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Caserta. Riforma Sanità, Cisl: “Caserta ancor più penalizzata”

DiThomas Scalera

Ago 9, 2015

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CASERTA. La Riforma della Pubblica Amministrazione è ormai legge da qualche giorno. Numerosi cambiamenti e provvedimenti relativi ai differenti e svariati ambiti. Dalle forze di polizia ai concorsi, alla trasparenza, dai dirigenti ai cittadini – il riordino della dirigenza infatti è uno dei punti nevralgici della riforma – dai licenziamenti più facili alla lotta alla riduzione delle prefetture, solo alcuni dei punti chiave della nuova legge. L’obiettivo è presentare un primo pacchetto di provvedimenti applicativi già a settembre, con misure di semplificazione e Spending Review.
In mezzo a tutto la manovra correttiva sulla Sanità, una vera scure che ha colpito oltre il 15% delle prestazioni che oggi il servizio sanitario passa gratuitamente. Una stretta su almeno 180 servizi. Duecento, tra analisi ed esami, sono sotto la lente e circa 108 ricoveri. In cinque anni, si dovranno recuperare almeno 10 miliardi. Ai risparmi sui beni si sommeranno quelli sul personale, i ricoveri e la diagnostica. Le prestazioni erogate sono 200 milioni all’anno, si ipotizza che dovranno essere 28 milioni in meno ogni dodici mesi. Analisi ed esami inutili costano oltre 13 miliardi l’anno al bilancio del sistema sanitario.
La ricaduta anche territoriale, in regioni e province, si può immaginare è davvero pesante. “Se non ci sarà una verifica vera dei servizi indispensabili – precisa il Segretario Generale Cisl Fp di Caserta, Nicola Cristiani – ci saranno due sanità, una nel nord del paese e l’altra al sud. Chiaramente la provincia di Caserta risulterà essere sempre una delle più penalizzate. Per questo urge all’interno della regione Campania subito un riequilibrio della spesa per provincia.
I tagli lineari contenuti in questa riforma aggraveranno ancora di più l’assistenza sanitaria, così come la conosciamo. Maggiore sarà il divario nord-sud, maggiori le decurtazioni per noi, in servizi e prestazioni. La regione Campania, come sappiamo, già fortemente danneggiata e sottostimata in risorse economiche da parte del governo centrale, dovrà assolutamente da subito riorganizzare il sistema sanitario regionale. Importante sottolineare che in provincia di Caserta, già da settembre si dovranno pagare tutte le prestazioni perché, com’è notorio, i centri accreditati hanno esaurito i budget utili. Parliamo dunque di laboratorio di analisi – radiologie – ambulatori specialistici- centri di riabilitazione – case di cure private. Insomma a Caserta, territorio in cui i cittadini sono già abituati a non curarsi per cattiva informazione, poca cultura della prevenzione ecc., la situazione diventa ancor più difficile dovendo affrontare i tagli ulteriori delle prestazioni sanitarie previsti dalla riforma”.
Proprio per questo, la Cisl Funzione Pubblica chiederà nell’immediato un tavolo permanente per un monitoraggio dei servizi indispensabili. A settembre la CISL Fp si mobilita.

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Thomas Scalera

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