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Calvi Risorta. Resoconto di 3 anni di Amministrazione Lombardi (parte 2)

Nota del Consigliere comunale Giovanni Marrocco

CALVI RISORTA. “Risanare il disastro economico ed organizzativo ereditato dalle precedenti gestioni e far uscire il paese dalle sabbie mobili”. Questi gli obiettivi dichiarati degli amministratori di maggioranza. A 3 anni dal loro insediamento, avvenuto l’11 giugno 2017, ecco cosa è successo.

QUELLO CHE L’AMMINISTRAZIONE HA FATTO:

  1. far commissariare il paese per 15 mesi, mandandolo in rovina grazie alla gestione prefettizia (assente) e alla propria (disastrosa): in totale 51 mesi, tra il nulla più assoluto e l’incompetenza più totale;
  2. affidare per 3 volte, con ordinanza sindacale, un servizio pubblico ad una società colpita da interdittiva antimafia, per un importo di quasi 50.000,00 €. Fregarsene della Stazione appaltante e aderire all’ASMEL, contro cui avevano inveito in campagna elettorale;
  3. prorogare gli appalti esistenti, senza gare e senza rispettare il principio di rotazione degli incarichi, tanto che sono costretti, dopo segnalazione di Marrocco, a revocare 4 incarichi affidati nella stessa giornata all’ing. Piero Cappello, per oltre 43.000,00 €;
  4. perdere il servizio di pronto soccorso (118) perché, per quasi 3 mesi, non danno riscontro all’ASL sui tempi per l’esecuzione di piccoli lavori di messa a norma della struttura. In compenso il Sindaco brinda insieme al collega di Sparanise che gli ha sottratto il servizio. A rischio attualmente anche il Comando Stazione dei Carabinieri;
  5. aumentare le tariffe della mensa (da 49,50 € a 72,80 €), senza tener conto delle fasce più deboli o di famiglie con più figli, peggiorando anche la qualità del servizio (eliminazione delle posate, riduzione del menù, cibo precotto e trasportato anziché cucinato a scuola);
  6. aumentare le tariffe dell’illuminazione votiva, passata da 12,41 € a 15,00 € per punto luce, senza alcun passaggio in consiglio;
  7. sospendere il banco alimentare per le famiglie indigenti per un anno (15.000,00 € risparmiati), e ripristinare, al contempo, le proprie indennità di funzione (65.000,00 € impegnati);
  8. gestire gli uffici tecnici e la ragioneria ad un costo annuo di oltre 122.000,00 € (contro i 97.000,00 € del 2015);
  9. tentare di creare la Protezione civile comunale, dove però si iscrivono solo gli amministratori, a discapito del lavoro svolto da una storica ed encomiabile associazione di volontari;
  10. dare incarichi costosi ed inutili, per attività ordinarie d’ufficio. Gli incarichi di supporto tecnico ci sono costati finora 265.000,00 € circa, oltre alle spese per i funzionari, con risultati discutibili ed adempimenti mai effettuati, ma puntualmente pagati. Il Sindaco non nega tali circostanze, ma si rifiuta di denunciare il potenziale danno erariale alla Corte dei Conti (delibera di consiglio n. 48 del 10/12/2018); 
  11. emettere ordinanze sindacali spesso illegittime, impugnate presso il TAR della Campania, che le ha annullate condannando il comune a spese per 14.000,00 € circa;
  12. sospendere la navetta per il cimitero durante la commemorazione dei defunti (nel 2018 ci hanno dovuto pensare dei privati);
  13. ritardare i tempi medi di pagamento delle fatture dei fornitori (passati dai 44 giorni del 2015 ai 124 del 2019);
  14. locare in maniera illegittima, dopo una modifica regolamentare altrettanto illegittima, l’intera area PIP per farne un parcheggio. Hanno dovuto revocare l’atto illegittimo;  
  15. rinegoziare i mutui in scadenza nel 2021, 2029 e 2030, prorogandoli fino al 31/12/2043, senza nessun vantaggio concreto sugli equilibri di bilancio (i nostri nipoti, però, continueranno a pagare, tra più di 20 anni, per opere ormai “trapassate”);
  16. affidare il servizio di tesoreria in corso d’anno, bloccando così per settimane i pagamenti del comune;
  17. farsi sequestrare l’isola ecologica per mancata sorveglianza sul gestore e consentire che l’ingresso all’area PIP divenisse una discarica abusiva, mentre all’interno, senza vigilanza, avvenivano furti di impianti e strutture varie;
  18. aderire nuovamente ad un carrozzone politico in perenne perdita (CITL), con potenziali costi di decine di migliaia di € per il comune, senza riceverne alcun beneficio;
  19. accumulare dal 2016 più di 2,5 milioni di € di debiti per spese correnti;
  20. adottare un terzo delle determine delle precedenti amministrazioni (indice di un’attività amministrativa stagnante);
  21. tenere aperto il mercato, in violazione delle norme sanitarie e regionali, in assenza di servizi igienici agibili e sanificati;
  22. consentire l’accesso agli uffici di persone non autorizzate, legate anche da rapporti di parentela con gli amministratori, in giorni di chiusura al pubblico, che consultano atti del comune in violazione della privacy;
  23. sempre in violazione della privacy, pubblicare le foto delle abitazioni di famiglie indigenti, destinatarie di aiuti comunali, o il nominativo dell’unico concittadino sinora risultato positivo al COVID-19;
  24. realizzare appena 3 punti dei 33 previsti dal proprio programma elettorale;
  25. attaccare l’opposizione ogni giorno, “colpevole” soltanto di fare il proprio dovere istituzionale, definendola a più riprese “nemica del popolo”. Il tutto per giustificare la propria incompetenza ed inconsistenza amministrativa;
  26. mistificare la realtà, con selfie e annunci di cose da fare, o spacciando per un nuovo “miracolo italiano” qualsiasi minima attività di gestione ordinaria. Il tutto sul profilo facebook del Sindaco, anziché sul sito istituzionale del comune, come sono tenuti a fare. 

Se questi disastri economici ed organizzativi (incontestabili) e questa gestione finanziaria scellerata, bastano al Sindaco Lombardi per dire che la sua è l’amministrazione più costruttiva che Calvi Risorta abbia mai avuto, allora non usciremo mai dalle sabbie mobili in cui ci ha condotto insieme al commissario che lo ha preceduto.

 Il Consigliere comunale dott. Giovanni Marrocco

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