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Caserta. Lunedì di Speranza, il 15 la proiezione del docufilm "Fuori la mafia"

DiThomas Scalera

Feb 13, 2016

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CASERTA. Nuova tappa dei Lunedì di Speranza, il 15 febbraio alle ore 18.45 al “Cortile” di via Galilei 24. Per l’occasione il movimento Speranza per Caserta, in collaborazione con le Agende Rosse di Salvatore Borsellino, organizzano una serata di approfondimento e riflessioni sulla mafia, la politica e le istituzioni, attraverso la proiezione del docufilm “Fuori la mafia” di Mirko Preatoni e Marco Baldelli.
Durante la serata saranno presenti: Antonio Moccia, giovane scrittore casertano e autore di diversi lavori sul tema dei legami tra politica e criminalità organizzata in Campania, Mimmo Marzaioli, attivista delle Agende Rosse e il candidato sindaco per Speranza per Caserta e l’Altra Europa, Francesco Apperti.
“Senza la verità sulle stragi, senza la verità su ciò che accadde vent’anni fa non ci può essere una vera democrazia neppure oggi” racconta oggi Nino Di Matteo e, da queste parole, il regista Mirko Preatoni rilancia sulla necessità di continuare a fare luce e denunciare. “Non occorre essere esperti di questioni di mafia per vedere, in molte delle storie che ci vengono raccontate, incongruenze decisamente incredibili nel senso letterale della parola e cioè “non credibili”. L’assurdità di queste incongruenze – conclude – ci dà il metro della “serena” arroganza dei responsabili ed al contempo della bassissima considerazione in cui è tenuto lo Stato e i suoi cittadini ma se a questi singoli episodi non credibili si cerca di dare una lettura unitaria ecco che tutto diventa più chiaro, certamente sconfortante e terribile, ma per l’appunto logico”.
Cinquanta minuti per ascoltare le interviste inedite del magistrato Antonino Di Matteo; di Giorgio Bongiovanni, direttore del periodico Antimafia Duemila; Salvatore Borsellino, promotore delle Agende Rosse; di Massimo Ciancimino, testimone di giustizia; di Angela Manca e Gianluca Manca, rispettivamente madre e fratello di Attilio Manca, medico ucciso per coprire un intervento subito da Bernardo Provenzano a Marsiglia e di Vincenzo Agostino e Augusta Schiera, genitori di Nino Agostino, l’agente di polizia ucciso dalla mafia durante l’agguato dell’Addaura.

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Thomas Scalera

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