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Casal di Principe. Estorsione ai titolari di un'impresa funebre: arrestati due uomini

Sono accusati di tentata estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso

CASAL DI PRINCIPE. Questa mattina la Squadra Mobile della Questura di Caserta ha dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Mario De Luca, 50enne di Casal di Principe, pluripregiudicato per associazione per delinquere, estorsione ed altro, poiché gravemente indiziato di tentata estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso.

Il citato provvedimento segue un altro provvedimento cautelare, emesso il 1 ottobre per i medesimi fatti, eseguito il giorno seguente dalla Squadra Mobile di Caserta e dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe nei confronti di Giovanni Improda.

Le indagini

Le indagini che hanno portato all’emissione dei provvedimenti, svolte dalla Squadra Mobile casertana e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di accertare che Improda e De Luca, in concorso tra loro, si sono resi responsabili di un tentativo di estorsione, realizzato nel febbraio dello scorso anno, nei confronti dei titolari di una nota impresa di onoranze funebri operante nell’agro aversano.

In particolare, al fine di ottenere il rateo estorsivo, gli arrestati hanno dapprima avvicinato i dipendenti dell’azienda e, con atteggiamenti minacciosi ed intimidatori, hanno ottenuto l’incontro con uno dei soci titolari della ditta. “Sappiate che da oggi sulla piazza […] ci sono io, comando io, e quindi se volete continuare a lavorare con i funerali, dovete darci qualcosa anche a noi” ha detto Improda, per poi continuare, in risposta alla richiesta di chiarimenti della vittima: “Ora sulla zona ci sto io, hanno messo me e comando io, quindi per ogni funerale dovete venire da me a trattare altrimenti vi faccio tornare indietro i carri funebri”.

Le minacce continuavano anche il giorno seguente, questa volta al telefono. Nella circostanza, De Luca si presentava come “Marco di Casale”, così evocando l’appartenenza al clan dei “casalesi” al fine di rendere maggiormente esplicita la natura della richiesta estorsiva.

L’ordinanza di custodia cautelare eseguita è stata notificata a De Luca presso la Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale, dove si trova già detenuto per altra causa.

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