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Caserta. San Leucio, creazione di un Centro di Cultura e di sviluppo dell’arte serica al Belvedere

DiThomas Scalera

Feb 3, 2017


CASERTA. “Oggi parte un nuovo percorso di sviluppo, con un tavolo che vede coinvolte tutte le più importanti forze istituzionali e produttive del territorio. Con questo protocollo d’intesa rilanciamo una delle eccellenze casertane più famose nel mondo, la seta, recuperando un’antica e straordinaria tradizione, e gettiamo le basi per la crescita e la valorizzazione turistica di un eccezionale sito quale il Belvedere di San Leucio”. Così si è espresso il sindaco di Caserta, Carlo Marino, che stamani, presso la Sala Giunta del Comune ha siglato il protocollo d’intesa tra l’Ente di piazza Vanvitelli e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente “Dicdea” dell’Università “Luigi Vanvitelli”, la Camera di Commercio, la Confindustria e la Rete San Leucio “Textile”, che ha come obiettivo la creazione di un Centro di Cultura e di sviluppo dell’arte serica e che avrà sede all’interno del complesso monumentale del Belvedere di San Leucio. Alla firma del protocollo, con il primo cittadino e gli assessori alla Cultura Daniela Borrelli e Patrimonio Alessandro Pontillo, erano presenti il presidente di Confindustria Caserta, Gianluigi Traettino, il presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone, il presidente di Rete San Leucio Textile, Gustavo Ascione e la professoressa Annamaria Rufino in rappresentanza del Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente “Dicdea” dell’Università “Luigi Vanvitelli”, L’obiettivo dichiarato è quello di rilanciare l’antica tradizione della produzione serica, puntando a restaurare e recuperare gli antichi telai (opera quasi ultimata), i torcitoi e tutte le attrezzature necessarie alla ripresa di un’attività che costituisce uno straordinario patrimonio custodito dalla tradizione di San Leucio. Attraverso il rilancio della strumentazione e delle tecniche, che saranno trasferite ai più giovani mediante degli appositi ed accurati corsi di formazione, si intende rafforzare anche la vocazione turistica dello splendido sito del Belvedere di San Leucio, patrimonio dell’Unesco e interamente di proprietà comunale.
L’idea, quindi, è quella di creare un autentico polo produttivo della seta che possa far rivivere l’ambizioso e rivoluzionario progetto della “Città Utopica di Ferdinando IV Re di Borbone”, che fece della Fabbrica Reale un’industria al servizio della collettività. Per fare tutto ciò, si darà vita al recupero di alcune professionalità esperte nel settore e nella produzione serica, che saranno in grado di trasferire il know how alle nuove generazioni mediante corsi di formazione e attività di “affiancamento” sul campo. Un altro progetto, poi, riguarda la realizzazione di una vera e propria “summer school”, che riproponga San Leucio come centro di eccellenza mondiale nell’attività serica.
“Il Belvedere – ha aggiunto Marino – è la naturale sede di questo Centro, ma è il contenitore ideale per ospitare iniziative di eccezionale valore sotto il profilo culturale e della promozione di attività legate allo sviluppo produttivo di eccellenza. Stiamo investendo molto su questa straordinaria risorsa, che negli ultimi sei mesi ha fatto registrare anche un forte incremento dei visitatori, nella misura del 30 per cento. Dobbiamo e vogliamo fare di più, ma la strada imboccata è senz’altro quella giusta”.
“Oggi registriamo un cambio di passo – ha aggiunto il presidente di Confindustria Caserta, Gianluigi Traettino – con una forte sinergia tra i principali attori istituzionali e produttivi del territorio. Da questo momento può e deve partire la rigenerazione di uno spazio straordinario, quale il Belvedere di San Leucio, uno dei gioielli più grandi della nostra città”. Per il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone ”la creazione del Centro di Cultura e di sviluppo dell’arte serica sarà un volano per la città e per l’intera provincia. Quando il mondo della conoscenza, quello produttivo e le istituzioni fanno sistema con il mondo accademico i risultati non possono che essere entusiasmanti”. “Il nostro Dipartimento Dicdea – ha proseguito la professoressa Annamaria Rufino – vuole essere un polo di cultura e di creatività e non potevamo che sposare a pieno un progetto così importante che nasce, tra l’altro, lì dove vide la luce la prima scuola dell’obbligo al mondo”. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Rete San Leucio Textile, Gustavo Ascione che ha sottolineato come “dopo qualche secolo i produttori di seta sono di nuovo insieme con un marchio di tutela della qualità del prodotto e dell’etica del lavoro. Grazie al recupero degli antichi telai a mano riprenderemo la produzione della seta ed al progetto produttivo sarà affiancato un progetto di formazione per il recupero degli antichi mestieri”.

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Thomas Scalera

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