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Casagiove. L’importanza del Centro Storico nella redazione del piano urbanistico generale

DiThomas Scalera

Dic 3, 2016

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CASAGIOVE. I Centri Storici oggi più che mai sono i custodi di una ricca memoria del costruire ormai del tutto scomparsa. La capacità di ogni Centro Storico di crescere su se stesso, ci restituisce una stratigrafia storica – architettonica delle diverse epoche, così accade che accanto o addirittura sullo stesso edificio si possano riscontrare elementi tipici medioevali perfettamente integrati con elementi barocchi o ancora che influssi provenienti da diverse culture si fondano in un’unica struttura architettonica. Questa peculiarità deriva dal fatto che la “crescita” spesso è slegata da qual si voglia tipologia di Piano Regolatore ed è realizzata per aggiunte successive ad una originaria struttura Architettonica, sicché anche quando è possibile riscontrare una matrice “geometrica” originaria, si pensi ai Centri Storici nati in epoca romana e quindi basati su “decumani” e “cardi”, questa è stata solo il punto di partenza per una crescita che nei secoli si è verificata per singoli elementi architettonici che non di rado si sono fusi per generarne uno nuovo. La ricchezza culturale che un Centro Storico offre è certamente da tutelare ponendo particolare attenzione agli interventi che in esso si vanno a realizzare, avendo anche il coraggio di soluzioni “moderne” che però si muovano nel rispetto della storia e quindi dell’edificio in quanto custode materico di quest’ultima. Non sono da scartare a priori anche interventi legati alle energie sostenibili, il fotovoltaico, ad esempio, è senza dubbio un interessante elemento da non destinare solo alle nuove costruzioni ma da integrare anche nei Centri Storici. Senza dubbio ciò comporta maggiori problematiche di impatto visivo, realizzare una corretta integrazione che non si limiti all’ “appiccicatura” dei pannelli fotovoltaici sul tetto non è una impresa impossibile. Il nostro Centro Storico caro Sindaco negli ultimi decenni ha subito, e continua a subire, un preoccupante spopolamento, merita di essere valorizzato perché ha tutte le potenzialità per divenire una fonte di ricchezza per l’ ente di via Jovara, ma soprattutto si può avere la capacità di investire correttamente in esso. Rivalutiamo la nostra Piazza San Michele, ma soprattutto viviamo il nostro centro cittadino. Nel nostro centro storico le causa dell’abbandono possono essere diverse. Nel maggioranza dei casi, l’abbandono è dovuto, molto spesso, all’espansione urbana prevista dai piani regolatori generali (Prg) e dai piani urbanistici comunali (Puc). Molto spesso l’espansione è gonfiata e drogata, rispetto all’effettivo fabbisogno di nuovi vani necessari al Comune oggetto dello strumento urbanistico. Per frenare lo spopolamento del centro storico, basterebbe migliorare dal punto di vista della qualità della vita e fare dei piani urbanistici rapportati strettamente alle previsioni demografiche comunali. Il futuro del centro storico è parte integrante di un’idea di futuro dell’intera città di Casagiove esistente, sia per l’identità ed il ruolo che si riconosce a tutte le sue parti ed in tutte le sue reciproche relazioni ed interdipendenze. Senza questo orizzonte di senso e di azione anche la ricostruzione del centro storico rischia di non dispiegare appieno le sue potenzialità di rigenerazione o addirittura di vanificarsi, rinchiudendosi nell’alveo di una colta testimonianza dentro un territorio che lo ignora e assume altre direzioni di sviluppo,e con la finalità di attivare un processo di valorizzazione e riqualificazione economica dell’area storica del Comune Casagiovese. Mettere in campo queste strategie cari amministratori è senza dubbio problematico, tuttavia, è l’unica strada che ci permetterà di salvaguardare il nostro territorio, la nostra economia (locale) ed infine la nostra cultura. La sfida di chi amministra centri storici, caro sindaco Roberto Corsale è quella di coniugare la tutela con la necessità di costruire spazi dove gli uomini possano vivere in maniera armoniosa, soddisfacendo i loro desideri e bisogni, partendo appunto dalla