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Caserta. «Escalation di tumori al cervello per inquinamento ambientale»

DiThomas Scalera

Lug 26, 2015

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CASERTA. Terra dei fuochi, parla la dirigente dell’ospedale che serve la provincia di Caserta. Carmela Buonomo: «Anche quello al seno è legato alla diossina»

«Negli ultimi 15 anni in provincia di Caserta il trend di crescita delle patologie tumorali è stato davvero impressionante. E il discorso vale soprattutto per quelle patologie strettamente connesse a fattori di inquinamento ambientale». L’allarme arriva da Carmela Buonomo, responsabile dell’Unità operativa complessa di Anatomia patologica dell’Azienda ospedaliera del capoluogo, nonché segretaria della sezione casertana di Medici per l’Ambiente. Il suo reparto è stato tra i primi ad essere completamente informatizzato, già 23 anni fa. Ed oggi, soprattutto grazie ai programmi di catalogazione realizzati tra il 1999 e il 2000, rappresenta una fondamentale miniera di informazioni per chi voglia provare a ricostruire analiticamente il rapporto tra morbilità e inquinamento.

«Prendiamo, ad esempio, le neoplasie cerebrali come i glioblastomi – spiega la dottoressa Buonomo – per i quali notoriamente si individua come fattore di rischio l’inquinamento ambientale da metalli pesanti (mercurio, cadmio, cromo e piombo, ndr): fino 20 anni fa erano molto rari sul territorio, mentre oggi sono fortemente presenti. Basti pensare che solo negli ultimi 18 mesi abbiamo registrato ben 12 casi di tumori al cervello di grado G3 o G4. Ed è un dato dal quale sono esclusi i casi tumori infantili, visto che noi curiamo pazienti solo dai 18 anni in su. Ma a questo stesso fattore di rischio si ritiene siano in qualche modo collegate anche altre patologie in crescita esponenziale in provincia, come l’Alzheimer, alcune forme di Parkinson e la Sla».

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Thomas Scalera

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