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Casagiove. Hotel Houston, un degrado che non conosce fine

DiThomas Scalera

Feb 16, 2017

CASAGIOVE. Un simbolo della città, un luogo che splendeva per il proprio decoro. Un albergo che è morto senza che nessuno muovesse una mano. Oggi le rovine abbandonate dell’Hotel Houston di Casagiove sono simili ad un naufragio del Titanic. Un alveare di balconcini a spigolo, sparite ringhiere, infissi e tapparelle, attraverso le orbite svuotate dai saccheggi si intravvedono, per ogni piano, rampe di scale, ovviamente senza ringhiere. Era, in anni remoti l’Hotel Houston meraviglioso simbolo economico dell’imprenditoria casertana, oggi una carcassa abbandonata che supera scandalosamente le rovine del Titanic. E’ il biglietto di benvenuto ai turisti che arrivano a Caserta dall’uscita Nord dell’Autosole e che se lo trovano proprio davanti. E magari si faranno già un’idea sbagliata, se questo è il benvenuto cosa potrà mai accadere? Armadi smontati, saccheggi, camere spogliate di tutto, lampade rubate, piscina distrutta, porte forzate, luogo per stupri di gruppo, sporcizia infinita, dimora per i rom. Non c’è angolo che non sia stato devastato dall’incuria. Tempi belli, quand’era albergo lo stabile, per chi in città o nei dintorni veniva a soggiornare per motivi di lavoro, oppure veniva per festeggiare eventi familiari oppure eventi culturali di importante caratura provinciale e regionale. L’imprenditore Cirillo (genitore di Peppe-doctor-sessuologo e, fra la tantissime cose partorite dalla mente sempre in ebollizione, fondatore del partito Preservativi Gratis) aveva visto bene creando l’affare del secolo. Ma non doveva purtroppo durare. Una prima crisi fu indirizzata all’albergo dal terremoto del 1980. Non una lesione, una crepa benché minima, indenni le opere murarie, a sbriciolarsi fu l’esercizio alberghiero sotto i colpi dei terremotati ospitati per emergenza nella struttura carico dei comuni di provenienza.Quello che doveva essere il fiore all’occhiello dell’offerta alberghiera casertana nella cittadina, affonda oggi nel mare del degrado assoluto. Nessuno si prende cura di quello che un tempo era un ottimo albergo. ’Oggi l’Houston non è più quello di prima, lento declino e poi, saccheggio dopo saccheggio, sino ad arrivare alla topaia multipiani dei nostri giorni. Che fa – la topaia – da domicilio a rom ed extracomunitari che all’edificio accedono dalla parte retrostante. Oggi tutti avrebbero diritto a un tetto e quell’albergo malandato e abusivo ha supplito al dovere sociale che ogni comunità ha di essere accogliente, ed inclusiva. Ma il prezzo sociale ed economico è stato enorme, soprattutto per gli abitanti e i commercianti del quartiere, che oggi sono ancora ostaggi della criminalità con il prezzo delle case e dei negozi a picco.Le condizioni in cui si trova l’albergo sono figlie licenziose di un menefreghismo della politica di casa nostra, troppi amministratori hanno chiuso in passato gli occhi sul futuro della struttura, che sia chiaro noi non vogliamo sparare sentenze sulla attuale amministrazione cittadina di Casagiove, ma ci chiediamo se l’amministrazione attuale ha in programma un piano di riqualificazione della zona adiacente tutto l’albergo. La politica non può più rimanere a guardare, troppi i torbidi, troppi paladini della fasulla politica, tanti errori commessi in passato sulla situazione dell’albergo. Si è sempre parlato di progetti che non hanno portato a nessuna concretezza. I rom, gli extracomunitari, i senzatetto vanno salvaguardati, vanno curati nei centri di accoglienza. L’Hotel Houston non è un centro di accoglienza. Sono locali abitabili questi senza finestre, dove il riscaldamento nella stagione fredda viene emanato dai falò che in varie occasioni hanno richiesto l’intervento dei pompieri? Questa topaia inagibile – non sappiamo se andrà abbattuta, non può più essere il biglietto da vista della nostra città – gli abusivi vanno traslocati e ospitati in luoghi curati. Non siamo in Svezia, siamo a Caserta, per la precisione a Casagiove. Qui si potrebbe lavorare per trovare edifici disabitati e ancora recuperabili prima che marciscano del tutto come l’ex Houston. Noi chiediamo la fine delle risse, degli stupri, degli incendi, chiediamo ancora la fine delle piazze dei furti e di spaccio. Tutto questo negli anni ha fornito riparo a centinaia di migranti, di nomadi, di clochard e di individui appartenenti a quella larga sacca di umanità che si presenta precaria. Vogliamo la fine di questo destino terribile per questo stabile che circonda la zona dell’Appia. I cittadini vanno tutelati, ricordiamo che la sicurezza dei cittadini rimane sempre, il primo punto dove si deve mettere un po’ di ordine in maniera lineare e corrente all’interno della nostra comunità cittadina. Se nessuno interverrà l’Hotel Houston diventerà amaramente la “Terra di Nessuno”.

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Thomas Scalera

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