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Caserta. Sconfitta del Sì al referendum costituzionale, Di Patre: “Caro PD hai fallito”

DiThomas Scalera

Dic 5, 2016

partito-democratico

CASERTA. Con la sconfitta del si, la resa dei conti all’interno del Partito Democratico sarà micidiale e definitiva. La vittoria del “NO”, non porterà Matteo Renzi ad essere prigioniero di una minoranza che considera il solo ed unico ostacolo alla sua ascesa verso il consolidamento definitivo del proprio potere. La vittoria del “No”, ha portato i nemici del Premier a scatenare una guerra senza esclusione di colpi per riprendere il controllo di un partito che considerano oggi finito nelle mani di un torbido usurpatore insopportabile.

La trasformazione del referendum in una sorta di giudizio di Dio su chi debba ora comandare nella sinistra italiana è la conseguenza inevitabile della scelta politica di Renzi di avviare la conquista tangibile del Pd all’insegna della “rottamazione” non solo della “vecchia guardia” ma anche della tradizione unitaria post-comunista rappresentata dai dirigenti nati e cresciuti nel Pci-Pds-Ds. L’attuale Premier non solo non ha mai nascosto ma ha cavalcato con la totale massima energia e visibilità l’intenzione di cambiare pelle radicale al Partito Democratico, liquidando insieme ai dirigenti anche le idee politiche di cui erano stati tutti testimoni e portatori. La sua non è stata una normale battaglia interna per la conquista della segreteria di un partito. La sua corsa politica è stata la negativa segnalazione di una sorta di pulizia etnica destinata a concludersi con l’eliminazione degli avversari e con la trasformazione antropologica di una sinistra che da post-comunista avrebbe dovuto diventare “Partito della Nazione” post-democristiana, ereditando i principi di una DC che oggi non esiste più, e che tutti vogliono farla tornare a vivere.

Il referendum di ieri ha segnato il momento finale della pulizia etnica renziana e della resistenza dando vita ad una completa azione di distruzione di massa. L’ esito scontato del no ha sancito la condanna a morte dei principi della vera sinistra, che oggi non c’è più. Con questo esito è certo che il Partito Democratico avrà finito di essere una formazione politica unitaria.

I sostenitori di Renzi non potranno più sfruttare questa previsione per ricattare gli elettori affermando che la legge sulla riforma costituzionale getterà il Paese nel caos. Tutti i fedelissimi non potranno in maniera grossolana, difendere l’unione politica renziana. La fine dell’eterno congresso del PD ha portato una negatività di stabilità ad un Paese che da più di un ventennio subisce sulla propria pelle le conseguenze del fallimento della totale fusione a freddo tra post-comunisti e post-democristiani di sinistra.

In questa luce il referendum non era una scelta tra vecchia e nuova Costituzione, ma si voleva liberare la nazione dalle beghe interne di una sinistra italiana, che purtroppo non potrà governare mai più !!!

Giacinto Di Patre

Giacinto Di Patre
Giacinto Di Patre
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Thomas Scalera

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