• Mer. Gen 26th, 2022

Calvi Risorta. Marrocco attacca Lombardi: "Un'amministrazione di mistificatori, campioni di bassezze politiche"

CALVI RISORTA. Sin dal 2016, e ancor di più nell’ultima campagna elettorale, abbiamo assistito, da parte della “banda” Lombardi, ad infondati e mirati attacchi, politici ma più spesso personali, nei confronti dell’amministrazione Marrocco, rea di aver appaltato, nel pieno rispetto del codice degli appalti e della normativa antimafia, i lavori di ristrutturazione e completamento della rete idrica e del depuratore comunale ad una ditta che, a distanza di 17 mesi dall’aggiudicazione, ha ricevuto una interdittiva antimafia.

Tale interdittiva è stata dapprima annullata dalla giustizia amministrativa di primo grado per essere poi confermata, nei giorni scorsi, dal Consiglio di Stato.

L’attuale maggioranza ne ha approfittato per pubblicare un comunicato con il quale, rigirando la frittata a proprio uso e consumo, ha rinnovato una serie di accuse immotivate e fuori luogo nei confronti dell’amministrazione Marrocco, cercando di infangarne nuovamente l’operato e, soprattutto, di screditare il buon nome dei consiglieri di maggioranza dell’epoca.

É bene chiarire dunque come stanno i fatti, prima di esprimere le dovute valutazioni al riguardo.

Con determinazione n. 360 del 13.05.2015, si provvedeva a dichiarare l’aggiudicazione definitiva dei lavori a favore della ditta “Fontana Giovanbattista s.r.l.” e, in data 16.09.2015, veniva sottoscritto il contratto di appalto.

In data 21.10.2015 venivano consegnati i lavori e gli stessi, in data 30.12.2015, venivano sospesi in quanto non vi era certezza di finanziamento, atteso che gli interventi, secondo le indicazioni regionali, dovevano essere chiusi, quietanzati e rendicontati entro il 31.12.2015.

Il 30.03.2016 cade l’amministrazione Marrocco, a seguito dell’accoglimento del ricorso elettorale proposto da Lombardi al Consiglio di Stato, e si insedia il commissario prefettizio.

Con determinazione regionale n. 132 del 9 agosto 2016, i lavori vengono nuovamente finanziati, a valere sui fondi POR 2014/2020, per € 1.917.630,71.

In data 20/10/2016 il comune riceve dalla Prefettura di Caserta un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti della ditta “Fontana Giovanbattista s.r.l.”, ed il Commissario, con deliberazione n. 47 del 25.10.2016, risolveva il contratto d’appalto, dando mandato al responsabile tecnico di interpellare i soggetti che avevano partecipato all’originaria procedura di gara, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento del completamento dei lavori.

Con sentenza del 7 giugno 2017 il TAR della Campania ha annullato i provvedimenti interdittivi emessi dalla Prefettura di Caserta a carico della ditta Fontana.

Con sentenza 758 del 24/01/2019, il Consiglio di Stato riforma la precedente sentenza del TAR Campania e conferma i provvedimenti interdittivi della Prefettura. Riassumendo:

  • NEL PIENO RISPETTO DELLE PROCEDURE DI GARA, DEL CODICE DEI CONTRATTI E DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA, L’AMMINISTRAZIONE MARROCCO È RIUSCITA AD AVVIARE I LAVORI ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DEL 31/12/2015, garantendo così che il comune non perdesse un importante finanziamento da 3 milioni di €, rifinanziato dalla Regione per la tranche di completamento di 1.917.630,71 € ad agosto 2016. Se al nostro posto ci fosse già stata, invece, la competente “banda” Lombardi e se questa avesse operato così come accusava noi di non aver fatto, cioè attendere una risposta da parte della Prefettura, richiesta ma pervenuta solo ad ottobre 2016, a quest’ora i 3 milioni di € per lo sviluppo infrastrutturale della nostra comunità sarebbero andati in fumo;
  • dal 20/10/2016 ad oggi, con i lavori rifinanziati già il 9 agosto 2016, non sono mai stati interpellati i soggetti che avevano partecipato all’originaria procedura di gara, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento del completamento dei lavori;
  • ●       sono due anni e mezzo dunque che, a lavori rifinanziati, il Commissario prima e Lombardi poi, non hanno fatto nulla per consentire la ripresa dei lavori, mettendo in sicurezza le strade, nel frattempo sprofondate, e soprattutto completando un secondo depuratore che, unitamente a quello già attivo, avrebbero consentito di servire tutta la cittadinanza, garantendo sia la salvaguardia dell’ambiente che maggiori entrate per il bilancio comunale, con la possibilità di ridurre le tariffe idriche, aumentate nel frattempo del 55% (IVA compresa);
  • il Sindaco, per evitare le responsabilità personali legate ai danni ambientali causati dalla mancata ripresa dei lavori e dal completamento del depuratore (per sola inerzia politico-amministrativa), emette l’ordinanza n. 75 del 18/12/2018 con la quale impone a tutta la cittadinanza di dotarsi di fosse imhoff o a tecnologia equivalente (spendendo almeno 1.000,00 €) e, a quelli residenti in località Petrulo, di non espletare più i propri bisogni fisiologici fino a completamento del depuratore!!!

