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Casanova di Carinola. L'infiorata storica che è uno spettacolo per gli occhi e gli altri sensi

DiThomas Scalera

Mag 23, 2017

L’odore di acacia, le giallissime ginestre, il mirto, le rose profumatissime di maggio, ed infine il forte aroma di caffè. Non è il set di un film “naturalistico”, ma è la miscela di odori meravigliosi che l’uomo è in grado di ottenere.

Casanova di Carinola così viene dipinta la notte della terza domenica di Maggio, da oltre trentacinque anni.
In questa notte magica, ci si riversa in strada, e si prepara il meraviglioso tappeto di fiori che dovrà accogliere l’effige della Madonna SS Grande ed Eccelsa, al passaggio alle prime luci dell’alba per le strade del piccolo borgo.

Il rito dell’infiorata (è così che si chiama questa antica tradizione) presumibilmente nasce a Roma, durante il XVII secolo. L’ideatore, un certo Benedetto Drei, nel 1625 in data 29 giugno (festa di San Pietro  e Paolo) adornò la basilica vaticana in onore dei due santi con “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dei mosaici”.
Alla sua morte, gli successe niente di meno che Gian Lorenzo Bernini che si occupò delle “decorazioni floreali” durante le feste barocche.
Da allora la tradizione dell’infiorata si è sviluppata in tutta l’Italia centrale caratterizzando alcune feste di origine cattolica come il CORPUS DOMINI.
A Casanova di Carinola questa tradizione si è sviluppata circa trentacinque anni fa, precisamente nel 1980, quando un gruppo di persone, decise di dare lustro al VICO GRANCELSA ( vicoletto chiamato così in onore della madonna protettrice) “illuminandolo” con fiori profumatissimi.

Un “via vai” di gente, nell’ansia delle ore che corrono frenetiche, in cui ognuno è artista di se stesso, e prova a mettere il proprio estro, il proprio segno indelebile prima del passaggio della Madonna in processione.
Un rito che parte qualche settimana prima, quando nei campi si rincorrono i fiori di maggio, profumatissimi della primavera  che è appena sbocciata:  Si sceglie fiore per fiore, petalo per petalo, cercando di migliorarsi ogni anno, e di portare avanti una tradizione che unisce e allieta l’intero borgo.

L’infiorata a Casanova è anche l’estro di un uomo, le cui mani, hanno “acceso” il fuoco della passione verso tale tradizione: Antonio Falso, è stato un po’ l’ideatore di tutto ciò. Dal suo estro, sono nate  le più belle coreografie, i più bei dipinti floreali. Ma la vita, come si suol dire, non è tutto “rosa e fiori”.
Antonio non c’è più, ma la sua arte vive in ogni petalo “posato” a terra.
L’eternità di un uomo viene riconosciuta tramite le “opere” fatte in vita. E se oggi, possiamo parlare di una tradizione così affascinante e “profumata”, lo dobbiamo soprattutto al suo estro, alla sensibilità che solo alcuni uomini riescono a sviluppare.
In ricordo della sua arte, e della sua anima, c’è uno striscione che sventola: Una stella, un riferimento da seguire, e da tramandare alle generazioni future.
“ANDARE SEMPRE CONTROVENTO
SOLTANTO COSI’ SARA’
POSSIBILE ALZARSI IN VOLO”.*
*( Citazione di Jim Morrison).

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Thomas Scalera

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