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Caserta. Le scuole casertane sull'orlo del baratro, grido d'allarme del presidente Lavornia

DiThomas Scalera

Apr 3, 2017

CASERTA. Eccoci ancora qui a parlarvi per l’ennesima volta di scarsa inadempienza politica, di vuoto istituzionale, di menefreghismo, di solitudine territoriale, di nullafacenza, di rabbia. Ahinoi, ci ritroviamo ancora per l’ennesima volta a fronteggiare “un muro” che perde colpi una “nave” che perde valore a suon di “perdite,” il tutto per cercare di mettere alla luce della cittadinanza la situazione della ” SCUOLA PUBBLICA CASERTANA” che è con “l’acqua” alla gola. Vi racconteremo per l’ennesima volta qualora non fosse chiaro, non brevemente, la vergognosa sceneggiata teatrale della politica casertana. “Siamo tutti appassionatamente presi in giro dalla torbida bocca dei politicanti di casa nostra.” La sceneggiata ha vergognosamente inizio con la scandalosa presa in giro del governo italiano nei riguardi della provincia di Caserta. Il problema risulta essere drammatico, l’ente provinciale vive un disseto finanziario dannoso. Il governo provinciale del presidente Lavornia non riesce a far fronte alle spese per il personale e ad assicurare la copertura finanziaria per le competenze previste dalla legge di riforma delle province, vale a dire la manutenzione delle strade e degli edifici scolastici di secondo grado. Un disastro sociale che purtroppo potrebbe sconvolgere l’intera collettività della provincia di Terra di Lavoro. La Provincia di Caserta non può più predisporre un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, non si possono più ottemperare i processi che riguardano la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade con relativa chiusura di diverse arterie, inoltre tutti gli autoveicoli dell’ente, compresi quelli della polizia provinciale sono bloccati a causa del mancato rinnovo dell’assicurazione rca. Amaramente, le istituzioni politiche oggi sono lo zero assoluto. I migliori leader non sono coloro che impongono se stessi a dispetto degli altri e contro gli altri, ma coloro che sanno creare sistema, squadra, organizzazione, cioè concerti di relazione ordinata. E ciò vale per qualunque forma di leadership, nella politica. Ma per esserlo si deve uscire da questo sistema marcio, solo così la scuola, i lavoratori, i dirigenti scolastici, i membri della “Rete Informale dei Genitori delle Scuole Superiori Casertane” potranno rifarsi a delle menti che con il cuore aperto, sposino la loro causa, condannando rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano. Come si può privare agli studenti di un valore unico ed indispensabile “il diritto allo studio”. Chi sono i responsabili di questo scandaloso disastro? Ora i politicanti inizieranno, probabilmente il teatrino squallido della demagogia politica, ora tutti si dichiareranno paladini della giustizia, ahinoi, assisteremo ad “uno scarica barile”che consiste nello accollare le proprie responsabilità sulle spalle di altri, che a sua volta se ne laveranno completamente le mani. Tutti noi cittadini siamo spettatori di un film horror, “Profondo Rosso” uno dei celebri film di Dario Argento, dove gli attori principali sono gli studenti, come è possibile che la politica di casa nostra dopo aver ammazzato il <BACINO DI CRISI DI CASERTA> ha completamente ammazzato definitivamente anche la scuola casertana. Bisogna recuperare con tutte le forze i rapporti con la scuola, bisogna preparasi a tutto se si vuole salvare il futuro di questi ragazzi. Non si può condannare a morte la scuola, affermano i genitori della Rete informale si deve cercare di eliminare la licenziosa criticità per il sistema educativo, oggi i nostri figli assistono senza dire nulla ad un macigno pesante per la situazione in cui versano gli edifici scolastici, dando inizio alla vergognosa disparità tra le scuole, contribuendo alla diffusione di scuole di serie A e scuole di serie B. Se le istituzioni non daranno una mano la situazione precipiterà. Non si può morire per la mala gestione della provincia. Noi tutti pretendiamo per i nostri figli affermano i genitori il diritto allo studio. Ora ci domandiamo cosa è cambierà nel corso di questi giorni, gli studenti, le famiglie degli studenti, i lavoratori della provincia non hanno più sostegno umano, ma soprattutto i lavoratori della provincia non hanno neanche il sostegno economico, pagano errori per sentirsi dire che nessuno è responsabile, e che la politica di centrosinistra, di centrodestra, del Movimento 5 Stelle, sta lavorando per la soluzione. Adesso basta signori della politica, chi darà spiegazioni alla collettività casertana, quando si intraprenderà una class-action che affronterà il problema che riguarda “Caserta”. Ora se avete ancora dei valori umani cercate di rendere la provincia ancora protagonista del futuro della nostra regione. Signori del centrosinistra, signori del centro destra, siate uomini ( per non dire mezze cartucce, oppure piccoli uomini, per non dire altro) assumetevi le vostre responsabilità verso la “SCUOLA PUBBLICA CASERTANA”. Vergognatevi basta sbeffeggiare i cittadini non c’è più tempo per i tavoli tecnici, non si può aspettare ancora la data del 7 Aprile, bisogna insistere verso Roma, ma soprattutto insistere affinché Caserta possa risollevarsi. Caserta non può pagare le estorsioni del governo. Bisogna correre per arrivare subito verso il finale di questa problematica riuscendo a fare una stima, analizzando il malcontento territoriale senza giocare sulla pelle dei nostri giovani studenti, perché appunti gli studenti sono spettatori di un assetto di cose molto poco commendevoli, in parole povere cari signori sono stufi di vivere. A questo punto noi della stampa, ci sentiamo il dovere di analizzare le riflessioni sul potere decisionale che ogni politico esercita appena eletto. Bisogna agire, non essere corruttori negativi di un sistema che sta finendo nel baratro. Essere politico oggi equivale a porsi consapevolmente dinnanzi ad una scelta andando oltre il proprio interesse e abbracciando l’idea del bene comune. I rappresentanti politici non sono chiamati a ricoprire ruoli ancillari.. Bisogna lavorare per la prima linea, questo concetto da oggi deve essere chiaro fino alla fine dei giorni. E’ pur vero che è sempre più radicata l’idea che la politica sia diventata uno strumento di lotta per un viscido, clientelare potere asservito a interessi individuali e settoriali, di posizionamento e di occupazione di spazi piuttosto che di sviluppo e gestione di processi. In questo modo non c’è tutela per il popolo, chi deve pagare paghi da subito. Ora caro presidente Lavornia, non c’è più tempo bisogna insistere con lo Stato attraverso tutte le forze possibili ed immaginarie si deve insistere se si vuole con decisione fare un percorso di riforme per “Terra di Lavoro” tutto questo è indispensabile per stabilizzare e rafforzare le condizioni per la ripresa. Adesso basta, vogliamo risposte, la provincia non può essere il calderone politico di nessuno. La parola “fine”non la utilizzeremo nemmeno oggi, perché sappiamo che purtroppo questa storia non è ancora finita qui. È impensabile ad una grave ferita sociale e culturale per la già sofferente Terra di Lavoro, così come è impossibile non intervenire per restituire funzionalità e operatività ad un Ente quale la Provincia che eroga servizi essenziali e gestisce funzioni fondamentali come la viabilità, l’ambiente e l’edilizia scolastica. Dopo lo squallido teatro di oggi che si è avuto durante la seduta del consiglio provinciale, i cittadini chiedono ad alta voce un rapido intervento del Ministro della Pubblica Istruzione. Ecco perché oggi preferiamo ancora salutarci con uno speranzoso: in attesa di risposta.

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