• Gio. Ott 21st, 2021

Capua. La Basilica benedettina potrebbe diventare patrimonio dell’Unesco

DiThomas Scalera

Gen 24, 2016

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CAPUA. La Basilica benedettina di Sant’Angelo in Formis potrebbe diventare patrimonio dell’Unesco. La sezione italiana dell’Ente Internazionale proporrà, infatti, il sigillo mondiale per il complesso nel corso di un incontro che si terrà a Parigi. Sarà l’ultimo passo prima di poter dichiarare lo storico monumento della frazione Sant’Angelo in Formis di Capua ‘patrimonio dell’umanità’. Ad annunciare la notizia è stata Jolanda Capriglione, assessore alla Cultura del Comune di Capua. “Grande gioia: la Basilica Benedettina di Sant’Angelo in Formis ha superato tutte le prove italiane, le più temibili. Dopo la lunga (!!!) e complessa analisi del MIBACT fra decine di richieste, dopo l’attenta selezione fra le tante richieste pervenute dal MIBACT, appunto, alla Commissione Nazionale, l’Unesco Italia, propone a Parigi la nostra splendida Basilica per il riconoscimento come Patrimonio Mondiale. Abbiamo superato tutte le prove più difficili, siamo di fatto alla fine del lungo, difficilissimo percorso. Abbiamo ben ragione di essere orgogliosi”.
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Tra le più significative espressioni di architettura romanica, con un importante ciclo di affreschi di scuola bizantino campana, fu edificata nel X secolo sui ruderi del tempio dedicato a Diana Tifatina. Di quest’ultimo sono stati reimpiegati, nella ricostruzione della basilica del 1072 voluta dall’abate Desiderio di Montecassino, capitelli corinzi, colonne e il pavimento. La facciata è preceduta da un ampio porticato a 5 arcate, quelle laterali sono ogivali e la centrale, più alta, presenta un arco a tutto sesto. Tutte le arcate sono state realizzate con elementi marmorei di reimpiego. Il campanile ha un basamento in blocchi di pietra, fregio con decorazioni e bifore al secondo livello. La chiesa è a pianta basilicale divisa in tre navate ciascuna delle quali culminante in un abside semicircolare. Le colonne che dividono le navate hanno capitelli corinzi provenienti dal preesistente tempio di Diana e fusti di colonne dalle molteplici varietà di marmi. Da notare l’importante ciclo pittorico di affreschi con scene tratte dall’Antico e Nuovo Testamento.

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Thomas Scalera

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