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Camigliano. Consiglio comunale del 31 marzo, il resoconto de “La Casa Comune”

DiThomas Scalera

Apr 1, 2017

CAMIGLIANO. Prima di entrare nel merito del consiglio, una considerazione relativa alla data dello stesso, che, come risulta evidente è stato indetto nel termine ultimo previsto dalla legge per l’approvazione del bilancio, testimonianza indiretta di quanto questa amministrazione soffra lo strumento consiliare e la possibilità di pubblicità e confronto sull’azione amministrativa.

Tanti gli argomenti e quasi tutti necessari per l’approvazione del bilancio di previsione 2017/2019, eccezion fatta per l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale.

I consiglieri de La Casa Comune, relativamente al nuovo Piano finanziario sulla TARI (tassa sui rifiuti), hanno suggerito al Consiglio di introdurre misure di riduzione ed agevolazione delle tariffe per i cittadini che popolano il centro storico del paese, al fine di incentivare e possibilmente aumentare il numero dei residenti nel nostro borgo storico.

Ovviamente questa misura dovrebbe essere accompagnata da una serie ulteriori di misure fiscali, ma non solo, volte a favorire gli attuali residenti, ma anche incentivare l’insediamento di piccole attività artigianali e produttive nel nostro centro storico.

Per i consiglieri de La Casa Comune, questa è una priorità politica, che non viene sufficientemente sostenuta dalla presente amministrazione.

La discussione si è poi spostata sul documento di programmazione ed il conseguente documento di previsione di bilancio, che per ammissione degli stessi amministratori è davvero ridotto all’osso.

Anche in questo caso critica la visione de i consiglieri de La Casa Comune, assolutamente convinti che amministrare come si è fatto sino ad ora renda impossibile delineare una politica di sviluppo del nostro territorio, soprattutto in ambito economico; insomma che in questo modo si tiri solo a campare e francamente non si capisce a vantaggio di chi.

Seguendo questo andazzo, si determinerà un progressivo ridimensionamento della possibilità di incidere sulle politiche attive del territorio, che nella pratica significheranno il continuo spostamento dei servizi essenziali presso altre realtà locali, determinando il progressivo spopolamento del nostro paese.

Sarebbe drammaticamente urgente un’azione di rilancio, che necessita tuttavia di una visione del futuro completamente diversa, capace di innovare e rinnovare gli strumenti e le politiche che sono state attivate sino ad ora.

In questa condizione di apatia amministrativa non è possibile continuare, il Comune appare incapace di affrontare qualsiasi tipo di urgenza, vista anche la debolezza finanziaria; come ad esempio la chiusura della strada di comunicazione per Pastorano, che oramai è interrotta da circa sei mesi.

Sia pur nella delicatezza della questione, che non si vuole certo nascondere, né strumentalizzare, appare chiaro che una atteggiamento più attivo, sostenuto da una maggiore forza economica, avrebbe consentito, nel rispetto della legge e della tutela dell’ente comunale, di intraprendere strategie diverse, capaci di restituire ai cittadini il tratto viario in tempi brevi.

Inoltre i consiglieri de La Casa Comune, hanno anche lamentato una mancanza di informazione alla cittadinanza da parte dell’ente comunale ed hanno invitato l’amministrazione a dare la massima trasparenza alla vicenda ed ai suoi eventuali prossimi sviluppi.

Attrito forte anche sul Bilancio di previsione, che appare ancora viziato dall’assenza nello strumento contabile di previsione, di una serie di debiti che, se inseriti, come la legge impone, ne determinerebbero, a nostro giudizio, il rigetto da parte degli organi di controllo del bilancio stesso, con tutte le spiacevoli conseguenze che ne deriverebbero.

Ovvio quindi il voto contrario de i Consigli de La Casa Comune, su tutti i punti relativi al documento di bilancio.

Anche il Piano urbanistico, risente, ad avviso de i consiglieri de La Casa Comune, di scelte volte a raggranellare oneri concessori, con zone di espansione ingiustificate, che potevano ulteriormente essere ridimensionate, visti gli andamenti demografici del recente passato, e che non hanno posto la giusta attenzione al centro storico, che deve essere supportato in tutti i modi, anche mediante appositi regolamenti edilizi, di cui si auspica l’adozione.

Insomma non comprendiamo l’atteggiamento della corrente amministrazione che, mentre da un lato non vuole riconoscere, con tutti i rischi anche giudiziari, una condizione di bilancio in chiaro dissesto, si ostina ad uno stanco andamento dell’azione politica, priva del giusto coraggio, per programmare il rilancio della nostra comunità, indirizzata sino ad ora ad un lento ma inesorabile declino.

Se tali rimarranno le condizioni lo spettro di un accorpamento amministrativo diventerà sempre più realistico e forse addirittura da auspicare, dal momento che il compito di un’amministrazione non è certo quello di resistere per la sua stessa sopravvivenza, ma di operare per il miglioramento della vita dei cittadini tutti.

Giuseppe Valle 

Documento senza titolo

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