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Caserta. Napoletano (Pd) attacca Speranza per Caserta: “Operazione di sapore tipicamente craxiano”

DiThomas Scalera

Set 12, 2015
Cira Napoletano
Cira Napoletano

CASERTA. “Con grande sconcerto ho letto le dichiarazioni del candidato sindaco di Speranza per Caserta e dell’Altra Europa riportate dalla stampa in occasione della presentazione del “codice etico” (sic) del movimento o partito locale o raggruppamento di persone che sia.
Al di là della considerazione che la lotta alla corruzione, la trasparenza e il perseguimento dell’interesse comune costituiscono obiettivi che tutti coloro che si presentano a qualunque tipo di elezione (anche condominiale) dicono di voler perseguire, è con stupore misto a divertimento che ho appreso che il più grande partito del socialismo europeo, erede in Italia delle grandi tradizioni della sinistra e del cattolicesimo democratico, sia considerato di “destra”, e che un movimento o partito o raggruppamento di persone che si dicono di sinistra abbia invece ritenuto di dover “disperatamente” ricercare un’intesa col Movimento Cinque Stelle, ricevendo peraltro un inevitabile rifiuto. Questo tentativo, più che di sinistra, appare simile ad un operazione di sapore tipicamente craxiano. Come è noto, Craxi perseguì la rottura a sinistra determinando quello che Enrico Berlinguer definì la mutazione genetica del Partito Socialista al fine di accreditarsi come interlocutore privilegiato della parte più reazionaria della Democrazia Cristiana.
Ora nel suo piccolo, Apperti persegue la rottura a sinistra col Partito Democratico per accreditarsi come interlocutore privilegiato di un movimento populistico e demagogico che di sinistra non ha assolutamente nulla, come del resto chiunque si preoccupi di risalire alle biografie dei principali esponenti di tale movimento, ampiamente documentate in rete, capirebbe.
Se Apperti ha un pò di tempo, invece di offendere le centinaia di migliaia di iscritti al Partito Democratico che orgogliosamente si dicono e sono di sinistra, vada a leggersi l’ultimo pezzo di Peppino Calderola sull’argomento. Anche sul codice etico “c’è poi da ridire”, come diceva il grande De Andrè. In particolare ricordo prima a me stessa e poi ad Apperti che la nostra Costituzione sancisce il divieto di mandato imperativo, così come tutte le costituzione democratiche, fin dalla Costituzione Francese del 1791. Esso si ispira alla dottrina della sovranità nazionale, in base alla quale coloro che sono eletti ad una carica pubblica devono agire nell’interesse della nazione e non nell’interessi dei loro soli elettori. Cosa abbia da spartire con la sinistra democratica chi introduce nel proprio statuto una norma anticostituzionale e antidemocratica come quella che impone il vincolo di mandato, oltre tutto ben sapendo che non potrà che essere disapplicata, come tutte le clausole illegittime contenute in un atto privatistico, solo per inseguire la demagogia e il populismo, tutti possono giudicarlo.
Per quanto riguarda infine l’asserita spaccatura del Partito Democratico, posso rassicurare il candidato Apperti e tutti i cittadini casertani, e sono la maggioranza, che temono che il governo della nostra amata città resti nelle mani di una destra che si è rivelata incapace di governare o finisca nelle mani di apprendisti stregoni nascosti dietro una tastiera, che il Partito Democratico, anche a Caserta, perseguirà tenacemente l’obiettivo di unire tutte le forze realmente progressiste della città, attorno ad un candidato sindaco, che sarà scelto democraticamente, e non calato stalinisticamente dall’alto”.

CS

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Thomas Scalera

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