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CALVI RISORTA/SPARANISE – Buche sospette sull’area ex-Pozzi, il Comitato per l’Agro Caleno: “Cosa è stato seppellito li sotto?”

DiThomas Scalera

Set 28, 2014

10711066_693207980764009_534863183178546823_nCALVI RISORTA/SPARANISE.Parte una forte inchiesta da parte degli attivisti del “Comitato per l’Agro Caleno – No Centrale a Biomasse”, in merito a degli accumuli di vegetazione sull’area ex-Pozzi, terreno che potrebbe in futuro accogliere una centrale a biomasse targata Iavazzi. A due passi dalla centrale Turbogas, sarebbero state avvistate, e fotografate, alcune buche sospette, ricoperte da una vegetazione dal colore per nulla naturale. Già è frequente la voce che scorre tra le labbra dei residenti, che sotto quel cumulo di terra siano seppelliti tutti gli scarti di lavorazione dell’ex ceramiche Pozzi. Il dubbio sorgerebbe spontaneo, e queste buche anomale non hanno fatto altro che alimentarlo. La domanda, da parte del Comitato, è sorta più che spontanea: “cosa è stato seppellito li sotto?”. Dai dubbi alle risposte, il tempo utile è stato quello di un attimo; la mobilitazione, infatti, è stata pressoché immediata, tanto da far lanciare un urgente appello da parte del Comitato. Riportiamo a seguito l’estratto del comunicato: “Lanciamo una nuova mobilitazione, con cui scenderemo in piazza il 25 Ottobre perché il progetto della biomasse pende ancora su di noi come un fardello, anche se lo abbiamo ritardato. Scenderemo perché Iavazzi, il presidente della provincia Zinzi, e tutti quanti vogliano lanciare altre sfide di morte alle comunità dell’Agro Caleno per trarne profitto, devono sapere che qui la Biomasse non passerà, e che NOI siamo qua, non ci spostiamo di un passo. Siamo ancora qua e siamo anche molto arrabbiati perché continuiamo a perdere il lavoro, perché mangiamo veleno, respiriamo condanna, perché andiamo in scuole fatiscenti, dovrebbero cancellarle invece di aumentarle, perché non abbiamo il minimo servizio di trasporto gratuito, perché abbiamo tanti bisogni ma talmente tanti….che accettare l’arrivo di 17 milioni di euro in mano a Iavazzi per costruire una centrale inutile e dannosa davvero non è umanamente possibile.

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Thomas Scalera

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