Crepet, in seguito ad un invito ricevuto in un programma televisivo, ha voluto contribuire sull’argomento esternando da professionista il suo pensiero. In primis, egli accusa i genitori di aver cambiato metodo educativo in modo radicale negli ultimi anni, passando dall’essere genitore/educatore a fan dei propri figli,permettendo loro grande libertà sia nella vita, sia nell’educazione, sia nell’impegno scolastico e nel linguaggio.

Noi non abbiamo figli ma piccoli Buddha che veneriamo”, afferma Crepet, inoltre adoperando questa tattica del “io non ho potuto quindi i figli devono” prepariamo una generazione al fallimento e appena finita la scuola  non sapranno affrontare il mondo che li attende perché per loro il “No” non esiste.

Il buonismo pregnante non va bene, ecco che da piccoli principi e principesse li trasformiamo in piccoli bulli che non rispettando gli altri, non rispettano l docenti e le Istituzioni.

Visto che i casi di aggressione sono sempre più frequenti, è nata online una petizione per creare una legge ad hoc che vada a tutelare gli educatori, ecco un trascritto:

“Serve una legge, serve una norma che istituisca e soprattutto rafforzi la figura dell’insegnante quale pubblico ufficiale, che inasprisca le pene laddove ci sono episodi di violenza conclamati, che tuteli la libertà di insegnamento e restituisca agli insegnanti un ruolo di primo piano.

Occorre una legge che comporti delle sanzioni che siano da esempio educativo per le generazioni future, serve una norma che tuteli il libero esercizio dell’insegnamento quale base per la crescita delle generazioni che verranno.Serve una legge atta a prevenire episodi del genere che si aggiungono alla non facile situazione del comparto scuola maltrattato sul piano economico,giuridico e sociale.”

Inutile dire che ogni forma di violenza vada condannata, sia a discapito dei docenti e personale Ata ma soprattutto sia a discapito dei giovani. Troppa  violenza nelle scuole anche nei confronti dei bambini e questo non è ammissibile. Leggi, telecamere e tanta collaborazione. Informazione, ascolto, monitoraggio e rieducazione dei soggetti interessati  sono le chiare linee guida per arginare ed eliminare questo tumore sociale e Il buon esempio è un primo passo verso la soluzione. Quando l’uomo avrà imparato a non usare la violenza, solo allora avrà raggiunto il punto più alto dell’Etica, fino ad allora può ritenersi un selvaggio.

Documento senza titolo

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Marianna D’Antonio
Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell

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