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Caserta. Gestione dei rifiuti, commissariati 17 Comuni. Ecco quali

DiThomas Scalera

Dic 16, 2016

CASERTA. E’ arrivato anche per i comuni della provincia di Caserta, dopo di quelli della provincia di Avellino il commissariamento per 17 Comuni da parte della Regione Campania per non aver rispettato l’adesione al ATO rifiuti omettendo il rispetto della Legge Regionale n° 26 del 14  Maggio 2016 sul riordino del comparto ambientale in Campania. Diciassette Comuni della provincia di Caserta, commissariati dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, perché non sono riusciti a nominare un rappresentante nell’Ambito Territoriale Ottimale “per l’esercizio in forma associata delle funzioni in materia di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, ai sensi della relativa legge regionale”. Tra i comuni commissariati figurano Caianello, Casal di Principe, Castello Matese, Cellole, Dragoni, Gallo Matese, Letino, Lusciano, Mignano Monte Lungo, Pignataro Maggiore, Prata Sannita, Pratella, Roccaromana, San Cipriano d’Aversa, Santa Maria a Vico e Sessa Aurunca. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha emesso un decreto con il quale ha nominato il dott. Mario D’Adamo, dirigente della Unità dipartimentale regionale “Affari giuridico-legali e Gestione risorse umane e strumentali”, della Direzione generale per l’Ambiente e dell’Ecosistema quale commissario ad acta per l’adempimento dell’obbligo di adesione all’Ente d’Ambito da parte dei 17 Comuni ricadenti nell’Ambito territoriale ottimale Caserta. Il dirigente regionale dovrà provvedere, in via sostitutiva dei singoli enti interessati, “ad adottare, entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla notifica del provvedimento, la delibera di presa d’atto dello Statuto tipo ed adesione all’Ente d’Ambito, previo ogni atto all’uopo necessario”. Per formalizzare l’adesione all’Ente d’Ambito, infatti, la normativa regionale prevede l’obbligo dei Comuni di adottare una delibera di Consiglio comunale di presa d’atto dello Statuto tipo, da comunicarsi entro il termine di 20 giorni dalla pubblicazione dello Statuto sul Burc e stabilisce che, decorso tale termine, “il presidente della Regione esercita i poteri sostitutivi mediante nomina di commissario ad acta e addebita le relative spese a carico dell’ente inadempiente”. Lodevole il comportamento della Regione Campania capeggiata da De Luca per quanto posto in essere nel far rispettare i tempi di attuazione della legge sul riordino del comparto rifiuti in Campania, si ricorda che a detta problematica è legato il destino di miglia  di lavoratori dei consorzi rifiuti che da anni per una mala gestione politica passata nel suddetto comparto, vivono un grande disagio lavorativo, parcheggiati nei rispettivi consorzi ad oggi in liquidazione e bloccati in una fase di inoperatività gestionale per mancanza di commesse da parte dei comuni soci dello stesso, previo avvio in tal senso di corsi di formazione e ricollocazione già avviati dalla Regione Campania. Anche se va detto che il percorso per la completa risoluzione della vertenza è ancora lungo, va sottolineato che tale imposizione sicuramente velocizza i tempi di attuazione della costituzione degli ATO/EDA per far si che la regione Campania esca una volte e per tutte dalla logica di male gestione del comparto nel settore ambientale cosi come imposta anche dall’Unione Europea. Infatti si ricorda che l’attuale legge ovvero la Legge Regionale 26 maggio 2016, n. 14,   “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”  al art. 44 prevede proprio la garanzia di ricollocazione presso i comuni negli ATO/EDA  dei dipendenti dei Consorzi con esplicito divento per i comuni di effettuare nuove assunzioni nel comparto.  (Ricollocazione lavorativa del personale già dipendente dei Consorzi di bacino) 1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 202 del decreto legislativo 152/2006 in conformità a quanto disciplinato degli atti di affidamento, è fatto obbligo al soggetto affidatario di utilizzare, le unità’ di personale dei Consorzi di Bacino della Regione Campania costituiti ai sensi della legge regionale 10 febbraio 1993, n.10 (Norme e procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania) e delle società̀ da essi partecipate, anche in via indiretta, già dipendenti alla data del 31 dicembre 2008, ancorché interessate da collocazione in mobilità, sospensione o cassa integrazione ovvero da licenziamenti per fatti non imputabili ai lavoratori e per i quali pende contenzioso in sede giurisdizionale, con priorità per il personale assunto alla data del 31 dicembre 2001. Fino al completo reimpiego delle unità di personale dei Consorzi di Bacino della Regione Campania è vietato procedere a nuove assunzioni per lo svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti. 2. Per dare pronta e concreta attuazione a quanto previsto al comma 1, entro e non oltre 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i legali rappresentanti dei Consorzi di Bacino, anche con riferimento al personale dipendente delle società da essi partecipate, approvano gli elenchi del personale di cui al comma 1 in esito alle procedure di confronto con le organizzazioni sindacali, in appositi incontri su base provinciale con la partecipazione delle rappresentanze istituzionali interessate in ragione delle proprie competenze dirette nella materia del ciclo dei rifiuti, ovvero in funzione di organismo ospitante. Entro 30 giorni dall’insediamento, gli EdA, per quanto riferito al territorio provinciale di propria competenza, acquisiscono i predetti elenchi del personale redatti dai legali rappresentanti. 3. In conformità e per le finalità di cui al comma 1, con gli atti d’ affidamento è fatto obbligo al gestore di produrre apposita dichiarazione di presa d’atto dell’obbligatorio utilizzo del personale incluso negli elenchi. 4. La mancata produzione della dichiarazione contenente l’impegno predetto comporta l’esclusione dalle procedure di affidamento. 5. Ai lavoratori inclusi negli elenchi e che risultano in servizio presso un soggetto gestore alla data di entrata in vigore della presente legge è riconosciuto il diritto alla continuità occupazionale presso i soggetti gestori individuati dall’ EdA. Il personale, compreso quello che risulta utilizzato in attuazione del programma straordinario di cui all’articolo 45, è soggetto, fermo restando la risoluzione del rapporto di lavoro, al passaggio diretto ed immediato al nuovo gestore del servizio. Nel caso di passaggio di dipendenti di enti pubblici e di aziende a partecipazione pubblica comunale, provinciale o consortile e di imprese private, anche cooperative, al nuovo gestore del servizio, si applica, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 165/2001, la disciplina del trasferimento del ramo di azienda di cui all’articolo 2112 del codice civile osservando le procedure di informazione e consultazione obbligatorie previste dal medesimo articolo. 6. Il personale è assunto alle dipendenze del gestore o altro soggetto interessato entro la data di inizio delle attività. La Giunta regionale promuove apposite azioni per un piano di accompagnamento all’esodo per il personale che ha raggiunto limiti pensionabili ovvero si trovi in prossimità di essi, in conformità alle norme vigenti. Ebbene se da un lato come sindacato si loda l’iniziativa della Regione Campania nel commissariare i Sindaci dei comuni  Inadempienti  vedi caso in provincia di Caserta figura pure il comune di Dragoni retto dall’attuale Presidente della Provincia di Caserta Silvo Lavornia, dall’altro lato saremo vigili e attenti agli sviluppi futuri della vertenza sorvegliando quotidianamente l’evolversi degli aventi affinché nessun posto di lavoro vada perso, in tal senso avvisiamo tutti gli attori attivi alla risoluzione della suddetta vertenza che non faremo sconti a nessuno e saremo garanti della legislazione vigente in materia denunciando ogni qual si voglia abuso di legge in merito affiche siano tutelati i diritti dei lavoratori nessuno escluso, al fine di ridare dignità e il posto di lavoro negli anni rubato a tutti i lavoratori dei consorzi campani.

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Thomas Scalera

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