Definiti così i fatti, supportati da documentazione probante, dobbiamo prendere atto degli intenti mistificatori della “banda” Lombardi, la quale afferma che nel comunicato da me pubblicato nel luglio del 2017, all’indomani della sentenza di annullamento dell’interdittiva da parte del TAR, avrei fatto fatica a definire “famigerata” una ditta che sarebbe stata in odore di camorra e che il buon nome di Fontana non doveva essere infangato.

Le gravi affermazioni contenute nel comunicato della maggioranza – che riporta frasi assenti nel mio comunicato dell’epoca ma frutto soltanto di una personale interpretazione di infimo tenore politico – saranno ovviamente inviate in Procura perché si accertino gli eventuali reati di diffamazione e/o di calunnia.

Detto ciò, è sorprendente come questa “banda” di mistificatori della verità ometta di riportare il seguente passaggio chiave del mio comunicato del 2017: “QUELLO CHE DEVE ESSERE CHIARO, PERÒ, È CHE al di là di una sentenza che ha smontato tanti falsi teoremi, NULLA SAREBBE CAMBIATO ANCHE SE L’ESITO DEL GIUDIZIO FOSSE STATO DIFFERENTE: NEL PIENO RISPETTO DELLE PROCEDURE DI GARA, DEL CODICE DEI CONTRATTI E DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA, INFATTI, L’AMMINISTRAZIONE MARROCCO È RIUSCITA AD AVVIARE I LAVORI entro il termine perentorio del 31/12/2015, garantendo così che il comune non perdesse un importante finanziamento da 3 milioni di €”.

Ed è proprio quello che è successo ora: il Consiglio di Stato conferma i provvedimenti interdittivi nei confronti della ditta “Fontana” (bene diciamo noi), ma resta il fatto che con l’Amministrazione Marrocco sono state rispettate tutte le disposizioni in materia di appalti e di normativa antimafia, salvaguardando un finanziamento da 3 milioni di €! Sfido Lombardi a dire il contrario, citando eventuali norme che sarebbero state violate, invece di esprimersi per sciocchi slogan ad uso dei suoi followers.

Vediamo, a questo punto, come i suddetti signori, che dicono di ispirarsi e credere nei principi di “onestà, competenza e trasparenza”, hanno gestito gli affidamenti di lavori, servizi e forniture da giugno 2017 ad oggi.

Siamo indotti a pensare che molti lavori di manutenzione vengano eseguiti dietro un ordine telefonico o verbale, visto che all’Albo Pretorio non si trovano le relative obbligatorie determine di affidamento e di impegno spesa (si vedano, ad esempio, i loro comunicati facebook del 23/10/2018, del 6/11/2018, del 1/1/2019 e del 21/1/2019). I lavori vengono eseguiti sovente dalle stesse ditte, senza alcuna rotazione degli incarichi. In una di queste è titolare di una quota persino il cognato del cognato del Sindaco, cosa quanto meno inopportuna.

Gli affidamenti per alcuni servizi vengono artificiosamente frazionati (vedi il servizio di depurazione) e ciò  impedisce il ricorso alla Stazione appaltante Unica della Provincia di Caserta. Altre volte non si ricorre alla SAUP poiché viene erroneamente quantificato il valore dell’appalto, vogliamo credere per una non scusabile ignoranza della normativa in materia, cioè per incompetenza (si veda la gara per il servizio di tesoreria, nella quale non si tiene conto della possibilità di proroga e degli interessi passivi per anticipazione).

Il Sindaco ha affidato in via diretta, senza alcuna gara ma con tre ordinanze sindacali consecutive, il servizio di depurazione ad una ditta che, all’epoca, era già colpita da informativa antimafia, caso di una gravità assoluta, mille volte più censurabile dell’appalto aggiudicato, nel pieno rispetto delle norme, alla ditta “Fontana”, di cui si riempie la bocca.

Strutture sportive vengono gestite da società senza che i relativi atti di affidamento siano pubblicati all’Albo Pretorio.

Alcuni contratti sono scaduti senza che fossero nuovamente appaltati, ma i servizi continuano ad essere resi, generando così debiti fuori bilancio.

Fermo restando che sull’onestà delle persone mai mi permetterò di sindacare (come invece insinua la maggioranza nei propri beceri comunicati), fino a che non ci sia una sentenza definitiva che dica il contrario, le modalità di attacco politico di Lombardi sono ad evidenza mistificatrici e, per ciò stesso, disoneste.

Di sicuro, però, la “competenza” e la “trasparenza” sono principi ispiratori che non vi appartengono affatto, cari amministratori.

IL CONSIGLIERE COMUNALE DOTT. GIOVANNI MARROCCO

Giovanni Marrocco

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