rivalutazione di Piazza degli Eroi. “Sostenere attività a dimensione d’uomo, rivitalizzare il centro storico, e garantire servizi diffusi sul territorio sono priorità di una battaglia non difensiva, ma tesa ad affermare un modello di sostenibilità in cui bisogna credere e che si incarna proprio nei nostri centri”. Cari Roberto Corsale, e Danilo D’Angelo, il primo sindaco della nostra città, il secondo vicesindaco, l’urbanistica contemporanea, considera tale modello di residenzialità, una articolazione del nostro centro storico, che afferma una dimensioni medio piccola con una elevata vivibilità e senza un eccessivo consumo di quel bene finito che è il territorio, tutto questo concetto da vita ad un modello che si affermerà in futuro in Europa perché è il modello più sostenibile. Per questo rivitalizzare i centri storici rappresenta un ponte verso il futuro per evitare che questa peculiarità urbanistica possa essere compromessa”, perseguendo gli obiettivi e le strategie relative a: 1) conservazione, recupero, riuso, potenziamento, valorizzazione e specializzazione del patrimonio edilizio, architettonico e urbano del Centro Storico; 2) miglioramento della dotazione dei servizi finalizzata a: a. innalzamento della qualità della vita; b. definizione di nuovi ambiti di utilizzo dei patrimoni immobiliari abbandonati, secondo un piano complessivo di riassetto e attrazione di nuove funzioni e attività, compreso, “l’housing sociale.” Tale secondo obiettivo mira esplicitamente alla opportunità di prevedere progetti di riuso che possano determinare nuove opportunità di funzioni economiche ricollocate all’interno del nostro Centro Storico, con evidente ricaduta sociale in termini di miglioramento delle condizioni di vita nonché di sviluppo occupazionale. Il recupero e la valorizzazione del centro storico costituisce un tema importante non solo per Casagiove, ma anche per l’intero capoluogo di Terra di Lavoro, diventando così strategico per la numerosità di questi insediamenti che per il valore che essi assumono nella nostra economia della provincia casertana. I fenomeni di spopolamento degli insediamenti minori sono infatti un fenomeno preoccupante a cui è necessario porre freno. Tali assunti costituiscono la base e l’idea guida che fin da principio sostiene tale percorso: la qualità contro la quantità; la sostenibilità contro lo squilibrio; la concentrazione dei servizi e delle attrezzature urbane; la riqualificazione del costruito, soprattutto delle zone realizzate in forme spontanee, abusive, precarie; il ridisegno complessivo degli spazi pubblici; la valorizzazione di alcune significative architetture di qualità intese come germi positivi di rigenerazione urbana; le ricuciture urbane di unità abitative; la organizzazione di ambienti a misura d’uomo per nuove relazioni sociali e culturali, costituiscono tutte azioni fondamentali per la messa in atto di una vera azione di valorizzazione e potenziamento della “risorsa” del centro storico. Dal punto di vista sociale, la dimensione urbana necessita di una significativa azione di adeguamento delle strutture e dei servizi, ma, al tempo stesso, di una azione di governo che spinga verso l’autogestione e la possibilità di attivare la riappropriazione dei territori da parte di coloro che li occupano e li vivono (partecipazione e riaffermazione dell’identità e dell’appartenenza). Caro Sindaco il futuro del centro storico è parte integrante per la vera diffusione. Senza questa diffusione non ci sarebbe lo sviluppo, quindi cadrebbe radicalmente la vera ricostruzione del centro storico, con essa cadrebbero tutte le potenzialità di rigenerazione. La riqualificazione del patrimonio edilizio storico, costituisce quindi un’occasione culturale, sociale ed economica importante per lo sviluppo sostenibile della città, uno sviluppo che tutti Casagiovesi attendono con ansia. Quanto da me evidenziato in questo editoriale, sposa questo concetto determinate: “ Popolo pensante e partecipe ”, questo concetto può rendere possibile l’attuazione di tale importante progetto: “ Recupero del Centro Storico ”, altrimenti cari amministratori si confermerà il motto “ Le mura senz’anima sono deserti ”.

Giacinto Di Patre

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