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CAIAZZO: Un “altro” giorno della memoria. Quando Caiazzo fu bombardata “per errore”

DiThomas Scalera

Gen 26, 2015
bombardamento_caiazzo
Foto in esclusiva per Vairanonews.it dell’epoca. @photo NARA

Il 27 gennaio, “giorno della memoria” dedicato annualmente alle vittime della Shoah, delle violenze e delle persecuzioni, è una data da ricordare pure per un altro avvenimento che interessò direttamente il casertano. Settantuno anni fa, intorno alle 15.30, una squadriglia di caccia americani bombardava “per errore” la cittadina di CAIAZZO, “scambiandola” per Cassino. L’incursione provocava una ventina di vittime civili e numerosi feriti tra i soldati americani di stanza nell’abitato. La cittadina era stata liberata il 15 ottobre precedente – quando venne scoperto pure il massacro di 22 civili avvenuto sul Monte Carmignano ad opera di soldati tedeschi – ed era diventata la sede del comando della 163ª compagnia fotografica, aggregata alla Quinta Armata. Al momento dell’incursione, si trovò lì anche Gordon Frye, primo cameraman del regista John Huston che in quel periodo stava dirigendo le riprese per il film “The battle of San Pietro”. Frye, seppur ferito gravemente ad un occhio da una scheggia, ebbe la forza di scendere in strada e girare alcune scene in “real time”, drammatiche ed irripetibili, tra le quali quella di un civile che piangeva mentre il cadavere della moglie veniva estratto dalle macerie. Questa scena fu inserita nel montaggio finale del citato film, ma venne riferita, erroneamente, a San Pietro Infine.

Sull’erroneo bombardamento fu aperta anche un’inchiesta da parte delle autorità americane al fine di stabilire le effettive responsabilità.

Recentemente, lo storico Giuseppe Angelone, docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso la Seconda Università di Napoli e di Storia delle Fonti audiovisive presso l’Università del Molise, autore di numerosi studi sulla guerra nel casertano, ha rinvenuto un altro filmato ed il fascicolo delle indagini preliminari conservato presso gli archivi nazionali americani a College Park, nel Maryland. Il fascicolo è corredato da numerose fotografie, tra cui quella che viene qui mostrata in esclusiva nella quale si possono notare i danni provocati all’abitato dalle bombe.

È bene, tuttavia, sottolineare che le indagini furono avviate solamente perché tra le “casualties” dell’incursione risultavano alcuni soldati americani, non per i civili morti a causa dell’incursione: essi, infatti, erano considerati, semplicisticamente, «danni collaterali»…

Un altro “non detto” della guerra!

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Thomas Scalera

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