• Ven. Gen 21st, 2022

La colpa! Tutti spasmodicamente alla ricerca di un colpevole, di una causa, di un capro a cui far espiare ciò che non vogliamo accettare e vedere. È caccia all’untore, all’origine di ogni nostro malanno ed ansia, al paziente zero e alla sua razza, la sua cittadinanza, la sua provincia, il suo comune, il suo borgo, la sua casa, la sua stanza, la sua età, il suo sesso e la sua fede, semmai ne abbia una. È caccia alla menzogna, a chi la spara più grossa e a chi sembra più sicuro di un altro. È scambio di accuse a suon di ipocrisia, è l’ipocrita danza di un ventre mai sazio, chiamato finanza, interesse, lucro, potere.

È caccia all’uomo. Quello che siede in panchina o che fa la fila in posta; quello che parla per radio o che fa finta di sapere quando finirà l’emergenza; quello sazio e quello che avverte che il digiuno è prossimo. Se non altro un digiuno psichico …

… Abituati come siamo alle “normali” regole del vivere in comunità, sembra assurdo (ed in fondo lo è) il dover restare a casa per un tempo indeterminato e senza la più pallida idea di conoscere quando ritorneremo alla sopracitata a”normalità”. Una normalità che già ora sembra chimera, porto lontano dove le nostre caravelle, troppe, facevano fatica anche ad attraccare.

Fu così che l’Essenziale divenne vocabolo inadeguato e arcaico, divorato dal velocissimo ritmo delle danze moderne, non più per nulla tribali, che ci accompagnavano alla tomba, senza sosta, senza senno, senza pause ingiustificate. Possedere, accumulare, apparire e pretendere: tutti in prima classe, ma su uno stesso spietato aereo che precipiterà per tutti.

Parlavamo di colpa, ”la” colpa. E come può un essere abituato a prevaricare il suo prossimo, non sapere a chi accollare tale fardello, in modo da definire l’untore, colui che è il malus mundi di questa nostra avventura incerta e dai tratti assurdi? Come è possibile che questo signorotto elegante, cane alfa in un gregge di pecore, non riesca a far fuori l’ennesimo lupo solitario che lederebbe il suo primeggiare, se solo capisse di poter essere branco, ed ululare all’unisono insieme ai suoi simili?

Semplicemente non può. Ecco perché si accontenta della prima pecora non allineata, per sgozzarla all’altare della autoassoluzione.

Le scelte di ieri sono quelle che paghiamo oggi, nonostante la presunta imprevedibilità di certi eventi. Il nostro abdicare a favore del dio Mercato, di una Sodoma fatta di speculazione in Borsa e di una Gomorra che impone protezione obbligatoria ed omertà, ci ha portati al vuoto in cui oggi viviamo, gestito dai cani rabbiosi e senza scrupoli, che sanno di poter dominare i pochi lupi solitari che si vanno estinguendo.

E se domani quei lupi si unissero? E se domani si iniziasse a pretendere che la Sanità Pubblica, ad esempio, torni ad essere davvero tale, senza dover cedere posti letto ai “bravi e magnanimi” privati? E se domani si cominciasse davvero ad aver fiducia in uno Stato vero, fatto di scelte nette e semplici, capace di essere padre e madre, giusto ed equo? E se domani si potessero riformulare le regole del Mondo, e tu potessi scegliere se essere cane, pecora o lupo, cosa sceglieresti?

Intanto godiamoci il bavaglio forzato, affinché ci possa essere quel domani, e in quel domani essere vivi, in corpo e in spirito, pronti a far tesoro dell’ennesima privazione, in parte (se non totalmente) dovuta alla disattenzione verso l’Essenziale … che qualcuno vorrebbe cancellare dal dizionario della nostra esistenza.

Tutti cacciatori dell’Untore, mentre nessuno unge. Stando “come d’autunno sugli alberi le foglie …” .

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