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Caporalato: 60 misure cautelari tra Cosenza e Matera

I braccianti venivano chiamati “scimmie”

COSENZA/MATERA. I finanzieri del comando provinciale di Cosenza hanno eseguito 60 misure cautelari tra le province di Cosenza e Matera. Le persone coinvolte sono indagate per associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono state sequestrate anche 14 aziende agricole. Dalle intercettazioni è inoltre emerso che i braccianti venivano chiamati “scimmie”. Gli sfruttati erano pagati 80 centesimi a cassette di agrumi.

“Abbiamo individuato oltre duecento lavoratori sfruttati e lesi nella loro dignità. Questa indagine mette fine ad una situazione di illegalità che rappresenta una vera e propria piaga sociale, ma anche economica, perché falsa la leale concorrenza tra le imprese e lede profondamente la dignità umana”. Così il comandante provinciale della Guardia di finanza di Cosenza, col. Danilo Nastasi, durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’inchiesta “Demetra”.

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Redazione V-news.it
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