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Calvi Risorta. Marrocco: “Gli alibi di Lombardi al nulla amministrativo”

CALVI RISORTA. Un anno e mezzo di commissariamento e quasi due anni di disastrosa amministrazione Lombardi, che quel commissariamento ci ha “regalato”, hanno portato all’immobilismo totale del nostro paese.

L’incompetenza amministrativa dimostrata dalla giunta in questi 22 mesi è ormai conclamata, eppure si cercano ancora degli alibi, rispolverando falsi argomenti da campagna elettorale per nascondere la propria incapacità di governare.

E quale alibi migliore per Lombardi che ripetere, come un ossessivo disco rotto, che la colpa di tutto sarebbe del consigliere Marrocco?

Marrocco sarebbe responsabile persino delle dimissioni dei revisori dei conti, secondo le fantasticherie del Sindaco, perché nell’ambito delle proprie funzioni di controllo, cioè di un’attività che in base allo Statuto compete a tutti i consiglieri, avrebbe inviato al revisore e al Presidente del consiglio comunale, un dossier di 21 pagine, pieno zeppo di possibili irregolarità contabili alla cui verifica è preposto proprio l’organo di revisione.

Quindi, nella narrazione del Sindaco, Marrocco dovrebbe “manifestare l’amore per Calvi” attraverso un comportamento omertoso, poiché segnalare gli obbrobri contabili di cui si è a conoscenza e che si ha l’obbligo politico e morale di segnalare, potrebbe indurre l’organo di revisione alle dimissioni. Cose da non credere!

L’esercizio di una legittima e doverosa prerogativa, da parte di un consigliere comunale, costituirebbe, secondo le farneticazioni di Lombardi, addirittura “un avvertimento” e “una malcelata intimidazione verso chi si appresta ad esprimere un parere”, cioè, detto in altri termini, delle condotte di stampo “camorristico”!

Parole davvero ridicole, pronunciate da chi arriva a chiedere ad un consigliere comunale come sia potuto venire a conoscenza di atti che ha il sacrosanto diritto di conoscere nell’esercizio del proprio mandato politico, ma che chiude gli occhi quando affini e conoscenti, senza alcun incarico, spulciano documenti come fossero dipendenti comunali. Parole ridicole da chi ha dato ampia prova di essere intollerante ad ogni forma di critica politica e di controllo amministrativo.

Nel rispedire al mittente queste affermazioni diffamatorie, gli ricordiamo che l’ultima persona che possa parlare di intimidazione verso l’organo di revisione è proprio il Sindaco, cioè colui che, con una condotta che rasenta il mobbing, ha inviato segnalazioni al datore di lavoro del dott. Mottola per poi smentire sé stesso, lo ha revocato e quindi reintegrato perché la revoca non era giustificata, ne ha proposto la decadenza in violazione delle norme del regolamento di contabilità, costringendo infine lo stesso alle dimissioni perché, parole del revisore, “l’ente ha sempre ignorato i suggerimenti forniti….puntualmente condivisi dal Ministero dell’Interno” che “ha fin qui sempre bocciato i bilanci approvati dal consiglio comunale”.

Al nuovo revisore, invece, non vengono rilasciati i documenti richiesti, tanto da indurlo dapprima a dichiarare di non poter esercitare le proprie funzioni e poi ad affermare, nella relazione del 3/5/2019, che “…l’incompletezza della documentazione messa a disposizione, impediscono al revisore di esprimere un parere favorevole all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2016/2020”.

Un altro parere non favorevole, dunque, ma per il Sindaco non ci sono problemi con il bilancio, un documento che richiederebbe un mese di lavoro ma che non riescono a farsi validare da quasi due anni!

E di chi sarebbe la colpa? Sempre di Marrocco, che condurrebbe una dannosa e inutile guerra che paralizza la macchina amministrativa e che invece di preparare “noiosi dossier”, dovrebbe trovare le soluzioni ai problemi che loro non riescono a risolvere.

Caro Sindaco, (o cari sindaci, con fascia e senza!!) la risposta ai tuoi problemi è proprio in quegli interminabili e noiosi dossier che faresti bene a leggere, attuando le indicazioni in essi contenute. Ma tu sei troppo vanaglorioso per accettare consigli dalla minoranza o dal revisore.

So bene che non ti assumerai mai le responsabilità di nulla, trovando in me sempre un comodo alibi. Ed allora vivi pure nella tua autosufficienza, con i tuoi selfie ed i tuoi like. Il consigliere Marrocco non si lascia intimidire da nessuno e, come gli chiedono gli elettori, eserciterà il suo mandato con la consueta correttezza e trasparenza (quella che la tua amministrazione non conosce affatto, come accertato dall’Autorità Anticorruzione) per i prossimi tre anni, proprio perché ama Calvi Risorta.

Invece di piagnucolare, inizia piuttosto a fare qualcosa di buono per il paese, perché la sua rinascita – dopo la decadenza causata soltanto dalla tua smania di sedere su quella poltrona – non passa attraverso balli, canti, fagioli, guanti e pizzonte.

Il Consigliere Dott. Giovanni Marrocco

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