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Campania, lo sfogo dei baristi: “Chi ordina i caffè a casa?”

In Campania i bar potranno ripartire dal 27 aprile, ma per poche ore ed effettuando consegne a domicilio: i baristi dei piccoli centri protestano

NAPOLI. Pochi giorni fa il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza n. 37 che contiene ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, e disciplina le aperture dal 27 aprile prossimo di esercizi di ristorazionecartolerielibrerie.

Tra gli esercizi di ristorazione rientrano anche bar e caffetterie. Si legge chiaramente nell’ordinanza: “Con decorrenza dal 27 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020 […] su tutto il territorio regionale: sono consentite le attivita’ e i servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie- esclusivamente, quanto ai bar e alla pasticcerie, dalle ore 7,00 alle ore 14,00, gli altri esclusivamente dalle ore 16,00 alle ore 22,00, per tutti con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero on line e consegna a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi.”

Dunque, i bar e le pasticcerie potranno esercitare la propria attività dalle ore 7 alle ore 14, ma solo effettuando consegne a domicilio. Mentre le pasticcerie potranno consegnare dolci, pasticcini e torte magari per compleanni, onomastici e ricorrenze da festeggiare esclusivamente in quarantena, il discorso è molto diverso per i bar. Soprattutto per quelli dei piccoli centri. In queste ore numerosi barman si lamentano sui social. Uno di loro scrive: “Cosa apro a fare per poche ore?”, un altro: “Le persone in un paese piccolo mi chiamano per i caffè?”, altri ancora dicono: “Consegnare caffè a domicilio? Non ne vale la pena!”.

Chiaramente i bar non vendono solo il caffè, ma è difficile o impensabile che una persona chiami l’amico barista di turno per farsi consegnare a casa alcolici, bibite o gelati. Anche perchè la maggior parte di questi prodotti si possono reperire nei negozi di generi alimentari e supermercati. Gli introiti di un classico bar arrivano maggiormente da caffè e colazioni ed è per questo motivo che i baristi dei paesi di provincia protestano. Per loro tocca aspettare il 18 maggio per tornare, più o meno, alla normalità.

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